Miglior Software per creare Landing Page Efficaci: 3 strumenti a confronto Clickfunnels, Instapage, Landingi

Miglior Strumento per creare landing page efficaci

Oggi giorno un aspetto sempre più importante per attrarre, catturare e convincere il tuo pubblico in merito ai tuoi prodotti e ai tuoi servizi, è costituito dalle landing pages.

Le landing page sono delle particolari pagine web che permettono di convertire di più grazie ad alcuni accorgimenti specifici quali l’estetica, la velocità di caricamento, una interfaccia che rende più complessa l’uscita dalla pagina etc..

Sono convinto che hai già sentito parlare di landing page ma forse, non conosci quali strumenti utilizzare per realizzare delle landing page efficaci.

In commercio esistono diversi prodotti per realizzare landing page, alcuni gratuiti e alcuni a pagamento.

Come spesso accade, ovviamente i servizi a pagamento permettono una maggiore efficacia e semplicità d’uso anche per chi non ha esperienza di “informatica” o per meglio dire, realizzazione di pagine web.

Oggi vorrei farti conoscere 3 strumenti specifici per la realizzazione di landing page affinché tu possa decidere quali eventualmente acquistare.

Prima di proseguire ti invito a scaricare il mio Video Corso Gratuito che ti spiegherà come effettivamente realizzare landingpage e funnels. Richiedi i Video Gratis Adesso

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Se la consulenza è gratuita, allora la pagherai cara

consulenza gratuita

Tra i saggi di comunicazione che più mi hanno affascinato durante i miei studi universitari, quelli che riportavano le citazioni del sociologo e filosofo Theodor Adorno, erano sicuramente i miei preferiti.

Mi sono soffermato davvero a lungo meditando sulle citazioni di Adorno che a distanza di 15 anni dalla mia laurea le ricordo ancora a memoria.

Eccone una in particolare:

“Il consumatore non è il sovrano, come l’industria culturale vorrebbe far credere, non è il soggetto, bensì il suo oggetto”.
Adorno 1967

 

Tuttavia, oggi, con una sensibilità differente, ma soprattutto, in un epoca differente da quella in cui Adorno ha sviluppato le sue teorie, posso affermare che – sebbene tali considerazioni possano ancora trovare una propria logica da un punto di vista sociologico, o meglio, che il pensiero di Adorno ne esca maggiormente rafforzato, in una società in balia del prodotto e del servizio – da un punto di vista psicologico e focalizzato sul singolo individuo queste citazioni perdono di efficacia.

Siamo piccoli, insignificanti, arroganti e viziati consumatori, chi più chi meno, tutti pronti a dare giudizi e sederci come tronisti o giudici per colpa di un modello economico basato sulla soddisfazione del cliente.

 

Tuttavia stiamo diventando incapaci di riconoscere le varie sfumature dei servizi e dei prodotti che acquistiamo, vuoi per ignoranza, vuoi per disinteresse alla comprensione.

E così capita che si vada da Mediaworld, piuttosto che da Troni per ottenere una recensione gratuita su un prodotto che compreremo online, convincendoci poco a poco che la consulenza sia un servizio gratuito laddove il fornitore venda anche il prodotto.

La miopia del consumatore diventa patologicamente irreversibile nel momento in cui poi non è neppure più in grado di distinguere i fornitori mettendoli tutti sullo stesso piano.

Capita quindi che dei clienti si rivolgano a me per dei “consigli” su cosa sia giusto o non giusto fare, ricorrendo a subdoli complimenti preliminari che dovrebbero avere lo scopo di addolcirmi e ottenere la risposta desiderata.

Quello che questi “poveri” clienti non capiscono è la differenza che passa tra un servizio , un prodotto e una consulenza.

La consulenza presuppone esperienza applicata al caso, studio dello stesso e responsabilità su quanto viene consigliato.

Può essere gratuita?

E se “SI” può essere SEMPRE gratuita e disponibile per chiunque conosca il tuo numero di telefono?

Poiché il punto di forza è anche il punto di debolezza, questo sistema basato sulla gratuità porterà inevitabilmente a dei danni economici che interesseranno prima di tutti, proprio il singolo individuo alla ricerca dell’affare a tutti i costi.

In fondo, se la consulenza è gratuita, dovranno inevitabilmente venderti un prodotto. E secondo te quale ti venderanno? Quello che ti serve o quello che vorranno venderti?

Prova a pensarci la prossima volta che chiedi un consiglio al tuo bancario di fiducia oppure al tuo consulente web marketing.

Ho parlato più volte in questo blog di Luca Ascani, imprenditore del web che è riuscito a creare uno dei più grandi colossi di informazione attraverso internet.

La storia di Luca Ascani, giovane imprenditore romano della classe 79, è lunga.

Nascita di un imprenditore

Esordisce nella filiale italiana di BuyCentral, società francese con business basato sulla comparazione di prezzi per poi divenire co-fondatore di First Tuesday Italy, società di eventi che fa incontrare protagonisti della Net Economy e ricchi imprenditori. Nel maro del 2002 fonda ADVance società che offre consulenza di webmarketing e comunicazione online. Successivamente fonda GoAdv assieme a Salvatore Esposito, figura che nel corso della sua carriera ha ricoperto importanti ruoli decisionali in BuyCentral, LookSmart e Altavista.

GoAdv, si occupa di generazione di contenuti e monetizzazione del traffico.

Il sistema messo in piedi da GoAdv permette la crescita dell’azienda fino all’acquisizione di Excite, uno dei primi portali della new economy (Ve lo ricordate?). Siamo tra settembre e novembre del 2007 e ricordo ancora bene l’annuncio e il brindisi che Emiliano Carlucci fece in qualità di Responsabile della filiale di Dublino, nella quale lavoravo come web editor…

Le mosse successive di GoAdv furono l’acquisizione di blogosfere in parte del gruppo ilsole24ore e a settembre del 2011 GoAdv, che adesso si chiama Populis, acquisisce per 8,2 milioni di euro Mokono, blog network tedesco.

Sembra di essere in America, di avere a che fare con un Bill Gates o uno Steve Jobs e confesso sempre un po’ di stupore quando leggo la scalata di Luca Ascani come imprenditore del web.

Il business del content providing

Il Business del Content Providing e della monetizzazione online sono basati su sofisticati controlli di traffico, di strategia e di marketing. Nonostante ci sia una credenza diffusa che sia insensato monetizzare con i banner c’è chi partendo da 10.000 euro ha creato profitti per 20 milioni di euro nel 2007 fino ad arrivare a 58 milioni nel 2011.

Attualmente, la tecnologia e il team di freelance che lavorano per Populis permettono di generare 35.000 pezzi al mese in 8 diverse lingue. Il loro algoritmo analizza il traffico, i risultati SEO, e il valore di ritorno degli articoli e sulla base di quello crea una graduatoria dei freelance.

Un pezzo viene pagato sui 5 euro (considerando l’ipotesi di un articolo validato a 4 stelle di 500 parole) quindi il guadagno non sarà altissimo anche in relazione al tempo che è necessario per scrivere un articolo di qualità. Se vuoi sapere quanto si guadagna con Populis leggi l’articolo di Roberto Zambon

Gli Effetti collaterali del sistema Freelance

A dicembre capito sul sito di Guido Tedoldi, giornalista Pubblicista e autore del blog “Come se fosse sport” di blogosfere. Il suo pezzo mi lascia di stucco:

Questo ComeSeFosseSport finisce qui

“Dopo 6 anni di esistenza, 923 post scritti e commentati, più di 400˙000 visitatori (secondo i numeri forniti da StatCounter) è meglio che il progetto si ritiri in buon ordine. Il contesto è cambiato e occorre prenderne atto. All’epoca della sua nascita, il 17 gennaio 2006, ComeSeFosseSport era una delle pagine professionali immaginate dal dinamico duo Marco Montemagno/Marco Masieri, fondatori di BlogoSfere. Oggi è una pagina un po’ nascosta del pacchetto di Populis, gruppo dal respiro europeo e in piena espansione anche in America del sud….

…Il nuovo contesto prodotto dall’assorbimento nel sistema Populis, però, richiedeva e richiede anche altro. Il prestigio non sempre è immediatamente monetizzabile, e c’è anche una questione legata alle dimensioni. In campo editoriale, ci sono dei prodotti (sia librari sia giornalistici) che se stanno in un ambiente piccolo e raccolto hanno un senso e sono riconosciuti come fiori all’occhiello, se invece entrano nel pacchetto d’offerta di editori più grandi non riescono a sbocciare adeguatamente.”

Da un lato quindi la necessità assoluta di avere contenuto che genera ricchezza dall’altro lo sfruttamento della UGC, (Contenuto Generato dall’Utente) anche per pochissimi euro al pezzo.

Confesso che questo sfruttamento estremo mi spaventa notevolmente e lo trovo ingiusto. Non conosco i parametri di guadagno di sistemi come Populis, ovvero non so quanto ci sia di utile sui 58 milioni di euro prodotti, dopo che si sono pagati i dipendenti, e i freelance che hanno generato i contenuti.

Sicuramente però, credo che in alcuni casi ci possano essere delle alternative che permettono agli autori freelance di essere più valorizzati e poter avere introiti migliori.

Assieme ad un gruppo di autori stiamo realizzando un esperimento. Si tratta di un portale di content providing generato in forma cooperativa, cercando di restituire la dignità di autore a chi compie il lavoro di scrivere un articolo e di offrire visibilità e remunerazione nel momento che si riceve un’entrata economica.

A mio modo di vedere, questo modello dovrebbe essere utilizzato maggiormente. Le partnership sono delle vere e proprie leve finanziarie alla pari del denaro e dei dipendenti.

Ma forse la soluzione più semplice è quella di accontentarsi di ciò che c’è già..

Con una settimana di ritardo ecco le mie impressioni sullo SMAU 2011 tenutosi a Milano.

Potenzialmente sono rimasto molto soddisfatto, se non altro per la qualità degli interventi a cui ho partecipato. Da “Conversating 2.011” di Alex Kornfeid a Le opportunità del “Mobile Marketing” di Andrea Boaretto fino a quello dell’amico e collega Andrea Patron di cui ho parlato la scorsa settimana.

Insomma è stata una giornata ricca di informazioni ma anche molto faticosa, ma che come ho già avuto modo di dire mi ha lasciato soddisfatto, ad eccezione della mancanza di rete wireless free. (Trovo scandaloso che un evento di tale portata e targeting non abbia incluso una rete aperta!)

Purtroppo all’evento Conversating 2.011 sono giunto con notevole ritardo, ma le domande del pubblico e le risposte di Kornfeid sono state utili.

Le sue slide sono disponibili su slideshare qui http://www.slideshare.net/kornfeind/conversating-2011-9794085, ma non dicono molto..

Più complete invece, quelle di Andrea Boaretto, del Politecnico di Milano che ha illustrato lo scenario del mobile marketing.

http://www.slideshare.net/marketingreloaded/le-opportunit-del-mobile-marketing-smau-milano-2011

Incredibile ancora non mi capacito che ci sono 13 M di italiani che navigano con lo smartphone. Mi sembra davvero tanto!

Le slide del workshop “tra privacy e sicurezza informatica”di Andrea Patron possono essere viste a questo indirizzo http://www.slideshare.net/ipcopitalia/smau-2001-tra-privacy-sicurezza-informatica.

Presto ci sarà anche un video!

 

Questa sera ho tradotto e personalizzato un articolo proveniente dal sito MARKETING PILGRIM e segnalato da RobinGood.

L’articolo si rifà a un webinar interessante e recente di Matthew Peters e Jamie Steven su SEOmoz.

Potete leggere I 15 principali fattori di rankinkig secondo SEOmoz qui!

Tuttavia questa sera esprimo solo un opinione su una tendenza che mi sembra porterà a dare più peso ai siti con maggiori disponibilità economiche e di dimensione a discapito di chi ha capacità tecniche.

Ovvero i siti capaci di entrare in relazione e ricevere dei feedback dai social, i siti con un brand sviluppato e una User eXperience evoluta saranno quelli ad avere maggiori opportunità.

Bene, in un epoca in cui gli strumenti per fare un sito di qualità sono a disposizione di tutti, ecco che ritornano in voga le capacità relazionali e di coinvolgimento degli utenti.

Il mondo del web è destinato allora a essere sempre di più un mondo dominato da grandi network?

Ragazzi la penso proprio così. Diventerà via via sempre più complesso poter mantenere o arrivare posizioni rilevanti nei motori di ricerca, anche a causa del numero sempre crescente di siti web. Numero che vi ricordo cambia il posizionamento dei motori di ricerca ogni giorno.

Trovate la nicchia e dominatela diventando opinion leader!

Questa settimana è successo qualcosa di interessante. Ovvero per la verità bisognerebbe andare indietro di almeno 2 settimane quando all’eG8 forum di Parigi hanno partecipato importanti uomini d’affari del business digitale tra cui anche il giovane Luca Ascani della classe 1978.

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Domenica sera la trasmissione Report ha trattato il tema della privacy come sempre in maniera molto approfondita. Nell’occhio del ciclone principalmente Google e Facebook ma il trattamento dei dati personali ha confini molto più vasti.

Quando frequentavo il corso di web-design, e in particolare al corso di web-marketing, Marco Pinna ci diceva che quando PostalMarket fu smembrato l’unica cosa che fu tenuta è stato il database dei clienti. PostalMarket aveva iniziato a lavorare in un periodo in cui la legge sulla privacy non esisteva. Continue reading “Perchè tutti vogliono i tuoi dati personali” »

Lascia un commento se  anche tu sei affetto da questa sindrome.

“Attento questa operazione non può essere annullata”. Manca solo questo disclaimer nella mia testa quando mi accorgo che non posso annullare l’azione che sto facendo nella vita reale.

Pensavo di essere l’unico a soffrirne, ma poi, parlando con colleghi di lavoro, scopro che questa “anomalia” è parecchio comune per chi lavora al computer.

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il business del porno su internet

il business del porno su internet

Il porno è stato per internet quello che lo sviluppo militare è stato per l’hardware http://www.lucamascaro.info

L’industria cartacea del porno è morta. Tuttavia il porno non è mai stato vivo quanto oggi.

Stando a RT.COM il porno è una realtà scomoda che tuttavia muove un sacco di soldi verso l’America, primo produttore mondiale di porno.

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Quest’anno sto davvero leggendo un sacco di libri.

L’interesse è vario, spazio dalla psicologia al marketing, dalla crescita personale all’informatica, dalla crescita finanziaria alle tecniche di vendita. Insomma un mondo di cultura.

Come ho già avuto modo di accennare, ho iniziato Effective UI, un libro decisamente ben fatto che parla di User Experience. Sono a metà del libro, e conto di finirlo per dicembre.

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