Articoli

Le persone oggi sono abituate a cercare con esattezza ciò di cui hanno bisogno attraverso delle espressioni molto specifiche sui motori di ricerca. I blogger e i copywriter SEO devono essere molto bravi a comprendere le esigenze informative del proprio pubblico per realizzare i contenuti più adeguati per rispondere alle necessità dei lettori.

Le pillar page, come dice il nome stesso, costituiscono dei veri e propri pilastri della strategia di content marketing. Si tratta di risorse formidabili a disposizione del pubblico in grado di generare consistenti quote di traffico e di diventare dei punti di riferimento nel proprio settore.

Cos’è una Pillar Page

Le pagine pilastro, o pillar, sono dei contenuti molto lunghi che hanno lo scopo di sviscerare un argomento nella sua interezza. Si tratta di contenuti concepiti per offrire delle risposte puntuali ed esaustive alle ricerche degli utenti.
Le pagine pillar sono contenuti autorevoli che, grazie alla propria esaustività, riescono a ottenere un migliore posizionamento e ad attrarre l’apprezzamento di coloro che cercano risposte molto dettagliate alle loro esigenze di informazioni.

Costituiscono pertanto delle risorse di content marketing molto importanti per posizionarsi per ricerche competitive nel proprio settore.

 

Una pillar page offre diversi vantaggi come:

  •         attrarre maggiori utenti in virtù della propria esaustività
  •         migliorare il posizionamento grazie al gran numero di keyword e query di ricerca impiegate
  •         ottenere link da siti a tema grazie alla propria originalità
  •         migliorare la link building interna (più è lungo il contenuto, più è facile trovare occasioni per collegarsi ad altre pagine del sito)

 

Le caratteristiche di una pillar page

Le pagine pillar sono concepite per offrire una risposta completa all’esigenza informativa delle persone in merito a un dato argomento.

Una pillar page dovrebbe

  •         riguardare gli argomenti per il quale l’azienda vorrebbe essere conosciuta
  •         rispondere in maniera estremamente esaustiva ai bisogni del proprio pubblico
  •         essere facilmente individuabile nel sito
  •         essere rivolta a un particolare settore aziendale
  •         essere destinata a durare nel tempo

 

I contenuti lunghi hanno la capacità di esplorare più nel dettaglio un certo argomento e si pongono come soluzioni ideali per coloro che hanno bisogno di comprendere nel dettaglio un dato tema.

Coloro che vogliono studiare nel dettaglio la scoperta dell’America, ad esempio, avranno bisogno di una risorsa molto esaustiva per evitare di dover cercare ulteriori informazioni da altri canali per soddisfare la propria esigenza di informazioni.

Le pagine pillar però non sono sempre la soluzione ideale. Pensiamo a tutti quei casi in cui le persone hanno bisogno di trovare una risposta rapida e precisa alle loro necessità pratiche.

Chi cerca di comprendere le differenze tra vari tipi di pitbull può ragionevolmente essere interessato a comprendere la storia delle varie specie, l’origine delle classificazioni, le numerose distinzioni fisiche che è necessario elencare per sviscerare l’argomento in maniera completa.

Chi cerca invece informazioni su come annotare la cravatta non cerca la storia dell’accessorio, ma una spiegazione puntuale in pochi step magari con immagini e video per comprendere meglio il tutto.

Alle pagine pilastro possono essere associate delle pagine sub-topic, per approfondire dei sotto argomenti pertinenti al business aziendale in pagine apposite collegate a quelle pillar ma distinte da esse.

Quando realizzare una pillar page

pillar page cose

Una pillar page costituisce un ottimo tassello della link building interna. Grazie alla propria esaustività e al suo sviluppo attorno a molte chiavi di ricerca di coda lunga, si possono linkare tranquillamente diverse pagine interne attinenti favorendo la costruzione di collegamenti tra le pagine del sito.

Per questa ragione è vantaggioso creare una pillar page ogni volta che ci si ritrova con molti contenuti (come gli articoli del blog) che si vuole rendere più facilmente rintracciabili.

 

Le pagine pillar possono essere anche più d’una, a seconda degli argomenti che si intende promuovere.

Ad esempio, una web agency può avere la convenienza a realizzare contenuti informativi per ognuna delle aree di business che si intende promuovere come:

  •         realizzazione siti web
  •         link building
  •         social media marketing
  •         annunci pubblicitari

in modo da offrire delle risposte particolareggiate in ogni ambito ai propri potenziali clienti.

La keyword research e il search intent nella pillar page

La pagina pillar non si basa – soltanto – sulla keyword research – ma abbraccia in senso più ampio la comprensione dell’intento di ricerca.

Per quanto le parole chiave siano importanti nella costruzione dei contenuti in ottica SEO, dobbiamo rivolgerci principalmente alle domande che muovono le persone.

Il copywriter SEO si occupa di comprendere nel modo migliore possibile tutti le richieste di informazioni che coinvolgono un certo argomento per rispondere a esse in maniera molto esaustiva.

Tool come Ubersuggest o Seozoom permettono di individuare le parole chiave connesse all’argomento principale e ai sotto argomenti da trattare, oltre a fornire indicazioni sulle ricerche correlate che possono essere importanti da sviscerare per offrire una risorsa davvero completa ai lettori.

Nel caso di una pagina pillar attorno alla link building, ad esempio, possiamo sviluppare l’argomento in ogni sua sfaccettatura, ad esempio:

  •         cos’è la link building
  •         a cosa serve la link building
  •         i vantaggi della link building
  •         differenze link building e public relation
  •         come scegliere siti per fare link building

e approfondire tutte quelle ricerche specifiche attinenti il tema di partenza, in modo da realizzare un contenuto estremamente utile ed esaustivo.

Come scrivere una pillar page

La pillar page deve essere concepita per offrire una risposta “una volta per tutte” a un certo argomento. Deve essere concepita come una guida autorevole che possa rispondere a tutti i quesiti importanti ed eventualmente integrare risorse aggiuntive in grado di espandere la portata informativa come immagini, audio, video, link a risorse esterne ecc.

Per realizzare una pillar page possiamo seguire questi passi:

  •         stabilire l’argomento generale e i sotto-argomenti da trattare
  •         raccogliere fonti e documentazioni per approfondire gli argomenti da trattare
  •         creare un sommario per riepilogare tutti i temi da sviscerare
  •         inserire immagini o embeddare video per spezzare il muro di testo
  •         inserire call to action in punti strategici per aumentare le possibilità di conversione
  •         rileggere 1 o 2 volte il contenuto per verificare che non ci siano errori grammaticali o ridondanze nelle esposizioni

Per prima cosa dobbiamo realizzare un profilo del nostro utente tipico, un modello di riferimento sulla base del quale sviluppare il contento.

Dobbiamo quindi immedesimarci nel nostro lettore medio (reader persona) per adottare il linguaggio più vicino al loro stile, coinvolgere le risorse (testuali, video, immagini…) che riscontrano maggiore gradimento.

Una volta scelto il tema principale passiamo a definire una scaletta di tutti i sotto-temi dei quali andremo a parlare. La scaletta potrà essere adeguatamente formattata per costituire l’indice del contenuto.

La pillar page non deve necessariamente trattare ogni genere di argomento connesso al tema scelto. Quello che dobbiamo fare invece è trattare ogni argomento connesso all’intento di ricerca, che può costituire una “costola” del tema di partenza.

Se prendiamo per esempio la pulizia dei denti, ragionevolmente le persone sono in cerca di informazioni relative a ciò che le riguarda come:

  •         ogni quanto tempo fare la pulizia dei denti
  •         la pulizia dei denti è dolorosa?
  •         quanto costa la pulizia dei denti

ovvero fornire al pubblico una pagina che costituisca una risorsa definitiva per tutto ciò che interessa loro in fatto di pulizia dei denti (escludendo eventualmente gli aspetti scientifici pertinenti ma al contempo non utili per le loro esigenze).

Una buona strategia consiste nel trattare gli argomenti correlati al tema principale, ma che non sono esattamente al centro dell’interesse, in articoli aggiuntivi dedicati a specifici sotto argomenti.

In questo modo eviteremo di realizzare contenuti chilometrici che risulterebbero indigesti e poco pratici, e al contempo potremo sviluppare ulteriori articoli che andranno ad arricchire il nostro blog.

Come condividere una pillar page

Un contenuto è utile solo quando qualcuno lo consulta e ne trae un beneficio.

Oggi le persone si aspettano di faticare il meno possibile per trovare ciò che può essere utile al loro ambito personale e professionale. Per questa ragione risulta utile far conoscere i nostri contenuti con tutti i mezzi appropriati, ad esempio tramite:

  •         condivisioni attraverso gli account social, anche per mezzo di annunci pubblicitari
  •         partecipazione alle community social degli appassionati a quel tema
  •         collaborazione con siti di esperti del settore, appassionati, colleghi
  •         newsletter aziendale

Le pagine dovrebbero essere condivise in particolare ogni qual volta si avverta un mutamento negli intenti di ricerca attinenti a quegli argomenti (ad esempio quando esce una news che promette di modificare l’ordinamento del settore) per portarle all’attenzione del pubblico e farle percepire come ancora più rilevanti.

Quando aggiornare una pillar page

Per mantenersi una risorsa sempre valida e autorevole, la pillar page deve restare aggiornata alle evoluzioni del proprio settore. Pensiamo ai contenuti finanziari o giuridici che vengono premiati soltanto se attinenti al periodo attuale, e che rischiano di perdere rapidamente posizionamento se vengono percepiti come obsoleti.

 

Strumenti come Google Trends ti permettono di monitorare il settore di riferimento per scoprire se vi sono dei picchi di interesse attorno a particolari argomenti: possiamo scoprire inoltre quali sono le ricerche correlate attorno ai temi di partenza per espandere i contenuti e renderli più pertinenti alle mutate esigenze informative.

 

Come vedi, una pillar page è uno strumento importante per costruire un’aura di autorevolezza attorno al brand e per ottenere traffico organico utile per le conversioni.

E tu che cosa ne pensi? Parliamone nei commenti.

 

Nel precedente articolo ti ho parlato della marketing automation…

Riassumendo possiamo dire che la Marketing Automation ti consente di automatizzare alcune azioni di marketing. In particolare, tutte quelle che ripetitive che costano tempo ma che non richiedono uno sforzo intellettivo elevato come ad esempio, la profilazione dei contatti, l’invio di email e messaggi a ore prestabilite o a condizioni particolari etc. Insomma tutte quelle attività che si caratterizzano per una certa operatività e che hanno poco a che vedere con la creatività.

La Marketing Automation si sposa alla perfezione con l’Inbound Marketing. Anzi, sono quasi simbiotici.

Se vuoi farti trovare dai potenziali clienti, convincerli che sei tu la migliore risposta ai loro problemi e bisogni, se vuoi instaurare con loro un rapporto in modo che comprino, si affezionino a te, ricomprino e convincano altri a comprare….

Insomma, se vuoi accompagnarli nel loro buyer journey e assicurarti che lo percorrano per intero, devi fare due cose:

  •       Conoscere i tuoi potenziali clienti.
  •       Capire quali contenuti somministrare a ciascuna tipologia di potenziale cliente (buyer personas).
  •       Somministrare dei contenuti adatti e specifici per la fase in cui i buyer personas si trovano.

Ora, queste sono in parte azioni ripetitive, meccaniche. Sono operatività. Poiché:

  •       Per conoscere i tuoi clienti devi raccogliere dati.
  •       Per capire qual è il contenuto più adatto per quella specifica situazione e quella specifica tipologia di cliente devi fare delle prove (fermo restando che sei tu a dover creare i contenuti).
  •       Per somministrare contenuti devi utilizzare software o piattaforme. (ma lo vedremo in seguito)

 

Che cos’è l’inbound marketing? Può darsi che questo termine non ti dica niente. Non ti preoccupare, è normale. Si tratta infatti di un approccio, di una filosofia non ancora diffusa come merita. Per spiegarti cosa è l’Inbound marketing ti invito a pensare da consumatore, prima ancora che da marketer o da fornitore di un prodotto/servizio.

Cos’è che ti da più fastidio? Sicuramente, essere disturbato mentre stai lavorando, mentre stai coltivando il tuo hobby, mentre ti stai divertendo con gli amici.

Ed è quello che succede regolarmente: apri la tua casella email e trovi dello spam, il cellulare squilla ed è la solita compagnia telefonica che vuole spacciarti un contratto, cammini per un centro commerciale e vieni interrotto da un ragazzo che spunta fuori da uno stand.

Il marketing tradizionale è fastidio.

Il fastidio di essere interrotti e sottoposti a un’offerta.

L’Inbound marketing supera questa dinamica e anzi la capovolge.

Con l’Inbound marketing non sei tu a cercare il potenziale cliente, ma il potenziale cliente a cercare te.

Grazie all’Inbound marketing eviterai di fare la fine della compagnia telefonica che chiama a orari inopportuni, dello spammer che supplica di acquistare questo o quell’oggetto, dell ragazzo che ferma le persone nei centri commerciali.

Perché l’Inbound marketing è proprio questo: il metodo che ti consente di essere trovato esattamente dai tuoi potenziali clienti, in modo che tu possa convertirli in clienti reali.

In mezzo, è bene che te lo dica, c’è un mare di roba. Il potenziale cliente per arrivare al punto A (ti ha trovato) al punto B (acquista il tuo prodotto o servizio) deve compiere un vero e proprio viaggio. Un viaggio che in gergo viene chiamato Buyer Journey e che si sviluppa in varie fasi. Ovvero:

  •       Trigger: il potenziale cliente cerca informazioni per soddisfare un bisogno. Fa la conoscenza di prodotti, servizi, brand, aziende. E’ in questo fase che “può trovarti”.
  •       Review: il potenziale cliente approfondisce i prodotti e i servizi che ha trovato nella fase precedente. Raccoglie ulteriori informazioni.
  •       Purchase decision. Il potenziale cliente ha deciso di acquistare questo o quel prodotto, di acquistare questo o quel servizio.
  •       Engagement. Il potenziale cliente contatta il fornitore del prodotto / servizio per confermare la sua decisione di acquisto, acquisire ulteriori informazioni, ottenere indicazioni sull’uso del prodotto / servizio.
  •       Relationship & Renewal. Il potenziale cliente, dopo aver comprato, rimane in contatto con il venditore e stabilisce con lui un rapporto, si affeziona a tal punto a consigliarlo a parenti e amici, a tal punto da ricomprare.

Ci tengo a specificare che talvolta il buyer journey viene semplificato, ovvero alcune fasi vengono “accorpate”, o semplicemente definite in maniera diversa. In questa versione alternativa, le fasi sono: attraction, engagement e delightment. Non ti preoccupare, è solo una questione di nomi e classificazioni. Nella sostanza, non cambia niente. Il “journey” è sempre lo stesso.

Ad ogni modo, questo è il viaggio che compie il potenziale cliente per diventare cliente reale. L’inbound marketing fa sì che questo viaggio prosegua senza intoppi, in maniera lineare e con reciproca soddisfazione.

  •       Tu ti ritroverai con un cliente affezionato che compra, ricompra e fa comprare.
  •       Il consumatore non si sentirà come il classico portafogli ambulante, ma anzi coccolato, supportato e seguito.

L’inbound è una materia complessa. Ci sarebbero tantissime altre cose da dire, troppe per entrare in un unico articolo. Ti consiglio quindi di leggere questo ebook gratuito.

Ti voglio però rivelare due segreti.

Primo, l’inbound marketing può essere parzialmente automatizzato. Per farlo, devi praticare la Marketing Automation.

Una disciplina complessa ma incredibilmente utile. Una disciplina che si basa sull’utilizzo di software che ti consentono di aumentare l’efficacia delle tue azioni di marketing e di risparmiare tempo. Alla fine dell’articolo te ne parlerò in modo approfondita. e ti farò persino un piccolo regalo (per comprenderne la reale utilità, però, devi continuare a leggere…).

Secondo, ogni tappa del viaggio corrisponde a un obiettivo che devi raggiungere.

  •       Devi creare awareness, nel momento in cui il potenziale cliente sta guardandosi attorno per risolvere un suo problema, soddisfare un bisogno.
  •       Devi creare interesse per il tuo prodotto o servizio, nel momento in cui il potenziale cliente sta vagliando più soluzioni e sta decidendo cosa acquistare.
  •       Devi creare engagement, nel momento in cui il potenziale cliente ha scelto te e ha bisogno delle ultime conferme per acquistare.
  •       Devi deliziare, per trasformarlo definitivamente in un tuo alleato.

Nei prossimi paragrafi affronterò ciascuno di questi “obiettivi intermedi” e ti illustrerò gli strumenti per conseguirli. Alcuni sono più costosi di altri, o più semplici da utilizzare, o più efficaci. Soprattutto, sono tantissimi. Dunque mi focalizzerò su quelli che coniugano meglio convenienza ed efficacia, limitandomi a menzionare tutti gli altri, nel caso volessi approfondire.

Come creare awareness

Creare awareness vuol dire farti conoscere dal tuo potenziale cliente. In una prospettiva di inbound marketing, vuol dire farsi trovare. Ricordati, in questo caso è il cliente che deve venire da te, non tu che devi andare da lui (interrompendolo, disturbandolo etc.).

Come fare? La questione è complicata ma in linea di massima devi:

  •       Capire chi è il tuo potenziale cliente, che caratteristiche, che piattaforma o canali utilizza per informarsi, etc.
  •       Utilizzare gli strumenti giusti per entrare in contatto esattamente con il potenziale cliente e solo con lui.

Ecco gli strumenti più convenienti ed efficaci.

  •       SEO. Grazie alla SEO (trovi qui una guida che ti spiega come la marketing automation aiuta la seo) i tuoi potenziali clienti possono trovarti mentre cercano qualcosa su Google, magari proprio la soluzione a un loro problema o a una esigenza particolare. Grazie a questa dinamica, puoi utilizzare i tuoi contenuti come esca, intercettare una domanda consapevole e spingere gli utenti a lasciare un indirizzo email, a contattarti, etc. Un potenziale cliente che ha lasciato un contatto assume la qualifica di “lead”. A questo link trovi un ebook che ti insegna ad acquisire i lead, ti consiglio di leggerlo.
  •       Social Media. I vari Facebook, Instagram, Youtube sono strumenti formidabile per intercettare i potenziali clienti, anche perché ti permettono di determinare il target, dunque i destinatari dei contenuti in base a caratteristiche anagrafiche, agli interessi e altri parametri. Intercettano, in genere, una domanda latente ma costituiscono comunque uno strumento efficace per somministrare “contenuti esca”, finalizzati – tra le altre cose – alla consegna di un contatto. Ma ricordati: se non crei sponsorizzate o inserzioni, l’utilizzo dei social media è praticamente inutile, almeno nelle fasi iniziali. Semplicemente, “se non paghi” i tuoi contenuti saranno poco visibili e non avrai alcun controllo sui destinatari.
  •       Online advertising. Questa espressione raggruppa tutti i contenuti a pagamento che possono essere trasmessi sulle pagine di ricerca di Google e sui siti: Rete di Ricerca, Display etc. Nel primo caso, intercetta una domanda consapevole, proprio come la SEO. Tuttavia a differenza di quest’ultima, non è affatto gratuita. Prendiamo l’online advertising con la Rete di Ricerca di Google, per esempio. Se “paghi”, il tuo contenuto (homepage del sito, un semplice articolo di blog, una landing page) verrà visualizzato nei primi posti delle pagine di ricerca per le parole chiave che tu stesso indicherai. Certo, puoi potenzialmente raggiungere il medesimo risultato anche con la SEO, ma nel caso dell’online advertising risparmierai tempo (si parla di mesi, se non di anni) e sarai più preciso, in quanto avrai un maggiore controllo sulle parole chiave con cui il tuo contenuto viene trovato. Quanto costa l’online advertising? In genere le piattaforme propongono un meccanismo ad aste, dunque i costi vengono elaborati sulla base di alcuni parametri: la concorrenza (quante persone vogliono posizionarsi con la tua stessa parola chiave) è solo uno di questi.
  •       PR e Digital PR. Le Public Relations ti consentono di sfruttare giornalisti e influencer, i quali inseriranno riferimenti ai tuoi prodotti e servizi all’interno dei loro contenuti (articoli o post/video). Lo spirito è, almeno in parte, quello dell’Inbound Marketing, ma devi stare molto attento a due cose: il pubblico degli influencer / giornalisti deve coincidere con i tuoi potenziali clienti; il traffico generato dagli influencer / giornalisti deve essere sostanzioso, almeno in rapporto alla spesa che sosterrai. Un altro modo per sfruttare le PR per questa fase consiste nell’organizzazione di eventi (conferenze comprese), a cui inviterai anche giornalisti e influencer, in modo che “coprano mediaticamente” l’evento stesso e creino contenuti per le testate o per i loro canali. Nessuno ti vieta di utilizzare le due leve contemporaneamente, quella del press release (il comunicato stampa) e quella degli eventi.
  •       Passaparola. E’ lo strumento più comodo e conveniente. In buona sostanza, sono gli altri a fare il lavoro per te, sono gli altri a far conoscere i tuoi prodotti e servizi. Stimolare il passaparola è il sogno di tutti i marketer. Un sogno che può rivelarsi un’arma a doppio taglio, anche perché il passaparola è difficile da controllare una volta che è stato innescato, soprattutto è difficile controllare la veridicità delle informazioni che “passano di bocca in bocca”. In ogni caso, è complicato da innescare. In genere, si utilizzano tecniche non convenzionali e di guerrilla, che provochino reazioni forte e restituiscano una sensazione di stranezza.

Altri strumenti per creare awareness sono: eventi, directory, retailer reps, conferenze, locandine, spot televisivi e radiofonici.

Come creare interesse

Creare interesse vuol dire incuriosire il potenziale cliente che, durante la fase precedente, ha avuto modo di conoscere te, i tuoi prodotti o i tuoi servizi. Vuol dire anche convincerlo che sei tu, e solo tu, a offrire la soluzione adatta a suoi problemi, lo strumento per soddisfare una sua esigenza. Vuol dire persuaderlo a comprare da te.

E’ la fase più complicata, in quanto sei chiamato letteralmente a “nutrire” il potenziale cliente, a offrire informazioni su quello che puoi fare per lui, ma anche su quello di cui ha realmente bisogni, magari per far emergere i suoi bisogni latenti.

Anche in questo caso, gli strumenti abbondano. Ecco alcuni dei più efficaci e allo stesso tempo convenienti.

  •       Sito vetrina. Il caro vecchio sito vetrina funziona ormai in pochi casi. Uno di questi è la descrizione dei prodotti e dei servizi, se non altro da un punto di vista tecnico.
  •       Direct Email Marketing. Una volta ottenuto un contatto, magari attraverso uno dei strumenti che abbiamo citato nel paragrafo precedente, il DEM consente di stabilire un dialogo con il potenziale cliente. Dialogo che passa, appunto, per i contenuti descrittivi, persuasivi, che possano convincere il potenziale cliente che sì, il tuo prodotto è la risposta esatta ai suoi problemi e alle sue esigenze.
  •       Brochure. Si tratta di uno strumento classico ma che ha ancora un suo perché, se realizzata con cura. La differenza sta nella personalizzazione. Una brochura efficace per tutti i clienti potenziali semplicemente non esiste. Dunque devi creare una variante per ogni tipologia (o segmento) di cliente potenziale.
  •       Testimonianze. Sono strumenti fondamentali, dal grande impatto psicologico. Le testimonianze sfruttano i meccanismi della riprova sociale, determinano una crescita di fiducia e proiettano un’immagine potente nella mente dei potenziali clienti. Il motivo? Semplice, rispondono alla domanda: com’è veramente il prodotto? Sarò soddisfatto dopo averlo acquistato?
  •       Infografiche. Alcuni prodotti o servizi possono essere complessi. Per spiegarli è necessario esprimere concetti complicati. Le infografica trasmettono questi concetti in maniera semplice, intuitiva e gradevole.
  •       Webinar e video. C’è chi preferisce vedere e ascoltare, piuttosto che leggere. Dunque, un webinar che illustra le potenzialità di un prodotto o un video possono essere strumenti adatti. Se il prodotto è abbastanza complesso, vanno sempre utilizzati (es. se devi vendere un corso di formazione, non se devi vendere un paio di scarpe).
  •       Digital PR. Di nuovo, gli influencer possono tornare utili non solo quando devi farti conoscere, ma anche in una fase più avanzata, ovvero nella fase descrittiva e persuasiva. Accade, per esempio, quando uno youtuber pubblica un video dove prova il prodotto e ne spiega le caratteristiche. Di nuovo, anche in questo caso puoi utilizzare la leva degli eventi, anche se devono essere più specifici, a tema, poiché in questa fase non devi solo farti conoscere, ma generare interesse attorno ai tuoi prodotti e servizi.
  •       Case Study. Con questo termine si indica qualsiasi tipologia di materiale che rivela, attraverso numeri, cifre e dati ? le potenzialità del tuo prodotto o servizio. Se questo non si presta a un’analisi di questo tipo, ti basta produrre materiale in cui mostri il cambiamento che il potenziale cliente vivrà grazie al prodotto, secondo lo schema “prima/dopo”.

Come creare engagement

Creare engagement vuol dire interfacciarsi direttamente con il potenziale cliente nel momento in cui sta per diventare cliente reale. La conversazione one-to-one scatta quando il potenziale cliente ha bisogno di acquisire informazioni specifiche, in maniera diretta e direttamente dalla fonte. Ciò accade quando ha scelto già di acquistare questo o quel prodotto, ma ha bisogno di un’ultima spinta, di dirimere gli ultimi dubbi. Per stimolare il rapporto diretto con cliente e fargli compiere l’ultimo passo prima dell’acquisto dovresti usare strumenti specifici. Eccone alcuni.

  •       Chat & Email. Integrare chat all’interno dei tuoi touchpoints di permette di essere raggiunto direttamente dal potenziale cliente e dal quasi-cliente. Per raggiungere il medesimo obiettivo, puoi mettere a disposizione un indirizzo email, rispondere alle sue domande, stabilire un dialogo.
  •       Preventivi. Questi sono dei formidabili strumenti per iniziare una conversazione con un individuo seriamente intenzionato ad acquistare un tuo prodotto o servizio. Anche perché in genere alla trasmissione del preventivo segue una fase di contrattazione sul prezzo.
  •       Assistenza. Organizza un buon servizio di assistenza, progettato secondo i criteri del Customer Relationship Management, è uno strumento formidabile per far compiere il passo finale al cliente giò orientato all’acquisto. Esso infatti contribuisce da un lato a risolvere i problemi e dirimere i dubbi dell’utente, e dall’altro trasmette una sensazione di fiducia.
  •       Tutorial e consulenze. E’ uno strumento simile all’assistenza, solo meno rigido e personalizzato. Richiede un certo dispendio di risorse e di tempo.

Altri strumenti per creare engagement sono: pitch, deliverables, accreditations.

Come deliziare

Cosa vuol dire deliziare? Alcuni utilizzano il termine fidelizzare, ma potrebbe essere improprio. Un cliente “deliziato”, infatti, non è solo un cliente che si limita a riacquistare dallo stesso fornitore quando ne ha bisogno, ma è un individuo che ha fatto causa comune con esso e verso cui prova sentimenti positivi. Il cliente deliziato compra, ricompra e fa comprare. E’ una bella trasformazione, anche complicata da innescare. Come fare? Anche in questo caso, gli strumenti a disposizione sono tantissimi. Ti mostro i più efficaci e meno costosi.

  •       Newsletter. Le email non necessariamente orientate alla vendite, ma anche solo informative, permettono di coltivare un rapporto anche oltre la fase di acquisto. Grazie alle newsletter, il cliente mantiene vive il ricordo del venditore, ha modo di conoscerlo ancora meglio, comincia a percepirlo come una presenza costante ma discreta, soprattutto se le email ospitano contenuti di valore.
  •       Social media. Alcune tipologie di post, ovvero quelli che “non vendono” ma che parlando del cliente e delle sue esigenze o semplicemente intrattengono, consentono di raggiungere due obiettivi: apparire come un volto amico, mantenere il ricordo di sé. Anche in questa fase, comunque, è necessario puntare sulle sponsorizzate, magari finalizzate al retargeting o facendo ampio uso dei pubblici personalizzati.
  •       Assistenza post-vendita. E’ uno strumento formidabile per farsi percepire dal cliente come un soggetto utile, su cui fare affidamento. Anche perché con l’assistenza post-vendita non si fa altro che risolvere problemi.
  •       Programmi fedeltà. Questi programmi consentono di legare a sé il cliente offrendogli svariati benefici, in genere di tipo economico.
  •       Gruppi Facebook. E’ uno strumento formidabile, che “umanizza” il concetto di clienti, che qui diventa membro di una comunità. Attraverso il meccanismo degli inviti, poi, i membri possono interpretare il ruolo di ambassador e tirare l’acqua al mulino del venditore.

 

Dall’Inbound Marketing alla Marketing Automation

Bene, abbiamo terminato la carrellata sugli strumenti necessari a soddisfare ogni fase del ciclo di acquisto del tuo cliente: il buyer journey.

Come hai capito ci sono molte azioni da svolgere alcune che puoi delegare, altre che puoi automatizzare come inviare email, definire il lead score (un punteggio che puoi attribuire al tuo lead per capire quando è pronto per ricevere messaggi che si riferiscono a specifiche fasi del buyer journey etc.

Può fare tutto questo manualmente, nessuno te lo impedisce. Tuttavia, essendo un uomo e non una macchina, ci metterei troppo tempo e sarai impreciso.

Dunque, perché non affidarsi a un software che possa fare il lavoro sporco per te?

La Marketing Automation è esattamente l’arte di utilizzare questi software per far sì che svolgano azioni coerenti con la tua strategia e i tuoi obiettivi.

Ma qui sorge un problema. Anzi, due.:

  •       I software costano molto.
  •       Servono competenze specifiche per utilizzarli.

Insomma, rischi di doverti rivolgere ad agenzie specializzate, pronte a spennarti con i loro fee.

Ma c’è una soluzione. Esatto, è il regalo che ti ho accennato all’inizio. Un pacchetto che in un colpo solo risolve il doppio problema dei costi e delle competenze.

Sto parlando di…

Mautic + Open Marketing VideoTraining.

  •       Mautic è un software per la Marketing Automation open source, gratuito e completo. E’ uno dei pochi al mondo, il migliore della sua categoria.
  •       Open Marketing VideoTraining, invece, è l’unico (ripeto, l’unico) videocorso che ti insegna a utilizzare Mautic e sfruttarne tutte le potenzialità.

Vuoi saperne di più su Matic e Open Marketing VideoTraining? Ti consiglio di dare un’occhiata qui!

 

Conclusioni

Cos’hai imparato oggi? Direi un bel po’ di cose.

  •       L’inbound marketing ti consente di farti trovare dai potenziali clienti e trasformarli in clienti, superando i limiti del marketing tradizionale.
  •       L’inbound marketing ti consente di accompagnare il cliente nel viaggio che lo porterà all’acquisto e al riacquisto.
  •       Per fare tutto questo devi farti raggiungere dal potenziale cliente farti conoscere, creare interesse, creare engagement e “deliziarlo” (fidelizzarlo, farlo affezionare a te).
  •       La marketing automation consente di automatizzare molte azioni di inbound marketing
  •       Il pacchetto Matic + Open Marketing VideoTraining ti permette di sfruttare la Marketing Automation senza dilapidare le tue risorse e in maniera efficace.

Per convertire gli utenti di un sito web in potenziali clienti dobbiamo ragionare sulle loro esigenze e lavorare per soddisfarle in modo migliore di quanto non faccia la nostra concorrenza.

Per raggiungere questo obiettivo possiamo adottare sia delle tecniche SEO adatte al nostro settore che strumenti di marketing automation in grado di ridurre la distanza con il nostro target.

Presi singolarmente questi approcci sono utili, ma utilizzati insieme sono formidabili!

Cos’è la marketing automation?

I sistemi di automazione permettono di rendere più efficaci le attività di marketing personalizzando le informazioni trattate, rendendo più facile raggiungere le persone giuste con i propri messaggi commerciali.

Il principio della marketing automation consiste nell’utilizzare le tecnologie a nostra disposizione per svolgere delle attività ricorrenti in maniera più efficace, migliorarne lo svolgimento e liberare del tempo da utilizzare per altri compiti.

 

La marketing automation comprende una serie di attività finalizzate a:

  •         verificare chi visita il sito web e quali pagine vengono visitate
  •         memorizzare le risposte ai contatti commerciali
  •         gestire in modo automatizzata l’invio dei messaggi commerciali (lead nurturing) in relazione alle caratteristiche e all’azione del target
  •         creare e monitorare landing page e form di contatti
  •         condividere articoli in maniera automatizzata sui social network
  •         rispondere automaticamente ai contatti e ai commenti sui social media
  •         qualificare i contatti commerciali secondo una sorta di “punteggio” in base alla loro rispondenza a determinati parametri
  •         segmentare i contatti in particolari fasce in base alle proprie esigenze
  •         generare report esaustivi sulle attività svolte
  •         monitorare le interazioni sui social network
  •         consultare, esportare e lavorare sui dati del CRM

==> Per saperne di più leggi la guida sulla marketing automation che trovi qui

Quali sono i vantaggi della marketing automation

La marketing automation si svolge mediante una serie di tool tra i quali CRM, programmi per l’invio massivo di email e piattaforme per pianificare i post sui social. La marketing automation è generalmente associata all’inbound marketing e all’email marketing, ma le sue potenzialità possono essere sfruttate in sintonia con quelle dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, la SEO.

 

La search engine optimization, o SEO, permette di rendere rilevante un sito per i motori di ricerca e perciò di ottenere traffico organico, mentre la marketing automation consente di valorizzare i contatti ottenuti e di mettere a punto delle strategie automatizzate con cui sfruttare appieno  il potenziale di conversione dei contatti ottenuti.

 

Marketing automation e SEO possono operare insieme per aumentare le vendite e i ritorni sui costi sostenuti per ottenere i contatti.

Mentre la SEO punta a rendere un sito web più rilevante per un determinato pubblico e ad aumentare il numero di contatti che è in grado di generare, la marketing automation punta a valorizzare la redditività di quei lead attraverso l’esecuzione di attività operative in maniera automatizzata dal poco sforzo, con un basso rischio di errore e liberando risorse per altre attività.

 

Grazie ai software di marketing automation possiamo operare in maniera automatizzata sui contatti ottenuti per:

  •         inviare comunicazioni commerciali su misura
  •         dividere i contatti ottenuti in categorie alle quali rivolgere delle promozioni personalizzate
  •         estrarre statistiche e considerazioni sui contatti ottenuti
  •         aumentare il ROI delle attività commerciali intraprese

Quali sono i vantaggi della SEO

La SEO comprende le attività rivolte a rendere i contenuti più facilmente individuabili dai motori di ricerca e a ottenere visite in funzione della maggiore visibilità guadagnata.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca permette di ottenere traffico organico qualificato, di qualificarsi come fornitori autorevoli per il proprio pubblico attraverso contenuti unici e preziosi, di trasformare le visite in potenziali contatti commerciali attraverso le appropriate call to action.

 

La SEO comprende attività come:

  •         individuare le parole chiave che riassumono le necessità delle persone
  •         studiare il proprio pubblico per individuare un “profilo medio” al quale ricondurre la comunicazione e la realizzazione di contenuti
  •         analizzare le ricerche del settore per appurare gli interessi del pubblico
  •         valutare il comportamento delle persone nel nostro sito per appurare quali contenuti suscitano maggiore interesse e come migliorare gli altri
  •         testare i risultati di diverse varianti di contenuti per applicare quelle che portano migliori risultati in termini di conversioni
  •         ottimizzare il codice alla base del sito web per renderlo più funzionale e più facilmente navigabile
  •         creare contenuti ottimizzati per i motori di ricerca grazie a un uso vantaggioso delle keyword
  •         aumentare la reputazione attraverso attività di link building e di public relation
  •         sviluppare i contenuti più attinenti alle esigenze di utenti locali

 

Tuttavia il posizionamento non è automaticamente sinonimo di vendite. Anzi, il posizionamento stesso non deve essere un obiettivo, bensì un mezzo per ottenere risultati concreti come contatti commerciali, iscrizioni alla newsletter, download di prodotti di prova e vendite dirette.

Come la marketing automation aiuta la SEO

La marketing automation permette di massimizzare l’efficacia delle strategie commerciali e di avere una piena visione di tutte le informazioni che riguardano il business aziendale, al fine di ottenere clienti soddisfatti grazie ad azioni realizzate ad hoc.

 

La marketing automation e la SEO devono collaborare all’unisono per potenziare il valore dei contenuti e portarli a conoscenza di un maggior numero di persone interessate.

La marketing automation permette di sfruttare appieno la visibilità ottenuta sui motori di ricerca per massimizzare in maniera automatica le possibilità di portare a buon esito i messaggi commerciali e rendere più efficaci le strategie di promozione.

 

Riuscire a coniugare queste due discipline significa sfruttare appieno le potenzialità di miglioramento del ROI (ritorno sugli investimenti).

 

Il marketing automatico è una componente fondamentale di una strategia volta ad aumentare la notorietà e l’efficacia di un brand nel medio e lungo periodo.

 

Marketing automation e SEO possono rivelarsi una combo micidiale per aumentare la capacità di lead generation di un sito. Queste due discipline possono cooperare per raggiungere l’obiettivo di rendere i contenuti più importanti per il pubblico e aumentare la capacità di lead generation.

 

Integrare la marketing automation nella SEO permette di sfruttare appieno le possibilità di crescita di un sito e di portare a compimento gli obiettivi commerciali.

La marketing automation aiuta a filtrare i contatti ottenuti, a mettere a punto una gestione dei dati e una strategia di comunicazione più mirata, ad aumentare i ritorni sugli investimenti sostenuti per ottenere dei lead.

 

Ad esempio, con pratiche e tool di marketing automation possiamo pianificare una condivisione automatizzata sui social e ai nostri contatti via mail dei contenuti che vengono realizzati in accordo con le analisi SEO sui trend che interessano il nostro pubblico. In questo modo, a parità di sforzi, possiamo amplificare il rendimento dei nostri contenuti.

Le piattaforme di marketing automation che devi conoscere

La marketing automation si avvale di piattaforme software che consentono di ottimizzare le operazioni ripetitive, di sviluppare le campagne di email marketing e di verificare con maggiore efficacia il loro rendimento. Mentre la SEO permette di intercettare ricerche di prodotti e servizi attinenti al nostro business, la marketing automation rende più facile convertire i contatti ottenuti e raggiungere gli obiettivi commerciali.

 

Prima di tutto, devi munirti di un CRM efficace che offra la possibilità di memorizzare le informazioni dei tuoi contatti commerciali in maniera ordinata, evidenziando tutti i dati che ti permettono di mettere a punto attività promozionali personalizzate come:

  •         data di nascita (per regalare sconti in occasione del compleanno)
  •         come è venuto a conoscerci (per riconoscere dei bonus ai clienti che hanno svolto del passaparola)
  •         valore degli acquisti effettuati in un anno (per riconoscere offerte speciali fedeltà)

 

La memorizzazione ordinata dei dati permette di eseguire in maniera automatizzata attività promozionali senza possibilità di errore umano dovuto al loro svolgimento.

 

Sendinblue è una piattaforma fantastica per lo svolgimento di campagne di email marketing, in grado di massimizzare l’efficacia e di semplificare l’invio di mail promozionali. Lo strumento gestisce in maniera automatizzata tutte le funzioni legate all’email marketing, dalla costruzioni di email personalizzate all’invio verso apposite liste, dalla regolarizzazione delle disiscrizioni all’invio automatico di newsletter. È possibile inviare fino a 300 mail per giorno con l’account gratuito.

 

Customer.io consente di inviare messaggi targetizzati per finalizzare in modo più efficacia i contatti commerciali, attraverso delle mail personalizzate in modo intuitivo. Permette di visionare i dati in tempi reali e di attivare delle azioni al verificarsi di determinati eventi. Free fino a 200 persone e a 400 mail mensili.

 

Pardot è una suite per l’automazione del marketing piuttosto completa, che unisce email marketing, lead nurturing e rendicontazione del ritorno sugli investimenti. Contiene molte funzioni utili come testing delle landing page, integrazione con Google Adwords e gestione dinamica dei contenuti.

 

Bizible costituisce un ponte tra il marketing e le vendite. Puoi utilizzare questo software

Puoi valutare diverse metriche delle campagne e dei contenuti, di massimizzare il rendimento delle campagne Adwords, di eseguire integrazioni ed estrarre dati esaustivi sull’acquisizione lead.

 

Marketo è un tool che sostiene la creazione di relazioni con i clienti. È una soluzione di lead management e di B2B marketing che permette di ottimizzare i contenuti, creare esperienze personalizzate e misurare l’impatto del business su ogni canale. Grazie a questa piattaforma possiamo guidare i potenziali clienti durante le fasi di conversione con maggiore padronanza e di accelerare le possibilità di conversione. Viene offerta una trial free.

 

Ontraport è un tool per l’automatizzazione per imprese che unisce alle funzioni di CRM altre utili funzionalità legate alla generazione di landing page, email marketing, ecommerce e di report.

 

Hubspot è una suite che offre al proprio interno una serie di funzionalità che vanno oltre il semplice email marketing e che viene incontro alle necessità di diversi aspetti di marketing per piccoli business.

 

E tu che cosa ne pensi? Quali sono le strategie di ottimizzazione della SEO e della marketing automation che stai mettendo in atto? Parliamone qua sotto!

 

Il SEO Specialist è una figura professionale legata al web. Questo professionista della SEO (Search engine optimization) mette in moto una serie di tecniche utili a regolarizzare e a guidare la ricerca che gli utenti effettuano in rete, conferendo una certa visibilità del sito web su cui lavora.

Leggi il resto dell’articolo per scoprire tutti gli strumenti con cui il SEO Specialist influenza il posizionamento di un sito web sui motori di ricerca.

Cos’è la SEO

Le attività di SEO o Search engine optimization puntano a incrementare la visibilità di un sito web all’interno dei motori di ricerca attraverso

  • l’ottimizzazione della struttura della pagina,
  • il miglioramento dell’accessibilità del sito,
  • la creazione di contenuti originali e interessanti,
  • la presenza di immagini,
  • la condivisione sui social e così via..

La maggior parte delle tecniche SEO possono essere incluse nelle definizioni di SEO on page (attività sviluppate all’interno del sito in questione) e SEO off page (attività effettuate all’esterno del sito ma che puntano a esso). Per approfondire leggi Differenza Servizi Seo on-page e seo off-page.

Cosa fa un SEO Specialist

Non esiste una vera e propria definizione di SEO Specialist, ma possiamo sostenere che questo professionista esperto in SEO migliora le performance di un sito nel web. Le competenze in ambito marketing e comunicazione e la conoscenza dei motori di ricerca di cui gode un esperto SEO gli permettono di migliorare il posizionamento di un sito all’interno delle SERP (Search Engine Results Page), incrementandone il traffico organico e promuovendone i servizi/prodotti che veicola.

Un SEO Specialist è uno “specialista” dei motori di ricerca, è un professionista che si dedica ad attività quali analisi del sito web, ricerca delle parole chiavi, campagne SEO, strategie di link building  e tutte le tecniche on site e off site utili a rendere un sito web “ben visto” dai motori di ricerca e utile per gli utenti finali.[1]

Quali competenze possiede un SEO Specialist

Un esperto SEO può possedere dei requisiti e delle competenze settoriali e trasversali, frutto di studio, informazione ed esperienza. Si tratta di aspetti tecnici e specifici dell’argomento SEO (sistemi CMS  come Magento, software di analisi come Google Analytics, tools di ricerca di parole chiave come Google Keyword Planner e così via). Vediamone insieme qualcuno:

  • funzionamento degli algoritmi dei motori di ricerca e dei relativi sistemi di penalizzazioni per testi e link nascosti, pagine con parole chiave non pertinenti, contenuti copiati e simili (es. Google Panda e Google Penguin);
  • linguaggi di programmazione (es. PHP, perl o linguaggi di markup HTML5, CSS, Javascript);
  • principali CMS (es. WordPress, Joomla, Prestashop e Magento);
  • software di Web Analytics (es. Google Analytics e Adobe Analytics);
  • tools di Keyword Research (es. Google Keyword Planner e Bing Keyword Research tool).[2]

 

Un SEO Specialist può possedere tutte queste competenze o può avvalersi di figure professionali con competenze specifiche (programmatore, copywriter e simili). Quello a cui un esperto SEO non può rinunciare è la padronanza di basi strategiche in grado di integrare l’obiettivo del cliente con il web, strategie del marketing tradizionale declinate alle regole del web marketing e della rete. È importante che il SEO Specialist sappia arrivare all’utente finale utilizzando al meglio gli strumenti che il web marketing, la SEO e i motori di ricerca gli concedono.[3]

Quali risultati raggiunge un SEO Specialist

Lo specialista della Search Engine Optimization ha l’obiettivo di permettere una corretta indicizzazione delle pagine di un sito web da parte dei motori di ricerca e quindi un ottimo posizionamento all’interno delle SERP per ricerche specifiche.

Facciamo uno sforzo di immaginazione: il SEO Specialist ha il compito di rendere visibile il sito dell’ipotetico cliente “Mario Rossi carrelli elevatori”. Prima ancora di pensare a una strategia SEO e web marketing da costruire a riguardo, l’esperto SEO deve comprendere il target di riferimento, il mercato settoriale e i relativi competitor, gli obiettivi di “Mario Rossi” e il budget a disposizione. Una volta determinati tali punti di riferimento e il loro significato nell’economia del progetto, il SEO Specialist rende compatibile il sito web con gli algoritmi dei motori di ricerca e con i “gusti” del target di riferimento, uniformando:

  • dominio della pagina;
  • linguaggio di programmazione;
  • struttura del sito web;
  • contenuti;
  • tecnologie di interazione.[4]

 

Il SEO Specialist attiva tutte quelle tecniche on site e off site necessarie a portare traffico al sito web ovvero utenti che visitano la pagina “a caccia” di informazioni, prodotti o servizi. La maggior parte dei fruitori di un sito proviene dai motori di ricerca: digitano nella stringa dedicata quello che cercano e “pretendono” di trovarlo tra i primi risultati generati dalla ricerca. Solo la corretta indicizzazione del sito da parte dei motori di ricerca e un buon posizionamento garantiscono quella visibilità necessaria a garantire un perfetto traffico organico. Un sito che appare tra le prime posizioni per una data di ricerca “appare” all’utenza autorevole in materia ovvero il contenitore completo in cui altri utenti alla ricerca di quell’informazione, prodotto o servizio hanno trovato quello che stavano cercando. È per questo che i motori di ricerca penalizzano i siti che utilizzano tecniche poco chiare di web marketing e SEO. In sostanza, se un sito ha raggiunto un’ottima posizione nella SERP per mezzo di pratiche distorte di manipolazione delle regole di ottimizzazione SEO (es. Content Spam e Link Spam), viene riconosciuto come ingannevole e quindi penalizzato. L’obiettivo dei motori di ricerca è quello di garantire agli utenti un risultato utile e soprattutto il più rispondente possibile a ciò che stanno cercando.

Un esperto in SEO conosce i rischi e sa destreggiarsi con le migliori tecniche di Search engine optimization e sa come restituire usabilità, accessibilità e autorevolezza a un sito web.

Stiamo parlando di una figura che padroneggia le keyword, è al corrente dell’utilità di contenuti originali e di qualità, e conosce tempi e modalità per attuare le strategie on page e off page.

 

Quanto costa una consulenza SEO

Il costo per un SEO Specialist varia a seconda di progetto, obiettivo e tempo. In generale comunque, data la varietà delle variabili in gioco, non è possibile stilare un tariffario prezzi unico, ma molti SEO Specialist mettono a disposizione degli interessati dei servizi di consulenza e preventivi gratuiti.[5] Non resta che scoprire quanto costa una tale e incredibile possibilità!

[1] WME, http://www.wme.it/professione-seo-specialist-cosa-fa-e-come-diventarlo/

[2] Valentino Mea, http://www.valentinomea.it/come-diventare-seo/

[3] Amdweb, http://amdweb.it/cosa-fa-un-esperto-SEO

[4] Valentino Mea, http://www.valentinomea.it/come-diventare-seo/

[5] Social Engagement, http://socialengagement.it/seo-specialist/seo-specialist-cosa-e/

In questa decima lezione sul posizionamento di siti web tratteremo i CMS come strumenti di aiuto ai Search Enfine Optimizator.

I CMS sono delle applicazioni web che permettono all’utente di gestire i contenuti di documenti online, dove per documento si intende un file provvisto di contenuto e formattazione.

Più semplicemente i CMS sono strumenti che permettono a chiunque di gestire siti, web, directory e forum con pochi click.

Il termine CMS sta per Content Management System ovvero appunto sistema per la gestione dei contenuti.

Vantaggi dei CMS

I CMS offrono innumerevoli vantaggi, non solo in ambito SEO.

Per cominciare i siti gestiti con i CMS possono essere modificati facilmente senza necessariamente conoscere il linguaggio HTML o senza possedere un programma FTP per il caricamento dei documenti.

Oltre alla facilità d’uso, i CMS permettono una gestione delle informazioni più veloce. Ti sarà possibile ricercare stringhe di testo nei tuoi documenti grazie a dei motori di ricerca, spesso già implementati nel sistema CMS scelto.

Essendo sviluppati da comunità di professionisti, sono molto testati e aggiornati di frequente e spesso gratuiti.

 

La particolarità più interessante è però quella di essere spesso modulabili o estensibili. È possibile quindi migliorarne le prestazioni o aumentarne le funzionalità attraverso l’installazioni di moduli aggiuntivi spesso chiamati plugin o estensioni.

CMS per siti blog e portali

Ci sono diversi CMS creati allo scopo di facilitare la gestione dei contenuti di un sito web. Molti anni fa quello che andava per la maggiore era PHP Nuke mentre ad oggi tutti parlano di WordPress.

trend-popolarita-cms-blog

 

Il grafico di Google Trend che ti mostro in questa pagina ci illustra la popolarità di WordPress nei confronti degli altri CMS quali Joomla, Drupal e Php Nuke.

Come spesso accade, la semplicità d’uso e la potenzialità determinano il successo di una tecnologia nei confronti di un’altra.

Senza entrare nello specifico di cosa sia meglio e di cosa sia peggio, ti lascio a tar proposito a questo articolo che compara joomla, wordpress e drupal.

http://www.webnethosting.net/wordpress-vs-joomla-vs-drupal-cms-popularity-war/

 

WordPress

È il CMS più diffuso con una comunità composta da grandi professionisti del settore.

Decisamente semplice da utilizzare e ricco di temi per modificare rapidamente il look and feel.

Matt Cutts ha detto di WordPress:

WordPress si prende cura dell’ 80/90% della SEO

WordPress e SEO

Con WordPress puoi gestire i microformati sia a livello di tema sia con l’utilizzo di plugin.

Oltre ai micorformati puoi migliorare le prestazioni e ottimizzare il tuo sito attraverso diversi pluguin. Eccone alcuni molto buoni:

  • WordPress SEO Yoast
  • All in one SEO
  • SEO Ultimate

Tra questi mi sento di consigliarti SEO Ultimate. Sebbene non popolare come “All in one SEO”, SEO Ultimate ha una serie di funzionalità aggiuntive molto comode come lo juggernaut che ti permette di creare link dinamici su tutti i tuoi post senza dover modificare manualmente le pagine, oppure di inserire descrizioni e metakeywords attraverso l’interfaccia che raccoglie tutti gli articoli in una pagina.

 

Joomla

Ho usato Joomla tra il 2009 e il 2011, l’ho studiato e ho sviluppato dei temi con questo CMS. Personalmente sono rimasto deluso da questo CMS, spesso i moduli e i plugin interferivano tra loro e le performance del sito erano sempre un’incognita.

Tra i plugin suggeriti puoi trovare

  • iJoomla Seo
  • Smart SEO
  • Sh404SEF
  • J!Redirect301
  • JoomSEF
  • XML SiteMap

http://www.highervisibility.com/blog/top-5-joomla-seo-plugin-extensions/

 

Drupal

Altamente sconsigliato per I neofiti che si avvicinano al mondo del web per la prima volta, I plugin consigliati per il SEO sono:

  • Drupal SEO Tools
  • SEO Checklist
  • SEO Friend
  • Service links
  • Site Map

CMS per i forum

Per la creazione di forum ti consiglio

  • bbPress
  • vBulletin
  • Invasion Power
  • phpBB

 

L’immagine che descrive la popolarità di questi sistemi, è rapportata sempre con WordPress allo scopo di farci capire l’entità delle grandezze in gioco.

http://www.binaryturf.com/forums-top-5-forum-cms-building-strong-community/

 

trend-popolarita-cms-forum

PhpBB

Come puoi notare phpBB ha visto la sua popolarità diminuire nel corso del tempo. Tuttavia proprio perché è stato uno dei primi CMS per i forum, ha goduto di una discreta popolarità.

I plugin SEO consigliati per questo CMS sono:

  • SEO MOD
  • Page Titles Optimize
  • Forum SEO
  • Sitemap FX

vBulletin

 

Estremamente potente, dotato di Suite di pubblicazione per forum e blog, vBulletin è un CMS a pagamento con un unico plugin che mi sento di consigliare: vBSEO

bbPress e SEO

Creato dagli sviluppatori di WordPress, bbPress è un plugin wordpress facilmente personalizzabile e gratuito che ci permette di creare forum in modo semplice

Nei precedenti articoli abbiamo visto come funziona un motore di ricerca. Abbiamo capito quali sono gli aspetti che i motori di ricerca tengono in considerazione e in che modo archivia i contenuti del tuo sito nel suo database.

Oggi ti spiegherò le tecniche per ottimizzare diversi tipi di contenuto sui motori di ricerca ed in particolare di come ottimizzare i testi, i video e le immagini.

Quando scriviamo testi per il nostro sito web dobbiamo ricordarci di seguire alcuni piccoli accorgimenti come: usare titoli e brevi descrizioni in home page e pagine di categoria per anticipare agli utenti cosa troveranno nel sito, utilizzare menu drill down, farmattare il testo per evidenziare e esaltarne i punti chiave, fornire servizi aggiuntivi tipo FAQ, ecc..

Le immagini invece veicolano un’enorme quantità di informazioni ad una velocità straordinaria e i video arricchiscono enormemente l’esperienza anche grazie alla possibilità di veicolare l’audio.

 

Ottimizzare i testi

Tra tutti i tipi di media in cui siamo immersi quotidianamente il testo ha ricoperto per secoli un ruolo di fondamentale importanza. Attraverso un codice del tutto arbitrario l’uomo è capace di comunicare con i suoi simili e lasciare tracce che ne spiegano le azioni. Nel web il testo è arricchito dalla proprietà ipertestuale, ovvero la possibilità di estendere un testo con un “rimando” che comunemente chiamiamo link.

Grazie alla sua forma, i testi in internet possono essere processati e interpretati facilmente dai motori di ricerca al contrario di video e immagini che richiedono un elaborazione più complessa per essere interpretati.

I testi sono quindi il primo e più semplice medium per presentarci ai motori di ricerca.

Per capire come ottimizzare un testo, prenderemo come spunto un articolo scritto da Rand Fishkin fondatore di SEO Moz, già presentata in questa sede come una delle autorità a cui ogni SEO dovrebbe far riferimento.

L’articolo in questione è “6 ways to use fresh links & mentions to improve your marketing efforts”

La prima cosa che salta all’occhio è l’url della pagina. L’url è il primo e importante fattore di ottimizzazione e indica dove la pagina è archiviata nel server che la ospita. È molto importante che le parole chiave per cui vogliamo ottimizzare una pagina siano presenti anche qui. Come nel caso dell’articolo di Fishkin.

posizionamento-url-slug

Notiamo che nell’url viene menzionata la keyword fresh links. Dobbiamo quindi aspettarci che quella pagina sia ottimizzata per quella determinata parola chiave…

Ed ecco che cercando “Fresh links” su Google troviamo in seconda posizione, e quindi 4 posizioni più avanti di quanto non fosse la settimana scorsa, un riferimento all’articolo di Fishkin..

richsnippet

Notiamo che la stessa parola chiave è contenuta nel titolo dell’articolo e che se avessimo cercato la chiave “Marketing Effort” su Google non avremo avuto la stessa fortuna di incontrare l’articolo di Fishkin che stiamo analizzando.

Nel posizionamento di siti web contano molto anche altri fattori di ottimizzazione come i meta tag e gli headers.

Vediamoli entrambi!

I meta tag sono dei codici scritti in linguaggio HTML contenuti all’interno dei tag head della pagina web. In sostanza sono dei codici che i fruitori dei siti web non vedono se non con apposite operazioni. I meta tag sono destinati e rivolti ai motori di ricerca e servono ad indicare il titolo, la descrizione, e le parole chiavi della pagina in esame.

Il meta tag title dovrebbe essere il più possibile descrittivo ma più breve di 65 caratteri. È possibile estendere i nostri titoli con delle label che riportano il nome del nostro sito in modo da aiutare a trasmettere e a farci percepire dai nostri utenti.

Il meta tag description non influenza il motore di ricerca ma migliora sensibilmente il CTR della serp del search engine. Avere quindi una descrizione accattivante come che segue vi aiuterà a portare più visitatori sul tuo sito.

“Stiamo dando ai marketers un fresco, incredibile, nuovo modo di tracciare i loro link e menzioni con Fresh Web Esplorer”

Da notare che Google accetta dagli 80 ai 140 caratteri.

<H1> è un headers, ovvero un stile di formattazione del testo previsto dal linguaggio HTML e permette di dare enfasi al nostro contenuto. Esistono 6 headers è il loro “potere” è inversamente proporzionale alla grandezza del numero che li caratterizza nel nome.

L’H1 dovrebbe essere usato per il titolo più importante della pagina e serve per dare idea di cosa si sta parlando nella nostra pagina. È bene che includa le parole chiave che vogliamo indicizzare.

Es.: “6 ways to use fresh links & mentions to improve your marketing efforts”

H2 e H3 possono essere usati per rafforzare il messaggio e per paragrafare il document usando titoli come separatori di sezione.

Ricorda sempre che devi ottimizzare i tuoi contenuti per il motore di ricerca ma soprattutto per i tuoi utenti. Quindi scrivi contenuti persuasivi e cerca di convertirli all’azione con chiavi ad effetto.

Ottimizzare i contenuti non testuali

I motori di ricerca faticano a capire i contenuti non testuali quali video, immagini, audioclips. Tuttavia le immagini presentano un elemento utile a favorirne l’indicizzazione..

Le immagini

Image Alt Tag è la descrizione alternativa dell’immagine. È un testo che viene inserito dal webmaster direttamente negli attributi html dell’elemento immagine per descriverne il significato in caso non fosse possibile vederla per qualche motivo. È consigliabile dare un nome all’immagine che richiami i concetti della pagina da indicizzare..

 

Alcuni software permettono di includere metainformazioni nelle immagini come titolo di documento, autore, descrizione, keywors. Personalmente non ho riscontrato vantaggi da questa tecnica.

 

Microformati

Un metodo abbastanza datato, ma ancora attuale e consigliabile è quello di circondare e includere immagini, video e audioclip in blocchi di testo. Ciò aiuta i motori di ricerca a capire di cosa stiamo parlando. Tuttavia questo metodo non è rigoroso e potrei in questo modo ottimizzare una immagine contenente materiale per adulti in un testo che parla del Vecchio Testamento.

 

Per ovviare questo problema e soprattutto per offrire ai motori di ricerca maggiori informazioni sui contenuti della mia pagina posso utilizzare i microformati in uno delle forme accettate da Google e Co.

Schema.org è uno dei vari formati utilizzabili per codificare le informazioni della nostra pagina. Come gli altri microformati, permette di includere delle metainformazioni nella nostra pagina che descrivono il tipo di oggetto inserito, attraverso una serie di attributi.

 

XML Site Map

La xml site map, invece, è un file xml che traccia e organizza informazioni riguardo alle pagine contenute in un sito web e viene condivisa con motori di ricerca. I motori di ricerca controllano e aggiornano il loro archivio considerando le informazioni riguardanti la xml site map.

 

XML Video Site Map

Simile alla Xml Site Map, è un file xml che traccia e organizza informazioni riguardo ai video contenuti in un sito.

 

Strumenti SEO

Non possiamo certo addentrarci nell’analisi dei seguenti strumenti per consulenti seo, ma consigliamo davvero che tu dedichi un po’ di tempo a capire come gli strumenti per webmaster di Google e Bing possono aiutarti a ottimizzare e far funzionare correttamente il tuo sito web e come Majestic Seo, Advanced Web Ranking e Seo Moz siano strumenti utili per l’analisi del posizionamento dei siti web..

Studia quindi i seguenti strumenti:

  • Google Webmaster Tools
  • Bing Webmaster
  • Majestic Seo
  • Adnanced Web Ranking
  • Seo Moz

Nella prima lezione del Corso Seo Gratis..

Siamo quindi giunti alla seconda lezione del nostro corso seo gratuito dedicato agli imprenditori e a chi desidera avvicinarsi a questa disciplina di search engine marketing.

Dopo aver parlato nella prima lezione di motori di ricerca – ed in particolare di come questi strumenti tendano a presentare dei risultati (organici e a pagamento) – abbiamo visto l’importanza delle parole chiavi (keywords), dell’importanza di impostare un progetto conoscendo le parole chiavi, degli strumenti per capire quali parole chiavi utilizzare e come strutturare l’architettura delle informazioni di un sito web per facilitarne l’indicizzazione sui motori di ricerca.

 

Progetti SEO: l’importanza dei contenuti

I contenuti sono parte fondamentale di ogni progetto seo. L’ottimizzazione di un sito web aiuta a migliorare le performance ma i contenuti sono tutt’altra cosa.

I motori di ricerca, primo fra tutti Google, sono avidi di contenuti e continuano a scandagliare la rete per acquisirne più possibili.

Avere dei contenuti chiari e di qualità è fondamentale. Come già anticipato nella precedente lezione, la target audience di un sito web sono i motori di ricerca e gli utenti reali.

Va da se che è nostro compito realizzare dei contenuti che possano soddisfare le esigenze di entrambi i nostri tipi di utenti.

Per accontentare gli utenti umani, coloro che poi acquisteranno i nostri servizi, dobbiamo offrire dei contenuti il più possibile di qualità e chiari.

È importante che gli utenti capiscano subito di cosa si sta parlando nel tuo articolo, già dopo la lettura del primo paragrafo. Bisogna sempre ricordare che il nostro scopo non è quello di avere un elevato numero di utenti, bensì quello di avere “utenti di qualità” ovvero utenti interessati ai prodotti e servizi che vendo.

In internet ci sono milioni di siti creati appositamente per fare traffico, strutturati in modo tale da farci cliccare la pubblicità. I contenuti di questi siti possono essere di qualità, ma sono vaghi. Non si capisce dove trovare le informazioni che davvero desideriamo.

Ci sono inoltre molti siti autorevoli, ad esempio i siti di istituzioni governative, che presentano informazioni strutturate in maniera complessa. Anche qui, sebbene ci troviamo su siti autorevoli finiamo per abbandonare la ricerca.

Per questo motivo è importante che il tuo sito internet abbia contenuti di qualità ma soprattutto chiari, che facciano capire subito ai tuoi utenti cosa troveranno nel sito.

Multimedialità

Il web è un media multimediale. La sua principale caratteristica è quella di poter aggregare diversi tipi di media come il testo, il video, le immagini, i clip musicali, il motore di ricerca interno, la chat istantanea, i commenti e le recensioni della tua community ecc.

Contenuti ricchi di questi elementi sono una risorsa importante per il tuo sito web ma devono essere ottimizzati nel modo più corretto possibile.

Avere strumenti che ne favoriscono la condivisione è un altro importante aspetto. Il social sharing facilità la condivisione da parte degli utenti. È un fenomeno naturale che tutti noi facciamo involontariamente o consapevolmente. Quando siamo soddisfatti di un servizio lo consigliamo.

 

Progetti SEO: strutturare le informazioni

Immagina di dover cercare una parola sul vocabolario come ti comporti?

Non sfogli tutte le pagine una ad una vero?

Probabilmente aprirai il vocabolario più o meno a caso. Riferendoti alla lettera della pagina corrente, sfoglierai il vocabolario fino a trovare la lettera iniziale della parola che stai cercando.

Allo stesso modo, scorrerai velocemente le parole in ordine alfabetico fino a trovare quella che stai cercando.

È stato facile trovare l’informazione che cercavi perché hai un metodo e le informazioni sono strutturate in modo da permetterti di poterle trovare. Se contrariamente le parole fossero disposte a caso e non ci fosse un metodo di ricerca, saresti obbligato a leggere tutte le parole in modalità sequenziale fino a trovare quella di tuo interesse. Ma forse abbandoneresti la ricerca molto prima di raggiungere il tuo obiettivo.

Ora immagina di cercare un informazione su una enciclopedia.

Supponiamo di voler cercare informazioni su “Camillo Benso di Cavour”, troviamo la pagina, ne leggiamo il contenuto e troviamo un riferimento al Risorgimento. Quindi andiamo a leggere la pagina che parla del risorgimento e vediamo che tra i vari riferimenti ve n’è uno che parla dello Stato Pontificio. Possiamo proseguire in questo modo fino all’infinito, fino a che non avremo letto tutte le pagine della nostra enciclopedia.

Questo è proprio quello che fa il motore di ricerca, attraverso un processo chiamato crawling compiuto da dei dispositivi automatizzati chiamati spider. (Ragni)

Per questo motivo, strutturare le informazioni di un sito web in modo chiaro e definito agevola il processo di archiviazione da parte dei Search Engine.

 

Internal Linking

Per agevolare il processo di crawling, è buona norma usare i link interni con metodo. La home punta alle pagine di categoria che a loro volta puntano alle pagine di sezione che riportano l’elenco delle pagine sottostanti. Questa è definita struttura ad albero.

Strutturare i contenuti in questo modo offre diversi vantaggi, primo fra tutti quello di capire la priorità di importanza degli argomenti trattati nel tuo sito web, aiutare gli utenti e i motori di ricerca a capire come sono strutturate le informazioni, semplificare il processo di acquisizione e creazione di una mappa cognitiva per i tuoi utenti e per il motore di ricerca.

ATTENZIONE: non avere un menu di navigazione, oppure avere contenuti strutturati come lunghe landing page, inserire codici e tecnologie che impediscono all’utente di navigare liberamente sul tuo sito o puntare a pagine inesistenti sono tra i più comuni e deleteri errori che non devi commettere.

 

Ricorda inoltre che la migliore struttura che puoi scegliere è quella che è più chiara ai tuoi utenti.

Dopo aver visto l’importanza dei contenuti in un progetto SEO per il posizionamento di siti web, nel prossimo post vedremo “come ottimizzare una pagina web per diversi tipi di contenuto“. Il post illustrerà quindi i vari tipi di contenuti (video, immagini, clip musicali) e spiegherà i metodi di ottimizzazione più efficaci.

 

Che cosa significa SEO

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca.

La SEO è il processo di fare dei miglioramenti interni ed esterni al sito web al fine di essere più esposti ai benefici del posizionamento organico sui motori di ricerca mentre il SEO è il professionista che si occupa di posizionamento dei siti internet.

Possiamo considerare la SEO appartenente alla branchia della SEM (Search Engine Marketing) ovvero le attività di marketing orientate a portare risultati attraverso l’uso dei motori di ricerca sia in forma naturale/organica sia a pagamento attraverso campagne pubblicitarie Adwords.

 

Ragionare in ottica SEO

Per ragionare in ottica di SEO dobbiamo cercare di metterci nei panni del motore di ricerca. Lo scopo dei search engine è quello di fornire contenuti agli utenti che rispettino 2 requisiti importantissimi:

  1. La rilevanza
  2. Autorevolezza

1_obiettivo search engine

I motori di ricerca offrono e mostrano contenuti ordinati per rilevanza.

Se cerchi clown generalmente ti appaiono risultati che hanno attinenza con la semantica e la tematica del clown. Ma la rilevanza unita al preciso momento storico fa si che tra le voci della pagina di Google possa apparire anche la news che parla di Berlusconi e Grillo come clown (Peer Steinbrück)

Se il tuo sito è referenziato da siti web autorevoli, quali possono essere ad esempio i siti governativi, per una parola attinente e rilevante, allora quello che otterrai sarà un link autorevole verso il tuo sito. Qualcosa che Google tiene in considerazione.

Ricorda: “Google ti ama solo quando tutti gli altri ti amano”… e spesso questo ragionamento vale per altri mercati..

 

Leggere i risultati dei motori di ricerca

Se ti vuoi occupare di posizionamento di siti web, la prima cosa che devi imparare a fare è leggere i risultati dei motori di ricerca. Devi imparare a distinguere i risultati organici da quelli a pagamento e capire come i risultati della serp sono ordinati.

In particolare l’evoluzione di Google, primo motore di ricerca fra tutti, impone a noi SEO di continuare a studiare e aggiornarci costantemente. Prendi per esempio la blended search.

Blended Search nella Serp

Google mostra all’interno della serp immagini, video, mappe e prodotti. Questo mix multimediale è chiamato blended search ed è una vera opportunità da sfruttare.

Devi capire che può essere strategico apparire come prodotto piuttosto di video nei risultati di una determinata keyword.

 

I vantaggi della SEO

 

Oggigiorno milioni di utenti fanno scelte online per diversi motivi, tra cui scegliere il ristorante, comprare i biglietti dell’aereo, comprare servizi e prodotti di altri tipi.

Queste ricerche avvengono nella maggior parte dei casi attraverso i computer desktop e portatili, ma i dispositivi mobili e i tablet prenderanno presto il sopravvento.

Tutto ciò ci fa capire l’enorme traffico di dati che viene generato e l’importanza di trovare una posizione per il nostro prodotto e servizio.

Ma la cosa fondamentale è che dobbiamo essere i primi.

 

La legge di Zipf.

Stimati guru del marketing come Seth Godin supportano la legge di Zipf.

I numeri ottengono 10 volte i risultati dei decimi e 100 volte i risultati di chi arriva centesimo.

Per questo è strategico essere i primi.

Se si ottiene 1 richiesta di preventivo al giorno pur essendo in decima posizione di Google, salendo in prima posizione arriveremo ad avere 10 richieste di preventivo al giorno.

 

Ma attenzione la SEO non è gratis.

Pur non pagando direttamente i motori di ricerca, l’attività svolta dal SEO (colui che pratica il posizionamento sui motori di ricerca) ha dei costi di realizzazione e dei tempi di svolgimento.

Per fare SEO devi considerare un investimento in termini di tempo..

 

Considerazioni sulla SEO

 

L’attività di posizionamento di siti web è un processo senza fine.

Per prima cosa dobbiamo definire una strategia

Poi dobbiamo ricercare chiavi competitive

Poi è necessario creare dei contenuti

Poi dobbiamo fare link building

Poi dobbiamo risolvere i problemi tecnici..

E così via..

 

Dobbiamo tenere in considerazione inoltre che i motori di ricerca sono sempre in continuo rinnovamento e noi poveri mortali non abbiamo il controllo su di essi.

 

Ma da cosa dipende il posizionamento di un sito web?

Posizionare un sito su Google piuttosto che su un altro motore di ricerca è un attività che dipende sostanzialmente da 3 fattori.

 

Fattore 1: TU

Gli sforzi e le azioni che intraprendi portano a dei risultati. Queste azioni influenzano la serp di Google e degli altri motori di ricerca.

 

Fattore 2: La concorrenza

La stessa parola chiave che stai cercando di spingere, può essere anche l’obiettivo di altri SEO.

Le azioni che loro intraprendono modificano la serp di Google e quindi anche il posizionamento del tuo sito internet.

 

Fattore 3: i mutamenti degli algoritmi dei motori di ricerca

I motori di ricerca, primo fra tutti Google, modifica spesso il suo algoritmi con lo scopo di offrire ai propri utenti dei risultati sempre più rilevanti e autorevoli.

Questi mutamenti possono influire sulle azioni tue e dei tuoi concorrenti penalizzandoti o avvantaggiandoti.

..continua leggendo il posizionamento nei motori di ricerca parte dalle parole chiave..

 

[wp_bannerize group=”seo” categories=”12″]

1 la correlazione non è la causa

La correlazione non è la causa

La correlazione non è la causa

D’estate si vendono più gelati e ci sono più incidenti acquatici rispetto all’inverno. Vi è una correlazione tra l’aumento delle vendite dei gelati e l’aumento del numero di incidenti ma uno non è la causa dell’altro. Ciò prende il nome di correlazione spuria.

Quindi semplicemente perché 2 funzionalità sono simili, non significa che una possa avere effetti sull’altra.

 

2 Gli indici di gradimento hanno valore

Gli indici di gradimento degli utenti quali il CTR e il Bounce Rate diventeranno sempre più influenti nel determinare la qualità di un sito e quindi il suo posizionamento.

 

3 I social diventano determinanti

Oltre il 75% dei SEO crede che i social avranno più influenza sulla ricerca.

 

4 I link perdono di peso

Fino al 2009 si è considerato i fattori link di domini e pagine influenti per il 65% sul posizionamento, mentre questo valore nel 2011 scende al 45%

 

5 I link devono essere esterni

Più la fonte del link sarà diversa più il link avrà peso.

 

6 La pubblicità penalizza

Siti basati sull’introito pubblicitario tenderanno a performance peggiori.

 

7 Facebook ti da una mano

Le condivisioni da Facebook  è probabile avranno un effetto positivo sul ranking di un sito.

 

8 I tag title delle pagine sono importanti

I titoli della pagina mantengono la loro importanza.

 

9 La profondità di un link non è penalizzata

Il link di pagina e di dominio perdono una buona parte della loro importanza in relazione alla profondità di livello, vale a dire che i link che escono da una pagina di terzo livello ha comunque un suo peso se la pagina in se ha valore

 

10 Precedenza alla qualità del cinguettio

Per apparire sulla serp di twitter la qualità dei tweet è più importante del numero di tweet.

11 Numero di link + social

I top ranking sites hanno la caratteristica di incrementare il loro link building e avere una forte presenza sui social

 

12 A volte la quantità conta

Non importa se gli FB sharing sono privati, Google riesce a leggerne la quantità e valuta questo come fattore importante

 

13 la ricetta del successo

Ciò che permette di stare in gioco è: Un sito fantastico, Contenuto di interesse e un Brand di valore

14 i tweet ti aiutano a crescere

Tweet a un Url aiutano la posizione sulla serp

15 SEO non per tutti

Il SEO diventa sempre più complicato e ciò che poteva apparire come una pratica di best practice da seguire diviene sempre più un attività di relazione e reputazione.

Rank Factors Webinar di SEOmoz

Search engine optimization

Ottimizzare i siti web

SEO – OTTIMIZZARE I SITI WEB

La creazione di siti web non ha valore se non si fa lo sforzo necessario per poter indicizzare i contenuti sui motori di ricerca.

L’indicizzazione di un sito web dipende da diversi fattori.

A mio parere ci sono 3 fattori chiave per l’indicizzazione sui motori di ricerca:

  1. L’ottimizzazione dei contenuti
  2. La submition del sito
  3. La strategia di indicizzazione ovvero come pare per ottenere risultati migliori dei tuoi concorrenti

In questo articolo tratteremo il primo punto e ti invito a contattarmi per avere maggiori informazioni sull’indicizzazione e il SEO  l’ottimizzazione sui motori di ricerca.

Continue reading “Fattori chiave per ottimizzare bene un sito web” »