Oggi voglio raccontarti la storia di Matteo. Matteo è un manager di un’Azienda che produce macchinari industriali. Gestisce un team di 15 persone, tra tecnici, ingegneri e specialisti. Matteo inizia a monitorare costantemente la produttività della squadra. Nel giro di tre mesi, nota un grosso calo delle performance. Inizia a parlare con le persone.

Dopo qualche giorno, scopre che l’aver nominato un “vice” all’interno del gruppo di lavoro ha radicalmente mutato le dinamiche interne. Questo perché la nomina di un vice ha cambiato i rapporti tra pari che c’erano prima. Prima di questa nomina, tutti si sentivano uguali e nessuno aveva più responsabilità dell’altro.

Dopo questa nomina, il cambio di ruoli della persona che, fino a pochi giorni prima, occupava la stessa postazione ha mutato gli equilibri, facendo decadere il principio di sicurezza psicologica.

In questo caso e in qualunque altro caso in cui ci siano attriti all’interno del team, questi cinque suggerimenti (immediatamente applicabili) possono cambiare scenario. Ecco quali sono.

5 consigli per potenziare la tua squadra

  • Promuovi la cultura del dialogo: organizza un paio d’ore di riunione in cui fai parlare i membri del tuo team, chiedendo loro come si sentono, se ci sono difficoltà e se c’è qualcosa che potete fare insieme per migliorare l’ambiente di lavoro
  • Ricompensa sempre il buon lavoro: fai complimenti al team quando fa qualcosa di buono. Questo li farà sentire apprezzati e li spronerà a dare il meglio
  • Valorizza i punti di forza: se, ad esempio, uno dei membri del tuo team è particolarmente creativo, offrigli la possibilità di mostrare le sue idee e dagli ascolto. Cerca di individuare i punti di forza di ognuno e esaltali al massimo
  • Imposta sempre obiettivi chiari: ognuno deve sempre sapere quali sono i compiti a cui deve assolvere. Assicurati che tutti sappiano quali sono le loro responsabilità e invita tutti alla cooperazione
  • Introduci la tecnologia: la tecnologia può migliorare radicalmente la comunicazione e la condivisione di informazioni. Sapere su cosa sta lavorando l’altro, a che punto è e cosa manca per procedere è fondamentale per poter dare il meglio e raggiungere un obiettivo. (Un CRM potrebbe aiutarti molto in tal senso).

LEGGI ANCHE >> Come organizzare il lavoro delle persone: strumenti, metodi e applicazioni gratuite

Ottieni il meglio dalla tua squadra

Il lavoro di squadra è una componente fondamentale all’interno di un’Azienda. Che tu sia a capo di una piccola azienda o di una multinazionale, saper gestire il team e lavorare in armonia è l’unico modo per aumentare davvero la produttività e unire le forze per raggiungere un comune obiettivo di crescita.

Il 99% degli imprenditori e dei manager sottovaluta questo aspetto: se anche tu fai parte di questa maggioranza, quello che troverai in questa guida potrebbe rivoluzionare completamente il tuo approccio al team.

Leggendo questa guida scoprirai:

  • Perché il lavoro di squadra viene prima di qualunque altro strumento
  • Come aumentare la produttività e valorizzare i punti di forza e i talenti del team
  • Come motivare un team e mantenerlo unito con il Team Building
  • I 6 tipi di persone “tossiche” che tipicamente puoi incontrare in Azienda (o fuori) e come gestirle Se sei pronto, iniziamo subito

Come gestire le persone e aumentare la produttività

Ti sei chiesto quanto l’armonia all’interno di un team influisca sull’attività aziendale? Pensaci un attimo. Ti faccio un esempio. Supponiamo che il tuo team sia composto da 8 persone. Ogni persona ha dei compiti specifici e tutti lavorano per un obiettivo unico. Cosa succede se ci sono degli attriti tra due membri del team?

Nel 2015 Google ha identificato la “sicurezza psicologica” come la caratteristica principale di un team efficace. Coniata dalla ricercatrice di Harvard Amy Edmondson, sicurezza psicologica vuol dire “una convinzione condivisa che il team è sicuro per l’assunzione di rischi interpersonali”.

Questi “rischi” possono essere, ad esempio, le richieste di aiuto, l’assunzione di responsabilità, la condivisione di idee. Ecco, se ci sono attriti all’interno del team, viene meno la sicurezza psicologica. Se manca questa caratteristica, le persone smetteranno di lavorare in sinergia e ognuno si limiterà a svolgere i suoi compiti. Mancheranno le richieste di aiuto, la condivisione, la cooperazione. Il risultato? Ambiente di lavoro ostile, scarsa produttività, insoddisfazione.

Ricorda: le persone felici rendono di più di quelle infelici. Investi sulla felicità del tuo team e sulla buona gestione delle dinamiche di gruppo: i risultati cambieranno radicalmente.

Migliorare con il team building

Il team building è la risorsa numero uno per migliorare le performance di un team. Quando parliamo di team building, intendiamo quel processo di trasformazione di un gruppo di singoli dipendenti che diventano un gruppo coeso. Si tratta indubbiamente del modo migliore per rafforzare la coesione di una squadra, eliminare gli attriti e promuovere dialogo e ascolto reciproci. Un corso di cucina, una gita in barca, un’escape room: sono molte le attività che potreste fare per rafforzare il team.

Cosa può fare una squadra che funziona bene? Se puoi, fai un esperienza di dragon boat o di canoa di squadra. Questo è, senza dubbio, il modo più emozionante e divertente per capire, comprendere e metabolizzare come funzionano le dinamiche di una squadra. Bisogna essere coordinati, essere in grado di autogestirsi, sopperire agli sforzi degli altri. Il Dragon boat, è un’esperienza incredibile. Le persone devono imparare ad autogestirsi e quando qualcuno fa un errore, o ha un problema, tutti lo sentono istantaneamente. Pensa che in una barca di 20 persone che vogano a pieno ritmo, se solo uno mantiene il remo a freno, la barca si ferma.

Ecco, questa è l’essenza del lavoro in team: tutti devono sapere dove andare e come farlo insieme, senza ostacoli, ma supportandosi l’un l’altro. Questo vale più di qualunque strumento di lavoro o tecnica di ottimizzazione del tempo.

6 tipi di persone “tossiche”

Ora che abbiamo parlato di come rafforzare la coesione di un team, voglio introdurre un altro tema importante: le persone “tossiche”. Si tratta di quelle persone le cui caratteristiche inibiscono la crescita di un team. Se pensi che questo non sia importante per la produttività della tua Azienda, c’è una cosa che devi sapere.

Nel 2017 Christine Porath, professore associato alla Georgetown University, ha reso noti gli effetti dannosi dell’incivilità sul lavoro. In un sondaggio che ha condotto, l’80% delle persone “ha perso tempo sul lavoro preoccupandosi anche delle indignazioni di poco conto, mentre il 78% si è impegnato meno con il proprio datore di lavoro e la metà ha deciso di fare meno sforzi”. “In uno studio condotto su 4.500 medici e infermieri – si legge in una nota della Porath – il 71% ha collegato il comportamento condiscendente, offensivo o maleducato alla disattenzione del personale, che ha commesso errori medici; il 27% era a conoscenza di comportamenti scorretti che hanno portato alla morte dei pazienti”.

Ecco perché dovresti assolutamente assicurarti di individuare le persone tossiche e affrontarle al meglio. Ecco come fare.

Il saccente

Il saccente lo riconosci subito. È quella persona che tende a far sentire tutti gli altri inferiori, vantandosi delle proprie conoscenze e bollando chiunque altro come incapace. Queste persone vivono in un mondo in cui loro sono intelligenti e tutti gli altri no. Quando qualcosa va storto, è sempre colpa tua, non loro. La lealtà di tutto è nei confronti del suo ego. Qui la strategia migliore è…lasciar perdere e, se possibile, stare alla larga da loro.

Il procrastinatore

Il procrastinatore è quello che rimanda sempre. In ufficio fa tutto al di fuori del suo lavoro. Cerca sempre di perdere tempo, rimandare le task, rallentare i processi. In questo caso, la strada vincente potrebbe essere quella di organizzare il suo lavoro in task distribuite ora per ora. Ogni ora dovrà comunicare il completamento delle task. Calendarizzare le sue attività e definire un tempo potrebbe far uscire il procrastinatore dalla sua pigrizia esistenziale.

Il martire

Il martire è l’eterna vittima. Si lamenta sempre di ogni cosa, si sente costantemente perseguitato o sotto attacco. Probabilmente ha una bassa autostima e tende a sottovalutare le sue capacità, riversando questa negatività sugli altri. Se incontri il martire, ascoltalo: fallo parlare e, quando ha finito di lamentarsi, aiutalo a cambiare il suo schema di pensiero. Spesso basta porre le cose sotto un altro punto di vista per cambiare la visione delle persone.

Non dimenticare di ringraziarlo quando fa un buon lavoro: potrebbe aiutarlo a sentirsi importante all’interno del team.

Il provocatore

Il provocatore lo riconosci dal tono della sua voce: tenta costantemente di mettere zizzania e lanciare sfide all’interno del team. In questo caso, l’unica via è non cedere. Per disinnescarlo, basta evitare di dargli corda.

Il criticone

Il criticone è quello che ha sempre qualcosa da ridire. Non è mai felice del lavoro degli altri, ha sempre un’opinione contraria e controcorrente, vuole sempre avere l’ultima parola. Come affrontarli?

Chris Voss, ex negoziatore di ostaggi dell’FBI, suggerisce di “ascoltare attentamente mentre parlano e poi, ripetere loro ciò che senti. [Continua] fino a quando non dicono” giusto “- che è diverso da” hai ragione”. Per Voss, la differenza tra le due affermazione è che la prima è un segnale di riflessione e comprensione, mentre il secondo è un segno di frustrazione, pensato per placarti e terminare la conversazione.

Il fantasma

Per concludere, il sesto tipo di persona più frequente in un gruppo di lavoro è…il fantasma. Il fantasma è quello che sparisce sempre quando c’è da lavorare: esce, fuma una sigaretta, parla al telefono, si chiude in bagno. Il fantasma fa di tutto per evitare di lavorare, semplicemente scappando da ogni responsabilità. In questo caso, l’ascolto può fare la differenza: potresti scoprire che il fantasma tende ad evitare il contatto perché vive un disagio all’interno del gruppo.

Se hai un’azienda e gestisci un team, la tua priorità sarà quella di massimizzare la produttività e aumentare l’efficienza dei tuoi collaboratori.

So bene quanto questo possa essere impegnativo: rendere efficiente un team significa imparare a gestire il tempo e le priorità, ottimizzare le risorse, trasformare un problema in un’opportunità.

L’organizzazione del lavoro in team prevede tre grandi sfide per l’imprenditore:

  • Time Management, ovvero come gestire il tempo al meglio e pianificare la giornata di lavoro
  • Gestione del team e delle responsabilità individuali e di gruppo
  • Problem solving, ovvero la capacità di trovare una soluzione efficace ad un problema

Leggendo questa guida scoprirai:

  • I MODELLI per gestire il tempo e le priorità: otterrai strumenti pratici per organizzare la tua giornata e imparare a riconoscere le priorità
  • Gli strumenti per gestire e coordinare efficacemente un team
  • L’approccio migliore per trovare una soluzione ad un problema, minimizzando il rischio e rendendo efficiente il lavoro

Se sei pronto, iniziamo subito.

Guida all’organizzazione del lavoro step by step

organizzazione del lavoro step by step

Essere responsabile di un team di lavoro non è così facile: i componenti della tua squadra possono essere diversi per approccio, impegno ed etica del lavoro. Il tuo compito è quello di tirare fuori il massimo dai tuoi collaboratori.

Se non sai da dove cominciare, ecco qualche punto che ti guiderà nella lettura dei prossimi paragrafi.

  • Il rispetto è fondamentale: metti al centro il rispetto verso il lavoro degli altri. Questo favorirà un buon clima e la cooperazione tra i membri
  • Valorizza i punti di forza: ascolta con attenzione i membri del tuo team e chiedi loro quali compiti ritengono più adatti a svolgere nel progetto. In questo modo, quando delegherai incarichi, saprai esattamente quali sono le persone che lo faranno al meglio
  • Rendi tutti responsabili: la squadra vince e perde insieme. Ognuno però è responsabile per il suo lavoro e per i risultati che deve portare, per raggiungere un comune obiettivo
  • Sii chiaro sui compiti di ognuno: tutti devono sapere esattamente quali sono le loro responsabilità. Se nel team ci sono troppi “Non è mio compito fare questo”, probabilmente c’è un problema di comunicazione e di comprensione delle responsabilità. Secondo una ricerca Mckinsey, il 97% dei dipendenti e dei dirigenti ritiene che la mancanza di allineamento all’interno di un team influisca sul risultato di un’attività o di un progetto
  • Dai e ricevi feedback: quando un membro del tuo team lavora bene, non lesinare e complimentati per l’ottimo lavoro. Allo stesso tempo, ascolta i feedback della tua squadra, perché ti aiuteranno a crescere

Questi fondamentali valgono SEMPRE e sono alla base di un buon lavoro in team. Ricorda sempre che le persone fanno la differenza: investire sulle persone significa investire nella crescita aziendale. Iniziamo ora a parlare di strumenti e di metodi concreti e applicabili fin da subito per massimizzare la produttività, gestire il tempo e lavorare efficacemente in team.

Gestione del tempo

La gestione del tempo è la sfida numero uno per ottimizzare il lavoro in team. Pensaci un attimo: quante volte hai la sensazione di “rincorrere” la giornata? Quante volte non riesci a concludere le tue task quotidiane? Saper ottimizzare il proprio tempo è prioritario, a prescindere dal ruolo che ricopri e dal settore in cui lavori.

Ci sono tre strumenti che possono migliorare fin da subito la tua gestione del tempo:

  • La matrice di Eisenhower
  • Il metodo ABC
  • La pianificazione della giornata

Vediamo brevemente come funzionano e come sfruttarli al meglio.

La matrice di Eisenhower

Eisenhower è stato il 34 ° Presidente degli Stati Uniti, in carica per due mandati dal 1953 al 1961. Prima di diventare presidente, però, Eisenhower era un generale a cinque stelle nell’esercito degli Stati Uniti. Ciò che ha sempre contraddistinto il suo lavoro è la capacità di gestire efficacemente il suo tempo e prioritizzare i suoi impegni.

Per ottenere questi risultati, il modello da utilizzare è la matrice di Eisenhower.

matrice-eisenhower

Come puoi vedere, la matrice è composta da quattro quadranti. Ciò che dovrai fare è pensare alle cose da fare e ripartirle nella giusta sezione:

  1. Urgente e importante: qui ci sono i compiti che farai immediatamente
  2. Importante, ma non urgente: qui ci sono invece le attività che dovrai inserire in programmazione
  3. Urgente, ma non importante: qui ci sono i compiti da fare velocemente, ma che non sono importanti. Puoi delegarli a qualcun altro
  4. Né urgente né importante: qui, infine, ci sono le perdite di tempo. La soluzione migliore? Eliminarle

Ricorda: “Ciò che è importante è raramente urgente e ciò che è urgente è raramente importante”. Lasciati guidare da questo principio quando valuti le tue attività.

Metodo ABC

Anche il metodo ABC di Alan Lakein è molto efficace per gestire le priorità. Il metodo segue un concetto molto semplice: ad ogni task puoi assegnare la lettera A, B o C, a seconda della natura dell’impegno.

La leggenda è questa:

  • A raccoglie tutte le attività urgenti e importanti, da fare adesso
  • B corrisponde a tutte le attività importanti, ma non urgenti, da riprogrammare al più presto
  • C corrisponde alle attività marginali, non urgenti e non importanti

Questo sistema può essere utilizzato sia a livello micro, gestendo le priorità su base giornaliera, sia a livello macro, gestendo la priorità su base mensile o settimanale.

Pianificazione giornaliera, settimanale, mensile

La pianificazione sul breve, medio e lungo termine è la chiave per ottimizzare il lavoro. Per una buona pianificazione mensile, strumenti come Google Calendar sono la soluzione ideale. Per tenere sotto controllo il tuo tempo puoi in realtà usare un semplice quaderno: in questo VIDEO ti spiego in pochissimi minuti come organizzare il tuo tempo e recuperare subito il 50% dell’efficienza

Gestione del team

Ora che abbiamo parlato di gestione del tempo, parliamo di gestione del team. Avere un team cooperativo aumenta esponenzialmente la produttività dei membri. Ognuno deve sapere esattamente quali sono le proprie responsabilità, quali sono i comuni obiettivi da raggiungere e come dare il massimo per aiutare la squadra a progredire.

Se gestisci un team, avrai sicuramente bisogno di condividere e ricevere informazioni sui clienti. Avere un CRM è indispensabile per avere una visione condivisa dei lead in ingresso, dello stadio di avanzamento del lead, della percentuale di conversione, delle azioni di customer care e retention.

Il CRM ti aiuta ad automatizzare i processi ripetitivi come l’invio di mail e a garantire che ciascun membro del team abbia una visione chiara sulle attività aziendali.

LEGGI ANCHE >> I 10 errori più comuni commessi dagli imprenditori che usano Excel (e come evitarli)

Tra gli altri strumenti utili per coordinare il team e gestire l’efficienza, evitando di precipitare nel quadrante 4 della matrice di Eisenhower:

  • Slack: si tratta di un’app che consente la condivisione di file, di chattare, di gestire progetti di gruppo, di fare videochiamate e di integrare spazi cloud come Dropbox e Google Docs. Ne esiste anche una versione free ed è perfetta per tenere sotto controllo le task, soprattutto se si gestisce un team in smart working
  • Trello: validissimo sostituto di Slack, Trello consente di creare to-do list, condividere informazioni e disegnare anche progetti complessi
  • Realtime Board: si tratta di una lavagna interfunzionale e gratuita dove inserire le informazioni da condividere con il team

Questi strumenti, uniti alla potenza del CRM, ti permetteranno di:

  • Gestire il team al meglio: tutti sapranno lo stato di avanzamento di un progetto e quali cose devono fare, tramite l’assegnazione di task
  • Assistere il cliente: migliorare il customer care e la retention, implementando azioni automatiche e facilitando il flusso di lavoro
  • Ottimizzare i tempi, evitando di disperdere energie con comunicazioni volanti su WhatsApp

Problem Solving

Organizzare il lavoro di una squadra richiede anche una certa inclinazione al problem solving. Per capire come approcciare ad un problema nel modo giusto, puoi applicare i passaggi di questo modello:

  1. Definisci il problema: individua il problema da risolvere. Analizzalo, se necessario, “visualizzandolo” con una mappa mentale. Per la tua mappa mentale, puoi usare software come iMindMap e MindMeinster
  2. Misura il problema: individua l’impatto che questo problema ha su di te e sul tuo team
  3. Imposta degli obiettivi, che rispettino l’acronimo SMART. Un obiettivo SMART è Specifico, Misurabile, Attuabile, Rilevante e Temporizzato
  4. Individua le cause alla radice del problema e definisci quali sono quelle che puoi controllare e quelle fuori dal tuo controllo. In questo modo potrai agire su questi fattori per evitare che il problema si ripresenti
  5. Scegli una strategia ben definita per raggiungere gli obiettivi
  6. Attua la strategia
  7. Monitora i risultati

Con questo processo potrai risolvere i problemi del team e, di conseguenza, massimizzare la produttività lavorando senza intoppi. Sulle tre sfide per organizzare il lavoro in team abbiamo detto proprio tutto: inizia mettendo in pratica questi consigli e vedrai letteralmente schizzare la tua produttività alle stelle.

Vuoi vendere di più? Ecco i 6 consigli INDISPENSABILI per una strategia di vendita che funziona OGGI

Secondo Harvard Business Review, oltre il 50% della fidelizzazione dei clienti si basa sull’esperienza di vendita.

Se vuoi vendere di più e fidelizzare i tuoi clienti, creare un sistema di vendita strutturato deve essere la tua priorità. Cosa significa esattamente?

Per dirla in altre parole, impostare una strategia di vendita efficace è l’unico modo per ottenere risultati in un mercato in continua evoluzione, votato all’innovazione tecnologica e di processo. Sono certa che ne sai qualcosa anche tu, vero?

Una delle abilità numero uno di qualunque imprenditore è la capacità di creare un sistema di vendita sostenibile per l’impresa e in grado di soddisfare le esigenze del cliente. La stragrande maggioranza degli imprenditori commette un errore fatale: si concentra esclusivamente sul prodotto che vende, IGNORANDO completamente il processo di vendita.

Alla fine rischi di ritrovarti con un prodotto bellissimo che non sai come vendere.

 

In questa guida ti spiegherò:

  • Cos’è un sistema di vendita e perché è fondamentale partire da qui se vuoi vendere davvero
  • Perché e come la tecnologia è al centro di questo processo e può farti aumentare i tassi di conversione delle vendite fino al 300% (Fonte: Cloudswave)
  • Quali sono i 6 elementi presenti SEMPRE in qualunque strategia di vendita e le domande che devi porti per iniziare a costruire il tuo processo

Definire la tua strategia di vendita: la guida completa

Vendere bene è impossibile senza una strategia. Certo, esiste il fattore C (la fortuna), ma mettere in mano un’Azienda al destino è decisamente troppo rischioso, non credi?

Ecco come iniziare a impostare la tua strategia di vendita integrando la tecnologia, anche se parti da zero.

 

Iniziamo!

Cos’è una strategia di vendita?

La strategia di vendita è (o dovrebbe essere) il passaggio numero uno per TUTTI gli imprenditori, a prescindere dal mercato in cui operano.

Si tratta di un modello che spiega come la tua azienda può aumentare vendite, entrate e profitti.

Impostare una strategia significa avere una visione ad ampio raggio degli obiettivi aziendali, del target di riferimento, delle risorse e dei canali da utilizzare. Grazie alla strategia e all’analisi potrai definire un processo di vendita in più step costruito davvero sulle esigenze della tua azienda.

 

In sintesi, dovresti partire proprio da qui perché:

  • Avrai immediatamente una visione sui tuoi obiettivi a breve, medio e lungo termine, da condividere con il team
  • Saprai esattamente a CHI stai vendendo i tuoi prodotti
  • Conoscerai la tua proposta di valore e saprai cosa ti distingue dai concorrenti
  • Sceglierai i canali di vendita migliori per i tuoi obiettivi, analizzerai i trend e conoscerai tutti i tuoi asset
  • Potrai mettere nero su bianco il tuo processo di vendita ragionato, sulla base di un’analisi concreta del tuo business

 

I 6 elementi di una strategia che funziona

Ci siamo: ora che hai compreso davvero fino in fondo il valore di una strategia di vendita, è il momento di parlare degli elementi che la compongono.

 

In ogni strategia di vendita ci sono SEMPRE:

  • Obiettivi di business chiari, realistici e misurabili
  • Un target ben definito
  • Una USP e delle proposte di valore pensate per il tuo target
  • Un’analisi dei competitor e del tuo posizionamento sul mercato
  • Un’analisi della customer journey, ossia del percorso che il tuo cliente compie dal primo contatto alla vendita
  • Un processo di vendita chiaro, che definisca canali di investimento, approcci, risorse

Ecco come implementare questi sei elementi nella tua strategia.

Obiettivi chiari e misurabili

Qualunque analisi passa sempre per il setup degli obiettivi aziendali. Pensaci un attimo: come potresti definire un processo di vendita senza sapere cosa ti aspetti da questo processo?

Ma attenzione: non cadere nella trappola dell’obiettivo generico e irraggiungibile. Un obiettivo può definirsi tale se è specifico, misurabile, realizzabile e attuabile in un tempo finito. Ecco qualche esempio di obiettivo:

  • Aumentare le vendite del prodotto X del 25% in sei mesi
  • Aumentare il tasso medio di soddisfazione del cliente del 30% in nove mesi
  • Incrementare i lead in ingresso del 15% in tre mesi
  • Aumentare il fatturato aziendale del 35% in un anno

Target definito

A chi stai vendendo i tuoi prodotti o servizi? Conoscere il tuo cliente ideale è il modo migliore per avvicinarti a lui e offrirgli ciò che si aspetta, compresa un’esperienza d’acquisto memorabile.

Raccogliere quante più informazioni possibili sul tuo cliente ideale è utile per lavorare su più fronti, dalle campagne di marketing e di messaggistica alle tecniche di vendita e chiusura.

Per creare un identikit dei tuoi clienti-tipo, inizia mettendo nero su bianco:

  • Caratteristiche demografiche del tuo cliente
  • Bisogni, aspettative, paure che il tuo prodotto/servizio può  rispettivamente soddisfare o rimuovere
  • Come passa le sue giornate tipo e che cosa acquista
  • Che lavoro fa
  • Quanto è disposto a spendere per un prodotto/servizio come il tuo e quali sono le sue abitudini d’acquisto

 

BONUS: la tecnologia è una grande alleata delle strategie di vendita. Ad esempio, un CRM è la soluzione ideale per gestire i tuoi clienti e i tuoi lead in ingresso. Il CRM è uno strumento che ti consente di automatizzare una serie di processi ripetitivi, rimanere in contatto con i clienti, organizzare le attività aziendali e aumentare la redditività. Un CRM open source come vTiger ti aiuta ad analizzare il tuo target e a capire esattamente chi acquista il tuo prodotto o servizio e con quale frequenza.

Accedere a queste informazioni ti permetterà di conoscere meglio il tuo cliente-ideale, valutare la bontà di un lead e mantenere il contatto con loro per aumentare il tasso di soddisfazione e la retention.

USP e Proposte di valore

Una USP (Unique Selling Proposition) definisce i fattori che rendono il tuo prodotto o servizio diverso e migliore rispetto alla concorrenza.

Sapere qual è la tua USP ti aiuta a rispondere alla domanda: “Perché un potenziale cliente dovrebbe scegliere proprio me?”

Chiediti in cosa sei diverso e, sulla base di questo, inizia a costruire le tue proposte di valore. La proposta di valore esprime ciò il beneficio che il cliente può ottenere con il tuo prodotto o servizio.

Sembra una banalità, ma conoscere queste informazioni è alla base di qualunque vendita. Per vendere, devi sapere esattamente quale problema risolvi e spiegare alle persone perché tu puoi risolverlo meglio di chiunque altro.

Analisi dei competitor

Una buona strategia di vendita indaga sulle attività della concorrenza. Conoscere i competitor ti permette di capire come i tuoi concorrenti stanno vendendo un prodotto simile al tuo e sapere come e se la tua azienda può ottenere un vantaggio competitivo sfruttando le sue proposte di valore.

Oltre ad una buona vecchia analisi SWOT, osserva con attenzione ciò che fa la concorrenza. Guarda i loro prodotti, lo stile di comunicazione, le attività di marketing, la gestione del cliente.

Customer Journey

Mappare il percorso d’acquisto del cliente ti permette di osservare tutto il suo processo di interazione con la tua azienda, dal primo contatto alla vendita.

Questo processo include il marketing, le vendite, l’assistenza e il supporto e qualunque comparto o elemento che possa entrare in contatto diretto con il cliente i tutte le fasi.

Per costruire il “viaggio del cliente” e tenere traccia di ogni passaggio, il CRM è lo strumento più efficace.

Utilizzando un CRM avrai la possibilità di monitorare il ciclo di vita effettivo del cliente, dal primo contatto alla vendita, fino al customer care e al tasso di fidelizzazione. Il CRM può integrare anche una serie di strumenti conversazionali come i chatbot, con possibilità di importare direttamente i dati e le informazioni sul prospect.

 

P.S.: se non hai mai usato un CRM ma hai voglia di portare le vendite al livello successivo, dai un’occhiata al Corso vTiger che ti spiega, passo dopo passo, come installare e utilizzare subito il CRM Open Source più diffuso in assoluto.

Processo di vendita

Ci siamo: una volta definiti tutti questi elementi, potrai costruire il tuo processo di vendita passo dopo passo. Questo include tutte le operazioni da fare per massimizzare le vendite della tua Azienda, dal primo contatto e la gestione del lead fino all’assistenza.

Questo processo deve tenere conto delle tue risorse, dei contenuti da divulgare, dei canali da utilizzare e delle risorse economiche e umane da impiegare.

Ricorda: oltre il 50% della fidelizzazione dei clienti si basa sull’esperienza di vendita. Se vuoi vendere di più e soddisfare i tuoi clienti, non rimandare e inizia subito a pianificare la tua strategia.

 

Quante volte ti sei trovato ad utilizzare Excel per tenere traccia dei tuoi clienti?

Excel è uno degli strumenti più popolari tra gli imprenditori: semplice da usare, intuitivo, utile per portare a termine diverse attività veloci.

Insomma, Excel piace perché “parla” la lingua dei numeri, esattamente quella che serve ad un imprenditore per avere un quadro reale del suo business.

Se hai utilizzato o stai utilizzando Excel per l’anagrafica di un cliente, però, c’è una cosa che devi assolutamente sapere. Questo strumento ha dei LIMITI reali se utilizzato come gestionale della tua azienda. Perché? Te lo spiego con un esempio.

Supponiamo che tu abbia un’Azienda di piccole dimensioni e tre collaboratori. Tu scegli di raccogliere i dati dei tuoi clienti all’interno di un file Excel. Anche i tuoi collaboratori fanno lo stesso. Ma che succede se uno dei tuoi venditori decide di cambiare azienda? Hai mai pensato alle conseguenze di una mancata centralizzazione dei contatti? E se il tuo ex collaboratore decidesse di portare via i contatti e di farti concorrenza diretta?

Excel NON ha alcune importanti funzionalità che un vero e proprio sistema di gestione dei clienti (CRM) può offrire ad un’Azienda (sì, anche una piccola-media impresa). Per questo utilizzare Excel ti fa compiere una serie di errori fatali che potresti evitare semplicemente scegliendo uno strumento più adeguato (anche gratuito).

Dopo aver letto questa guida saprai:

  • Quali sono i 10 errori clamorosi commessi ogni giorno dagli imprenditori (e che sicuramente avrai commesso anche tu)
  • In che modo ottimizzare la gestione dei tuoi clienti e ottenere informazioni preziose da condividere con chi si occupa di marketing e vendite
  • Come migliorare per sempre il tuo customer care e rendere i tuoi clienti FELICI di acquistare da te, aumentando profitti e reputazione
  • Quale CRM ti proponiamo di utilizzare per analizzare i clienti e migliorare il flusso di lavoro, (completamente gratis)

Pronto? Iniziamo!

Perché NON utilizzare Excel per gestire i clienti

Ok, Excel è comodo, gratuito e tutti lo sanno usare. Ma se ti dicessi che c’è uno strumento migliore, altrettanto comodo, semplice e gratuito ma con decine di funzionalità in più e CREATO per gestire i clienti in modo efficiente?

Sto parlando dei cosiddetti CRM: si tratta di un sistema integrato per la gestione di lead e clienti, utile sia per migliorare i flussi di comunicazione con questi ultimi, sia per aumentare vertiginosamente la produttività aziendale.

Sì, perché sostituendo il file Excel con un CRM:

  • Avrai un sistema nato per gestire i dati dei clienti e non adattato allo scopo. Questo ovviamente ti offre una serie di funzionalità interessanti, utili per migliorare la comunicazione e massimizzare gli acquisti
  • Potrai gestire tutti i tuoi dati in un unico luogo: questo ti eviterà il rischio di perdere contatti o di sottoscrivere decine di abbonamenti inutili a programmi di fatturazione, gestione e controllo clienti
  • Abbatterai i tempi morti in azienda: tutti i tuoi collaboratori avranno accesso nello stesso istante alle informazioni che servono per per contattare e relazionarsi con il cliente, gestire le trattative e chiudere la vendita

Ecco i 10 errori che il 99% degli imprenditori commette quando utilizza Excel al posto di un CRM (e come evitarli concretamente).

#1 – Problema di sicurezza

Il primo errore che gli imprenditori commettono usando Excel è un errore di…sicurezza. Ti spiego meglio cosa intendo: un file Excel può essere visualizzato facilmente da CHIUNQUE entri in contatto con la tua azienda. Non ci saranno informazioni riservate: l’unica misura di controllo che puoi inserire è una password per l’accesso al tuo file.

Questo potrebbe creare un problema di fuga di informazione (il file può essere spedito a chiunque, anche alla concorrenza) e di privacy per i dati sensibili. Anche il problema dei virus che potrebbero attaccare il tuo file è da non sottovalutare. Il CRM, al contrario, ti offre un controllo maggiore: sarai tu a decidere quali dati condividere con il team.

#2 – Nessun dato da analizzare

Un altro limite di Excel è l’impossibilità di analizzare i dati relativi al comportamento d’acquisto dei tuoi clienti. Il foglio, infatti, non ti dice ad esempio con quale frequenza acquistano i tuoi clienti, come reagiscono alle tue offerte, qual è la loro spesa media, in che fase della trattativa si trovano, quali sono i clienti che hanno trattative aperte, quali sono i clienti che hanno trattative chiuse vinte e quali hanno trattative chiuse perse. Tutti questi dati, importanti per costruire la tua offerta commerciale, possono essere acquisiti solo con un CRM.

#3 – Immissione manuale dei dati

Voglio dirtelo: questo è un errore diffusissimo tra gli imprenditori che usano Excel. Il foglio di calcolo, infatti, presuppone l’immissione manuale dei dati. Ciò vuol dire che dovrai riempire ogni cella manualmente.

Ti sei mai fermato a pensare a quanto tempo potresti risparmiare eliminando questa procedura? Fossi in te, penserei anche alla probabilità di errore elevata di questo sistema. Insomma, può capitare a tutti di distrarsi e di inserire un numero di telefono sbagliato. In questo modo potresti perdere contatti importanti, oltre che il tuo tempo.

#4 – Problemi di collaborazione

Se hai compilato un Excel per tenere traccia dei clienti, è perché probabilmente avrai bisogno di condividere queste informazioni con i membri del tuo team. Beh, voglio dirti una cosa: il file Excel è estremamente limitante dal punto di vista delle possibilità di collaborazione dei vari membri del team.

Questo perché gli aggiornamenti sul file non sono condivisi in tempo reale con tutta la squadra: ciò presuppone continui scambi di mail con “versioni definitive” del tuo Excel, che allungano i tempi clamorosamente e aumentano il rischio di perdere informazioni.

Il CRM ti permette di condividere in tempo reale ogni modifica e ogni azione con tutti i tuoi collaboratori: questo permetterà di aumentare la produttività, ridurre i tempi morti e migliorare il flusso di lavoro.

#5 – Scarsa attenzione per la grafica

Quanto è importante per te avere un impatto visivo positivo con i tuoi strumenti di lavoro? Se stai per rispondermi che questo aspetto non rientra nelle tue priorità, voglio fermarti subito: i dati visivi vengono elaborati dal cervello 60.000 volte più velocemente del testo (Fonte: Ricerca Mainstreethost).

Avere un’interfaccia intuitiva e semplice da leggere migliora il tuo lavoro, abbassa il livello di stress e velocizza la comprensione. Utilizzando un CRM eliminerai il problema per sempre: l’interfaccia grafica è ordinata, pulita e di immediata comprensione. Zero stress.

#6 – Assenza di previsioni sui tuoi clienti

Un errore IMPERDONABILE che sicuramente starai commettendo è negarti la possibilità di fare previsioni sui tuoi clienti. Cosa vuol dire? Semplice: un file Excel non ti permette di fare una programmazione a breve e a lungo termine sull’andamento dei tuoi ricavi.

Pensaci un attimo: come fai a sapere se il tuo flusso di cassa è davvero soddisfacente e se il tasso di conversione dei tuoi clienti è quello che ti aspetti? Un CRM ti offre queste informazioni in forma visuale rendendo molto semplice capire come intervenire tempestivamente.

#7 – Mancata definizione degli obiettivi

Avere degli obiettivi ben definiti è il primo passo per portare la tua attività al successo. Questo principio vale ancora di più quando sono coinvolti collaboratori: evitare di darsi un obiettivo di vendita comune e condiviso è un errore davvero fatale.

Stabilire obiettivi è importante per il tuo team perché restare motivati aiuta a moltiplicare i risultati. Raccogliendo i dati sui clienti con un CRM, riuscirai a fissare obiettivi condivisi raggiungibili e del tutto realistici, basati su previsioni a lungo termine e analisi dello storico.

#8 – Nessuna integrazione fra strumenti

Far funzionare un’azienda a “compartimenti stagni” è estremamente deleterio per i tuoi risultati. Chi vorrebbe lavorare con 20 strumenti diversi quando è possibile averne uno che integra 20 diverse funzionalità?

Continuare a lavorare con il file Excel ti farà commettere l’errore di NON integrare gli strumenti e le piattaforme che usi in azienda. Questo perché questo sistema non ti permette di integrare, ad esempio, il tuo elenco contatti con un gestionale email o uno strumento di fatturazione o, ancora più semplicemente, il tuo sito web.

Al contrario, il CRM possiede tutte queste funzionalità nello stesso luogo. In questo modo potrai ridurre i tempi di lavoro e, soprattutto, tagliare le spese per i software.

#9 – Zero personalizzazione

La standardizzazione di un file Excel non si sposa bene con l’unicità del tuo business. Il livello di personalizzazione di questo strumento è veramente molto basso: un foglio di calcolo è sempre lo stesso per qualunque attività. Converrai con me però che le necessità di un’impresa edile sono ben diverse da quelle di uno studio di commercialisti.

Proprio per questo è importante avere strumenti personalizzabili e modulabili in base alle esigenze specifiche. Il CRM ti consente di uscire dalla standardizzazione e di cucire su di te tutti gli applicativi dello strumento.

#10 – Nessun investimento in tecnologia

L’ultimo errore commesso dagli imprenditori è forse quello più diffuso: la tendenza a non investire in prodotti tecnologici. Il CRM è un prodotto tech al servizio della produttività aziendale: oltre alla nostra esperienza diretta, lo dicono decine di ricerche svolte dai top player del settore.

Ecco qualche numero:

  • Entro il 2025, il mercato CRM salirà a quota $ 82 miliardi, crescendo del 12% all’anno (Seeking Alpha)
  • Un CRM correttamente implementato può generare un ROI compreso tra $ 2,50 e $ 5,60 per ogni dollaro investito (Inc. 2019)
  • Il CRM può aumentare i tassi di conversione del 300% (Cloudswave)

CRM in Azienda? Inizia da qui

Abbiamo visto i 10 errori più comuni tra gli imprenditori che usano Excel per l’anagrafica dei clienti. Se ne hai commesso almeno uno o, peggio, stai ancora commettendo questi errori, fermati un attimo e rifletti su ciò che sto per dirti.

Quanto conta per te ottimizzare le performance del tuo team? Che valore ha per te un incremento delle vendite? Ogni obiettivo può essere raggiunto dopo aver compiuto un primo passo.

Se vuoi agire adesso, inizia dal Corso vTiger, il primo corso pensato per spiegarti, step by step, come funziona il CRM gratuito più popolare al mondo.

Inizia da qui e automatizza la tua azienda.

Ok, ho attirato abbastanza la tua attenzione con un titolo di questo tipo?

O forse lo ritieni troppo volgare ed eccessivo?

 

Molto probabilmente ti stai chiedendo perché il sesso faccia male a determinate categorie, come quella degli imprenditori e non ad altre, come quella dei dipendenti. Ti potresti anche domandare perché non faccia male ad altre tipologie di persone, in generale.

Attraverso questo articolo ti spiegherò, per filo e per segno, perché, effettivamente, il sesso può danneggiare i tuoi affari e come invece sfruttare questa leva per migliorarli.

Partiamo, però, prima con il dire qual è il concetto che si cela dietro tutto questo.

Attualmente siamo consapevoli del fatto che il sesso è un argomento che attira l’attenzione, così come tu stesso sei stato incuriosito dal titolo di questo articolo e lo hai aperto. Appena hai letto la parola sesso e il termine imprenditore nella stessa frase, sei stato incuriosito dal tutto.

Allo stesso modo, anche altre persone saranno stuzzicate da tutto ciò che esiste attorno alla sfera sessuale privata di altri soggetti o più in generale, riguardo ai misteri del sesso in sé. Questo è un primo aspetto del quale dovremmo tenere conto e il secondo, concerne il modo in cui è cambiata la nostra società nel corso degli ultimi anni.

Fino agli anni cinquanta il sesso era visto come una questione privata, la quale doveva rimanere all’interno delle quattro mura domestiche e non erano ben visti nudi e posizioni poco eleganti in televisione.

Un boom, ovvero un cambio epocale, è avvenuto dagli anni 70 agli anni 80; sia a causa del cambiamento e della rivoluzione dei diritti della donna e sia con ulteriori aspetti legati ai movimenti del 68. Vi è stato inoltre un mutamento notevole, perché le tv private di Berlusconi hanno introdotto un modello di televisione totalmente diverso da quello della tv di Stato della RAI dove tutto era controllato da una forza politica più rigorosa e legata al mondo della Chiesa.

 

L’imprenditore Berlusconi ha sfruttato, attraverso programmi come “Drive in”, “Colpo grosso” ed altri, la leva sessuale, per iniziare a far sognare gli italiani. Erano anche i tempi della commedia all’italiana, dove si vedevano costantemente scene di nudo.

Ti starai senz’altro domandando cosa ha a che fare tutto ciò con l’imprenditore.

 

Starai sicuramente pensando a un aggancio con l’ultima cosa che ti ho detto, riguardo alla commedia sexy all’italiana, nella quale, guarda caso, quasi sempre c’era il “cummenda” con le sue amanti.

commedia sexy all'italiana

Starai pensando dunque anche a questioni di corna e di infedeltà, le quali possono compromettere il tuo stato patrimoniale; questo d’altronde è successo in passato e accade ancora a molti imprenditori, pensa a Jeff Bezos ad esempio…

Ebbene, sei completamente fuori strada!.

Il motivo principale per il quale un imprenditore dovrebbe evitare il sesso, è legato al concetto di quest’ultimo come forma di attrazione per i potenziali clienti e quindi di pubblicità che si rivelano spesso disastrose.
(SOPRATTUTTO SE NON SEGUI QUESTE DIRETTIVE)

 

La propaganda basata sul sesso attirerà di certo l’attenzione, ma non sempre del target di persone giusto e potrebbe comportare anche ad altre tipologie di errori.

A questo punto ti starai chiedendo ma allora ha senso usare il sesso in pubblicità?

La risposta è dipende.

Gli studi che ti mostrerò a breve sono abbastanza discordanti sull’efficacia in senso assoluto ma concordano dicendo che in alcune occasioni il sesso può aiutarti a vendere e in particolare che il sesso è una forte attrattiva per attirare l’attenzione del tuo pubblico (in prevalenza maschile).

Ma andiamo per ordine…

Ci sono alcune informazioni vitali che devi comprendere prima di lanciare una campagna pubblicitaria con messaggi sessuali:

  1. Le inserzioni pubblicitarie non sono la vendita
  2. Il pubblico e il mercato a cui ti rivolgi
  3. il prodotto che devi vendere

Le inserzioni pubblicitarie non sono la vendita

Cosa intendo dire?

Che un conto è fare un inserzione ed un conto e realizzare una campagna pubblicitaria volta a far conoscere un prodotto o un servizio e successivamente venderlo.

In molti casi, il prodotto non può essere venduto subito e richiede uno sforzo in più da parte del pubblicitario che deve pensare come un pesce e non come il pescatore.

Spesso e lo vedremo meglio nel paragrafo dedicato al prodotto “il prodotto che devi vendere” non sono propriamente economici. Ciò richiede un più lungo processo decisionale da parte del cliente che dovrà valutare non solo le caratteristiche intrinseche del prodotto ma anche i benefici che ne trarrà dall’uso.

Tali aspetti, uniti alle altre componenti emozionali che concorrono a formare la scelta sull’acquisto del prodotto, e ad altri fattori quali il posizionamento del prodotto sul mercato, gli elementi di convincimento come i testimonial, le testimonianze e le recensioni ed il prezzo, rendono il processo di decisione lungo, o per lo meno non istantaneo ed impulsivo.

Come puoi comprendere, il sesso all’interno dell’annuncio è solo un aspetto di iniziale attrazione ed è per questo motivo che non può aiutarti a vendere un prodotto ad alto prezzo.

Prendi ad esempio l’articolo che stai leggendo e realizzato da Webenjoy.

Webenjoy  si occupa di soluzioni web orientate al marketing”. (Utilizziamo questa frase nel nostro posizionamento dal 2011).

Come puoi immaginare i nostri prodotti e servizi partono da alcune centinaia di euro al mese, fino a qualche migliaio. Non è possibile per noi poter utilizzare il sesso associato ad uno dei nostri servizi e dire compralo. Non avrebbe alcun senso e non funzionerebbe.

Per questo motivo, abbiamo utilizzato la leva del sesso per attirare l’attenzione attraverso un articolo di copywriting che vende qualcosa a costo zero: “La nostra credibilità”

Leggendo questo articolo, motivandoti e spiegandoti il funzionamento della mente, puoi comprendere come e perché  realizzare campagne pubblicitarie sia di fatto un’attività complessa anche se apparentemente semplice e divertente.

Padroneggiare certi meccanismi fa la differenza tra dare fuoco al tuo conto corrente bruciando letteralmente i tuoi soldi in pubblicità sbagliare o fare un investimento sensato a medio lungo termine.

Puoi quindi usare il sesso per attrarre l’attenzione delle persone verso qualcosa che è legato al tuo prodotto e da qui iniziare la tua attività di marketing per cominciare a vendere il tuo prodotto.

Nota che ho detto cominciare a vendere e NON vendere.

Infatti non ci aspettiamo una vendita immediata, ma dobbiamo iniziare a svolgere una serie di azioni per entrare nella mente dei nostri potenziali clienti, interessarli, fargli desiderare il nostro prodotto e infine venderglielo.

 

Il pubblico e il mercato a cui ti rivolgi

Come puoi comprendere anche senza il mio aiuto, il pubblico e il mercato di riferimento sono una variabile da considerare nel momento in cui deciderai di creare una campagna pubblicitaria che sfrutta la leva sessuale.

La ricerca “Study on Sex Appeal in Advertising: Does it Effect Consumer Purchase Decisions?” conclude come la geolocalizzazione degli annunci, il tipo di prodotto (inteso anche come mercato) e la società di riferimento (intesa come razza e religione) determinino la riuscita o meno della campagna.

In particolare gli abitanti degli Stati Uniti hanno una tolleranza maggiore all’esposizione a pubblicità dal contenuto esplicito mentre Asia ed Europa sono meno tolleranti.

Anche la tipologia del mercato di riferimento incide. Si pensi a settori come i personal computer oppure le donazioni a favore di ONG.

Altri settori come salute e igiene, bellezza, medicinali, abbigliamento, turismo e intrattenimento sono più soggetti ad essere abbinati ad annunci a carattere sessuale (Tom Reichert, Università della Georgia).

Inoltre, si è notato come il pubblico composto da musulmani sia in genere fortemente contrariato dall’utilizzo di questo tipo di annunci.

Nel caso di Webenjoy ad esempio, abbiamo creato un articolo, utilizzato un’immagine cercando di iniziare un dialogo con l’imprenditore, che nella maggior parte dei casi in Italia è di genere maschile.

Anche la promozione di questo annuncio è stata eseguita tenendo a mente questo target, pur consapevoli che per organico l’annuncio e l’articolo possono essere trovati anche da utenti non affini.

Cosa succede in quel caso?

Potrebbe succedere che una parte del pubblico a cui articolo e annuncio sono stato rivolti, generi commenti negativi. Ne abbiamo tenuto conto e ne dovresti tenere conto anche tu quando deciderai di utilizzare questo format. Siamo inoltre consapevoli che questi commenti negativi possano addirittura andare a nostro vantaggio, ma spiegarti come e perché richiederebbe troppo tempo in questo contesto.

 

Il prodotto che devi vendere

Soprattutto laddove ho prodotti o servizi che richiedono un prezzo elevato di accesso, il sesso tende a non funzionare. (“Grande Scontrino”, tanto  per spiegare il titolo di questo articolo, inteso come prezzo elevato).

Il sesso vende molto bene nel breve, laddove non è richiesta una forte propensione decisionale, laddove il costo del prodotto è basso.

Il sesso è ottimo per vendere carta stampata, tabloid e in molti casi anche vestiti e prodotti di bellezza. Non molto buono per vendere assicurazioni, computer o chiedere donazioni in favore di organizzazioni caritatevoli.

Per questo motivo hai bisogno di una strategia di marketing e comunicazione qualora tu abbia un prodotto complesso da vendere come una polizza assicurativa, una commodity o un servizio innovativo.

Conclusioni

  1. Pensa bene alle conseguenze prima di buttarti a promuovere i tuoi prodotti e servizi con annunci che includono riferimenti sessuali.
  2. Se il tuo prodotto è complesso cerca di ideare una campagna pubblicitaria basata su una strategia marketing e non solo annunci a se stanti. Ottenere dei risultati potrebbe richiedere un po’ di tempo.
  3. Evita di andare fuori tema. Per fare in modo che la tua campagna sia efficace il prodotto deve risaltare non esserne la vittima.
  4. (Ultimo ma non meno importante) Pensa bene a chi ti rivolgi.

Ti è piaciuto questo articolo? Pensi di poter avere bisogno di aiuto e stai pensando a Webenjoy per promuovere i tuoi prodotti?

Contattaci senza impegno cliccando i banner o dalla pagina contatti.

Enjoy!

 

 

 

Fonti

https://www.researchgate.net/publication/323111451_Study_on_Sex_Appeal_in_Advertising_Does_it_Effect_Consumer_Purchase_Decisions

https://fortune.com/2015/08/19/study-sex-sell-advertisements/

https://www.honeycopy.com/copywritingblog/sex-sells

https://www.businessnewsdaily.com/2649-sex-sells-more.html

Capire la differenza tra centralino telefonico SAAS e Open Source è una delle prerogative fondamentali di chi vorrebbe operare in questo settore. Se sei un tecnico e lavori a contatto con le imprese, saprai sicuramente riconoscere l’importanza di avere un centralino in un ufficio.

Questo perché il centralino porta con sé una serie di innegabili benefici e, cosa ben più importante, immediatamente tangibili per l’Azienda e facili da dimostrare. Una delle difficoltà più grandi per le imprese informatiche è riuscire a vendere ad un’Azienda servizi accessori rispetto a quelli per cui si viene esplicitamente chiamati. Il centralino telefonico è estremamente semplice da “vendere” e allettante per le Aziende, che possono toccare con mano fin da subito il vantaggio di comunicare meglio e più velocemente all’interno del team e con i clienti.

Capire come funzionano i centralini telefonici e quali sono le differenze tra i sistemi liberi e SAAS ti permette di:

  • Vendere alle Aziende un sistema di semplificazione della comunicazione che può fare la differenza
  • Proporti sul mercato come un professionista con abilità diverse, un punto di riferimento per l’aspetto tecnico-informatico di un’impresa
  • Installare centralini telefonici e avere un guadagno extra non indifferente da questa attività, in crescita costante

In questa guida saprai esattamente cosa sono i centralini liberi e i centralini SAAS, quali sono le differenze tra i due e perché preferire l’uno all’altro.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Centralino SAAS vs Centralino Libero: due sistemi a confronto

Non c’è dubbio che il centralino semplifichi la vita di un’Azienda. In che modo potresti migliorare il tuo business investendo sull’installazione di questa tecnologia? Inizia conoscendo nel dettaglio il funzionamento di un centralino: ecco la differenza tra sistemi saas e sistemi liberi.

LEGGI ANCHE >> Perché installare un centralino telefonico? 5 benefici che puoi avere ORA

Centralino telefonico SAAS

Il centralino SAAS è un sistema che, negli ultimi anni, ha avuto una certa diffusione.

Quando parliamo di SAAS intendiamo l’acronimo Software As A Service. Nell’accezione del centralino, questi sistemi sfruttano un protocollo di segnalazione dove le chiamate vengono inviate come pacchetti dati attraverso la rete locale, senza passare per il cablaggio telefonico.

Questo sistema ha dei limiti importanti per chi lo usa, primo fra tutti il prezzo: la gestione delle chiamate può arrivare ad avere costi davvero proibitivi. Un altro limite è l’essere legati a doppio filo con un’Azienda che gestisce il centralino, con tutte le problematiche del caso.

Centralino libero

Il centralino libero è un sistema molto semplice ed efficace di gestione delle telefonate aziendali. Il funzionamento in questo caso non è subordinato ad un sistema SAAS: una volta installato il centralino, questo funzionerà senza licenza. Ciò vuol dire che il tuo cliente non dovrà pagare una somma fissa (e crescente) per la gestione delle telefonate.

Avere un centralino libero conviene perché:

  • L’impianto tecnologico ha costi davvero contenuti. A differenza di dieci anni fa, dove l’installazione di un centralino prevedeva impianti costosissimi, ad oggi è possibile installare un centralino di qualità con costi tecnici minimi
  • Il costo contenuto dell’hardware permette all’installatore di aumentare la marginalità del servizio, con un’offerta in linea con il mercato. Questo ti permetterà di ampliare la tua proposta ed evitare che i tuoi clienti si rivolgano ai tuoi concorrenti per installare un centralino
  • L’Azienda non sarà assoggettata ad un terzo per la gestione delle telefonate

Se sei vicino al mondo dell’informatica e dell’elettronica, imparare ad installare un centralino libero sarà un gioco da ragazzi per te. Abbiamo preparato un corso che parla proprio di questo: con il videocorso imparerai, passo dopo passo, come installare un centralino telefonico basato sulla tecnologia Raspberry.

Puoi dare un’occhiata tu stesso.

Tabella comparativa

Per farti capire meglio quali sono le differenze tra il primo e il secondo sistema di cui abbiamo parlato, ecco una tabella comparativa da tenere sotto controllo.

centralino saas vs libero

Quale scegliere?

Ognuno di questi due sistemi presenta vantaggi e svantaggi.

Nel caso del centralino telefonico SAAS, lo svantaggio principale è l’essere legati ad un servizio terzo e sostenere costi sempre crescenti in relazione alla crescita dei bisogni aziendali.

Quanto al centralino libero, lo svantaggio principale è la paura che, avendo un sistema open source, manchi un supporto tradizionalmente attribuito alle aziende che erogano servizi SAAS. In particolare, il timore è che la libertà nell’installazione precluda la possibilità di avere un sostegno tecnico efficace e tempestivo in caso di problemi.

Se quello che ti frena nel diventare installatore di un centralino libero è “Cosa faccio se ho un problema?”, c’è una cosa che devi assolutamente sapere. Se deciderai di entrare nella nostra community di installatori acquistando il Video Corso sui Centralini Telefonici, avrai inclusa una consulenza di 30 minuti con Giuseppe Mazzucato, ingegnere elettronico esperto in open source e docente del corso.

Insomma, la paura di rimanere “solo” non ha davvero senso di esistere: saprai esattamente come creare un centralino telefonico, aumentando i tuoi profitti e la tua offerta sul mercato, avendo un supporto tecnico costante all’interno del gruppo Facebook della Community.

Per iniziare ad imparare, guarda qui sotto 👇

Come capire se una mail è phishing o meglio come difendersi (e difendere anche la propria comunità) da spam e truffe, con soli 2 click, facendosi riconoscere come il super eroe del giorno

 

Lo spam è una brutta cosa, non è vero?

Il phishing – ovvero il tentativo di estorcere informazioni confidenziali come password, numeri di carte di credito e altri dati strategici – lo è anche di più.

Riconoscere una mail di spam è piuttosto semplice, ma i tentativi di phishing sono un po’ più complessi e spesso i dipendenti che lavorano nelle aziende dei miei clienti faticano a farlo, oppure non sono mai sicuri se le mail che ricevono siano reali o tentativi di phishing.

Diventa un bel casino capire se sia stato veramente “Aruba” a mandarti la mail che ti informa che il tuo dominio scade a breve oppure no.

Già mi immagino la scena …

 

Ricevi una mail con oggetto: “scadenza dominio nometuodominio” con il bel logo di aruba e un bel link per andare ad autenticarti…

E tu cosa pensi?

Accidenti, corriamo al riparo, il dominio della nostra attività sta cadendo nelle mani della concorrenza…

 

Ehh TAAACK ti hanno fregato i dati di accesso…

 

Così ho preparato per te, e per tutta la comunità di persone eticamente corrette, una guida che ti permetterà non solo di difenderti ma anche di contribuire ad un web più sicuro per tutti.

Questa guida rapida è composta di 3 passi:

  1. Passo 1: identificare se la mail è realmente phishing;
  2. Passo 2: (Opzionale): condividere con soggetti a te cari il tentativo di phishing;
  3. Passo 3: (opzionale): segnalare a Google i siti malevole in modo che siano bloccati

Procediamo con ordine:

Come capire se la mail che ho ricevuta è phishing

Ci sono diversi indizi che potrebbero farti rendere conto che la mail che hai ricevuto sia un tentativo di phishing oppure no. Ti riporto i principali:

Il mittente è palesemente un soggetto estraneo che non ha a che fare con il brand che veicola.

Se leggendo la mail, riconosci che il nome del mittente non ha nulla a che fare con il contenuto della mail, allora hai appena individuato un importante indizio. Le email di phishing ovviamente hanno tutte al loro interno un link che rimanda al sito criminale con intento di rubarti informazioni confidenziali. Ti spiego dopo come riconoscere questi link.

Il mittente sembra il mittente reale ma non lo è…

Come nel caso dell’esempio che trovi qui sotto. Uno vede quella mail ed è tentato di pensare che sia un mittente attendibile ed invece se provi a risolvere il dominio (ovvero a metterlo nella barra degli indirizzi) ti ritrovi con una pagina parcheggiata perché il dominio è in vendita e quindi il mittente non può esistere.

phishing mail

I link all’interno della mail rimandano ad un sito che chiaramente non è quello reale

Questo è sicuramente l’indizio più importante e discriminante. Ti permette di capire velocissimamente se la mail è attendibile oppure no. Scopri la destinazione del link senza cliccare: il click potrebbe portarti ad un sito che contiene un virus e infettare il tuo computer o carpire informazioni su di te così come fanno anche certi strumenti di marketing automation.

Per scoprire il link di destinazione vai sopra al link con il mouse e guarda se e dove appare l’url incriminato.

Se usi Thunderbird come faccio io, il link ti appare in basso a sx.

mail di phishing

Un metodo più complesso è aprire il sorgente della mail e leggere tutte le informazioni in esso contenute.

aruba phishing

Passo 2: Condividere con soggetti a te cari il tentativo di phishing

Non sei sicuramente obbligato a dirlo ai quattro venti, ma di sicuro contribuirà a fare in modo che ci siano meno persone (magari proprio i tuoi amici) che cadono in trappole vili come queste.

Se non lo capisci da solo/a che un ambiente più sano è meglio per tutti, non so cosa dirti…

Di fatto motivarti e sensibilizzarti in questa direzione non è lo scopo di questo articolo, per cui ti dico, più l’ambiente è malsano, più è facile che anche tu venga infettato, prima o poi.

Quindi vedi tu, il mio consiglio è quello di  scrivere una mail ai tuoi colleghi, invitandoli a non aprire quella specifica email. Ovviamente non inoltrare la mail contenente il link malevolo. Fai piuttosto uno screenshot della mail e invia quella.

 

Passo 3: Segnalare a Google i siti malevole in modo che siano bloccati

Da questa pagina puoi segnalare a Google una serie di siti “malevoli” tra cui anche i siti di phishing.

Segnala a Google un contenuto malevole > https://www.google.com/webmasters/tools/spamreport

Per poter procedere è necessario avere un account google.

Condividere questa informazione con Google ti permetterà di:

  • far in modo che il sito sia rimosso dall’indice di Google e che quindi sia più difficile da trovare (ammesso che fosse indicizzato)
  • far comparire un Alert sui principali browser che segnalano il sito come non attendibile

Infatti, a poche ore di distanza dalla mia segnalazione ecco il risultato.

sito phishing
sito phishing

Bene, anche oggi abbiamo fatto una buona azione!

 

Stai pensando di installare un centralino telefonico nella tua azienda? Beh, qualunque sia il settore in cui operi, l’installazione di un centralino ti permette di ottimizzare i tempi di lavoro, abbattere i costi e aumentare la produttività del tuo team.

Partiamo da un principio fondamentale: qualunque sia il prodotto o servizio che proponi ai tuoi clienti, avrai sempre bisogno di un centralino se vuoi dare valore alla produttività aziendale e al customer care.

 

Perché ti diciamo questo? Te lo spieghiamo con un esempio.

Supponiamo che tu abbia una piccola azienda che vende prodotti per la cura del corpo in tutta Italia. Nella tua sede centrale operano diversi professionisti su diverse linee telefoniche. La mole di telefonate in ingresso da parte dei clienti continua ad aumentare e non vi è alcuna connessione diretta tra le linee telefoniche. Ti sei chiesto quanto tempo e quante informazioni vengono perse senza un sistema di trasferimento e gestione chiamate?

 

Senza un centralino rischi concretamente di:

  • Perdere informazioni importanti
  • Abbassare la produttività del team
  • Risultare poco professionale con un servizio di customer care poco efficiente

Vediamo ora perché dovresti assolutamente installare un centralino telefonico in azienda e quali sono i 5 benefici principali di questo sistema.

I 5 vantaggi che puoi cogliere ora installando un centralino

Abbiamo detto che, a prescindere dagli obiettivi della tua attività, il centralino telefonico rappresenta una valida risorsa per organizzare il tuo lavoro e migliorare i flussi di comunicazione interna ed esterna all’azienda.

Continua nella lettura e scopri le 5 cose che potresti avere subito installando un centralino telefonico.

Ottimizzi i tempi di lavoro

Il primo grande vantaggio che deriva dall’installazione del centralino è l’ottimizzazione dei tempi di lavoro.

La funzione di base di un centralino è quella di effettuare o deviare chiamate da un interno all’altro. Questa funzione, nella sua semplicità, permette di velocizzare i processi aziendali e di gestire velocemente le telefonate aumentando la produttività.

Pensaci un attimo: immagina di ricevere una chiamata a cui può rispondere solamente un altro collaboratore della tua azienda. Quanto tempo risparmieresti se, invece di chiedere all’altro collaboratore di venire alla scrivania a rispondere, avessi la possibilità di passargli direttamente la chiamata nel giro di una manciata di secondi?

Appari più professionale

Avere un centralino ti rende immediatamente più professionale agli occhi di chi chiama. Questo perché il centralino telefonico ti permette di attivare una serie di funzionalità interessanti che migliorano il customer care e la gestione delle chiamate.

 

Un esempio? Il messaggio DISA: grazie al centralino puoi impostare un messaggio di apertura per le tue telefonate in diverse circostanze, a seconda delle tue necessità. Puoi impostare questo messaggio quando, ad esempio, gli operatori telefonici sono assenti o quando l’utente chiama in orari non deputati alla ricezione di telefonate.

Crei un sistema scalabile

La scalabilità di un sistema è fondamentale per chi lavora in un’azienda. Una volta installato il centralino, potrai adattarlo alla crescita e alle necessità della tua impresa.

Potrai iniziare con un sistema step by step: se sei all’inizio della tua attività, ti basterà un centralino piccolo con funzioni basic. Man mano che la tua azienda cresce, potrai passare facilmente ad un sistema più grande capace di connettere più linee e integrare più funzionalità.

Abbatti i costi

Se ti stai chiedendo perché installare un centralino telefonico, sicuramente anche l’aspetto economico ha un suo peso. Con il centralino, infatti, abbatti molti costi e tieni sotto controllo facilmente le spese.

Anche grazie alla sua scalabilità, il sistema ti permette di iniziare anche se hai pochissimo budget e adattare il centralino alla crescita delle risorse aziendali.

I costi per l’infrastruttura sono davvero esigui, soprattutto se relazionati ai benefici di cui abbiamo parlato in questa guida. Ogni singolo euro investito in un centralino ti avvicina di più all’obiettivo comune a tutte le aziende di successo: ottenere il massimo ottimizzando le risorse.

In definitiva, passare dai singoli telefoni ad un sistema integrato ti aiuterà a tagliare i costi, a tenere sotto controllo le tariffe mensili e ad identificare anche chiamate non autorizzate da parte dei dipendenti.

Accedi a funzionalità avanzatissime

I moderni sistemi telefonici offrono una gamma di funzionalità davvero interessanti per l’ottimizzazione e la semplificazione del lavoro in azienda. Tra le funzionalità più interessanti citiamo, ad esempio, l’inoltro automatico delle chiamate, anche dall’ufficio ad un telefono cellulare. Pensa quanto potrebbe esserti utile questa funzione se devi trasmettere velocemente una chiamata dalla tua sede centrale ad un referente che possiede un cellulare.

Inoltre, come abbiamo accennato, il centralino ti permette di lanciare messaggi automatici in caso di assenza dell’operatore o quando l’azienda non è operativa. Questa funzione è importante per migliorare il customer care e dare subito una percezione di professionalità.

Un’altra funzionalità comune dei moderni centralini è il riconoscimento automatico dei fax in arrivo: ciò consente di indirizzare automaticamente i fax sugli interni desiderati.

Questi 5 benefici sono fondamentali per tutte le aziende che vogliono avere successo oggi migliorando la propria efficienza e abbattendo perdite di tempo e denaro. Come avrai capito, si tratta di un’opportunità davvero allettante per la tua impresa: questo è il momento giusto per coglierla e entrare a far parte della piccolissima percentuale di aziende che hanno a cuore la produttività dei loro collaboratori. Inizia ora e installa il tuo centralino telefonico.

vendere tutto a tutti

Non si può vendere tutto a tutti.”

Questa è la regole cardine che regge ogni mercato.

È vero, per ogni regola esiste sempre un’eccezione e, se pensiamo per esempio ad Amazon o ad Alibaba, anche questo caso non fa differenza.

È anche vero però che Jeff Bezos e Jack Ma hanno risorse infinite (non solo monetarie) che in pochi di noi possiedono.

Quindi è davvero molto difficile diventare una “eccezione” anche quando si è certi di avere un’idea brillante tra le mani.

Infatti la seconda regola di ogni mercato è:

Va più lontano un’idea mediocre spinta da denaro, che un’idea vincente senza budget.”

In questo caso le eccezioni alla regola sono molte di più ma hanno fondamentalmente tutte una caratteristica comune.

Per ottenere il successo hanno seguito un protocollo semplice ma preciso:

“Prodotto / Servizio GIUSTO” + “Pubblico GIUSTO”

La “vendita sicura” si basa solo su queste due variabili: vendere un prodotto o servizio specifico costruito su misura per un pubblico altrettanto specifico.

Ricetta semplice, preparazione complessa

“Prodotto GIUSTO per Pubblico GIUSTO” sembra a prima vista una ricetta semplice e si sa, le cose semplici sono anche quelle che funzionano meglio.

Ma la semplicità per diventare anche efficace ha bisogno di una progettazione certosina.

Quali sono le caratteristiche che un prodotto/servizio dovrebbe avere per essere semplice ed esercitare un forte appeal sul suo pubblico?

Beh per esempio la rapida metabolizzazione, una usabilità intuitiva, dovrebbe essere estremamente efficace nel risolvere un determinato problema, si dovrebbe differenziare da quello della concorrenza e così via.

Questa tratti caratteristici andrebbero studiati in anticipo a tavolino e applicati a tutto ciò che sta intorno al tuo prodotto:

    • Al Naming;
    • Alla comunicazione;
    • Al logo;
    • Al sito;
    • Alla pagina di vendita;
    • All’offerta;

Pensiamo al naming ad esempio.

Il nome che deciderai di usare per vendere il tuo prodotto NON è affatto irrilevante.

Nomi che funzionano per il B2C, per esempio, non funzionano per il B2B o non sono altrettanto efficaci.

Nel momento in cui scegli il nome del tuo prodotto o del tuo brand stai già facendo una prima selezione del tuo pubblico.

Ricordati sempre infatti la prima regola: “Non puoi vendere tutto a tutti.

Devi cercare di vendere il tuo prodotto specifico ad un pubblico specifico.

La stessa cosa vale anche per il logo: la sua funzione è comunicare esattamente una promessa specifica a un pubblico specifico.

E dovrebbe farlo nella maniera più semplice, diretta e intuitiva possibile.

È per questo che mi sono sempre scontrato con chi produce loghi complessi e astratti.

Guarda il logo di Webenjoy: un uomo che esulta formando una W.

    • Cosa trasmette?
    • Che sensazioni evoca?
    • È coerente con il nome dell’attività?

Esistono tantissimi esempi di loghi realizzati veramente bene e se li si analizza si intuisce che hanno tutti delle caratteristiche comuni.

Ho cercato di spiegarti quali siano inserendo diversi altri esempio in un report che puoi scaricare gratuitamente qui ==> http://bit.ly/logo-perfetto

È una vera e propria Consulenza Gratuita sulla costruzione di un Logo Perfetto che ti aiuterà ad evitare di fare errori commissionando questo servizio a persone non competenti.

Meglio ancora ti eviterà di buttare al vento tempo, denaro e reputazione su un progetto che NON comunica correttamente con il pubblico giusto per il tuo prodotto/servizio.

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