L’ottimizzazione per i motori di ricerca è una disciplina che richiede il ricorso a strumenti avanzati per webmaster per ottenere informazioni minuziose sui siti web.

In questa pagina troverai una lista di tool SEO professionali dei quali puoi servirti per analizzare i siti web, studiare i volumi di traffico, valutarne l’indicizzazione e scoprire quali aspetti tecnici correggere per migliorarne il posizionamento.

Tool per l’analisi tecnica

Screaming Frog

Screaming Frog è un tool il cui funzionamento imita quello di un crawler di Google, un programma incaricato di scandagliare internet per memorizzare nuovi contenuti.

Questa piattaforma permette di simulare il funzionamento di un bot e di analizzare un sito web per ottenere una vasta serie di informazioni sulle caratteristiche tecniche di un portale.

Screaming Frog è un tool molto flessibile e facile nel suo utilizzo che consente di ottenere risultati in tempo reale. Questa piattaforma mette a disposizione dei SEO, professionali e non, una miriade di funzionalità che permettono di ampliare la conoscenza di un sito web. Si dimostra uno strumento adatto sia per analisi superficiali che per scendere molto in profondità per trovare eventuali problematiche e individuare ambiti di miglioramento.

Tra le sue innumerevoli funzioni ci sono:

  • individuare i link rotti
  • trovare i redirect attivi e distinguerli tra temporanei e permanenti
  • visualizzare URL bloccati alla scansione
  • trovare Title e Description duplicati
  • generare una sitemap XML
  • analizzare i tempi di caricamento delle pagine e scoprire quali impiegano più tempo a essere visualizzate

Visual SEO

Visual SEO è una validissima alternativa a Screaming Frog. Permette di scansionare un intero sito in maniera automatizzata e di realizzare comodi report per mettere in luce tutte le caratteristiche tecniche.

Xenu Link Sleuth

Xenu è un tool desktop per trovare link non più funzionanti sul sito. Possiamo analizzare completamente un sito web e individuare gli stati di tutti i collegamenti del portale. Permette di analizzare i Title e le Description delle pagine.

 

Seo Tester Online

Seo Tester Online è una suite italiana che consente di analizzare un sito web da molteplici punti di vista. Possiamo analizzare le keyword presenti, i tempi di caricamento, la notorietà sui social per avere uno spaccato abbastanza esaustivo del grado di ottimizzazione complessiva di un portale.

Tool per l’analisi del traffico

Il traffico è un buon indicatore del successo di un progetto web. I tool per l’analisi del traffico permettono di stimare il volume di traffico di un sito e di analizzare le parole chiave che conducono visite organiche al portarle.

Google Analytics

Google Analytics è la principale piattaforma gratuita per l’analisi del traffico del sito web.

Attraverso un apposito codice di monitoraggio inserito nel sito web possiamo scoprire il numero di visitatori, i canali attraverso i quali giunge il traffico, impostare obiettivi per verificare le conversioni ecc.

Google Search Console

Google Search Console è una piattaforma che comprende diversi strumenti da webmaster in grado di offrire una esaustiva panoramica sui termini di ricerca che ottengono dei click e sulle impressioni (visualizzazioni tra i risultati). Da questo rapporto possiamo trarre utili informazioni  su quanto i nostri contenuti siano in grado di attrarre l’attenzione dei visitatori.

Possiamo inoltre verificare altri importanti aspetti tecnici come la velocità di caricamento delle pagine, testare il file robots.txt, i dati strutturati ecc.

Keyword Hero

Google Analytics è una piattaforma fantastica, purtroppo le parole chiave digitate su Google da persone loggate con il proprio account gmail vengono nascoste dalla dicitura Not Provided.
Per ovviare a questo limite è stato inventato il tool Keyword Hero. Esso permette di creare una vista di Google Analytics aggiuntiva a quella del sito di partenza nella quale gran parte, se non tutte, delle chiavi di ricerca Not Provided vengono sostituite da realistiche stime delle parole chiave effettive ricostruite con sistemi di IA.

In questo modo possiamo avere una panoramica più completa delle keyword che conducono traffico organico.

Similarweb

Similarweb è un tool piuttosto intuitivo per avere una stima indicativa di un sito per il quale non possiamo accedere alle analytics effettive, come un sito di un competitor.

Basta inserire un dominio nell’apposita barra per ottenere il risultato dell’analisi: possiamo ottenere una stima dei principali canali che portano traffico, le principali parole chiave posizionate, valori di indicatori come traffico complessivo e il bounce rate.

Semrush

Semrush è nasce come strumento per la pianificazione di campagne di advertising ma si dimostra molto indicato per compiere delle analisi complete dei siti web.

Possiamo studiare il traffico veicolati dai diversi canali (motori di ricerca, social media, backlink), le keyword per le quali un sito è posizionato. Si dimostra una piattaforma utile per avere una visione di insieme della visibilità di un sito web.

Tool per l’analisi dei backlink

Majestic SEO Explorer

Majestic SEO Explorer è un famoso tool per la verifica dei backlink in modalità freemium. Anche nella modalità free comunque possiamo accedere a diverse informazioni importanti come numero di backlink, numero di domini web di riferimento, verificare i 5 domini principali e le prime 100 pagine web.

Ahrefs Site Explorer

Ahrefs è un importante tool per l’analisi dei link disponibile in un modello freemium. Nella modalità free possiamo eseguire fino a 15 richieste al giorno che ci restituisce una panoramica dei backlink e delle informazioni base (formato, nofollow o no, posizionamento del collegamento, anchor text ecc.).

Tool per l’analisi del server

Builtwith

Builtwith offre informazioni tecniche sul server come librerie javascript, pubblicità e dati presenti. Basta inserire l’indirizzo web nella barra di ricerca e lo strumento procede ad analizzare per intero il sito.

Tool per l’analisi dei tempi di caricamento

Pingdom

Pingdom è un tool gratuito per analizzare i tempi di caricamento di un sito web. Basta indicare un URL e il tool restituisce il tempo di caricamento e le richieste per gli elementi che la compongono. Possiamo vedere da una comoda schermata a cascatal’impatto di ogni componente sul caricamento complessivo.

Pagespeed Insight

Google Pagespeed Insight è un comodo e pratico tool di Google per verificare come incidono sui tempi di caricamento i vari componenti del sito web (immagini, CSS, Javascript ecc.). Ci fornisce una lista di suggerimenti dei quali possiamo servirci per migliorare le prestazioni del sito.

Lighthouse

Lighthouse SEO è un tool di Google che fornisce numerose informazioni sugli elementi che impattano sulla velocità di un sito. Possiamo ottenere preziose indicazioni sulla leggibilità e sulla facilità di consultazione mobile friendly.

Test My Site

Test My Site è un pratico tool per valutare la velocità di un sito web. Rispetto a Pagespeed Insight offre meno informazioni ma, a partire dai dati forniti, stima il guadagno economico che si può ottenere grazie a un miglioramento dei tempi di caricamento, ergo degli ordini che si può concludere.

Webpage Test

Webpage Test è un tool che permette di analizzare i tempi di caricamento di un sito web. Basta indicare l’indirizzo del sito web, la località da cui effettuare il test e il dispositivo.
In questo modo otterremo un’analisi approfondita delle performance del portale.

Tool per la ricerca delle keyword

I tool per la ricerca delle keyword permettono di valutare i volumi di ricerca mensili, la concorrenza delle parole chiave di interesse.

Keyword Planner di Google Ads

Keyword Planner di Google Ads permette di valutare i volumi di ricerca per scegliere le keyword più appropriate per i propri annunci pubblicitari.

Google Display Planner

Google Display Planner permette di ottenere informazioni utili sulle keyword più vantaggiose per gli annunci pubblicitari.

Seozoom

Seozoom è una suite italiana orientata a offrire un gran numero di informazioni su un sito web come:

  • analisi dei link
  • parole chiave per le quali un sito è posizionato
  • volumi di ricerca e competizione delle keyword
  • principali competitor organici

AnswerThePublic

AnswerThePublic è un tool che permette di estrapolare le ricerche eseguite in rete attorno a un determinato argomento e di ottenere le parole chiave divise per le rispettive preposizioni.

Si dimostra uno strumento molto utile per individuare gli intenti di ricerca che muovono le persone e per realizzare dei contenuti tarati su specifici intenti informativi.

Le keyword possono essere analizzate sotto forma di grafi “a fiore” ed esportate.

Ubersuggest

Ubersuggest è un pratico tool per l’analisi delle parole chiave di coda lunga. Possiamo analizzare per ogni termine i volumi di ricerca, il CPC (costo pubblicitario), la stagionalità e la competizione delle keyword, e persino indicare le parole chiave a corrispondenza inversa per escludere i termini che non vogliamo considerare. Possiamo ottenere inoltre una stima del numero di click che si possono ottenere dalle parole chiave.
Con queste informazioni possiamo realizzare contenuti molto specifici e originali con cui superare la concorrenza.

KwFinder

KWFinder è un tool per la keyword research che permette nella versione gratuita di svolgere 10 analisi al giorno. Con questo strumento possiamo analizzare le parole chiave per le quali è più facile posizionarsi, e scoprire per quali keyword sono posizionati i nostri competitor.

Possiamo analizzare i trend storici delle parole chiave e settare i parametri in base alla maggiore o minore specificità dell’analisi che vogliamo realizzare. Un tool adatto sia per i neofiti che per gli esperti.

Hypersuggest

Hypersuggest è un tool che permette di analizzare le parole chiave su diverse piattaforme come Google Search, Google Images, Google News, Youtube, Amazon, eBay ecc.
Basta indicare la keyword, la lingua di interesse, e il tool ci fornisce i suoi suggerimenti.

Keyword Explorer di SEO Tester Online

SEO Tester Online mette a disposizione anche uno strumento appositamente dedicato all’analisi delle keyword. Keyword Explorer. Ci basta indicare la parola chiave e la nazionalità e ci vengono restituiti volume di ricerche mensili, difficoltà, costo per click e competizione sugli annunci pubblicitari.

 

Questi sono alcuni dei più importanti tool per webmaster che posso consigliarti, ma di certo non sono tutti. Quali sono i tuoi preferiti? Quali altri suggerisci di provare? Parliamone qua sotto!

Le persone oggi sono abituate a cercare con esattezza ciò di cui hanno bisogno attraverso delle espressioni molto specifiche sui motori di ricerca. I blogger e i copywriter SEO devono essere molto bravi a comprendere le esigenze informative del proprio pubblico per realizzare i contenuti più adeguati per rispondere alle necessità dei lettori.

Le pillar page, come dice il nome stesso, costituiscono dei veri e propri pilastri della strategia di content marketing. Si tratta di risorse formidabili a disposizione del pubblico in grado di generare consistenti quote di traffico e di diventare dei punti di riferimento nel proprio settore.

Cos’è una Pillar Page

Le pagine pilastro, o pillar, sono dei contenuti molto lunghi che hanno lo scopo di sviscerare un argomento nella sua interezza. Si tratta di contenuti concepiti per offrire delle risposte puntuali ed esaustive alle ricerche degli utenti.
Le pagine pillar sono contenuti autorevoli che, grazie alla propria esaustività, riescono a ottenere un migliore posizionamento e ad attrarre l’apprezzamento di coloro che cercano risposte molto dettagliate alle loro esigenze di informazioni.

Costituiscono pertanto delle risorse di content marketing molto importanti per posizionarsi per ricerche competitive nel proprio settore.

 

Una pillar page offre diversi vantaggi come:

  •         attrarre maggiori utenti in virtù della propria esaustività
  •         migliorare il posizionamento grazie al gran numero di keyword e query di ricerca impiegate
  •         ottenere link da siti a tema grazie alla propria originalità
  •         migliorare la link building interna (più è lungo il contenuto, più è facile trovare occasioni per collegarsi ad altre pagine del sito)

 

Le caratteristiche di una pillar page

Le pagine pillar sono concepite per offrire una risposta completa all’esigenza informativa delle persone in merito a un dato argomento.

Una pillar page dovrebbe

  •         riguardare gli argomenti per il quale l’azienda vorrebbe essere conosciuta
  •         rispondere in maniera estremamente esaustiva ai bisogni del proprio pubblico
  •         essere facilmente individuabile nel sito
  •         essere rivolta a un particolare settore aziendale
  •         essere destinata a durare nel tempo

 

I contenuti lunghi hanno la capacità di esplorare più nel dettaglio un certo argomento e si pongono come soluzioni ideali per coloro che hanno bisogno di comprendere nel dettaglio un dato tema.

Coloro che vogliono studiare nel dettaglio la scoperta dell’America, ad esempio, avranno bisogno di una risorsa molto esaustiva per evitare di dover cercare ulteriori informazioni da altri canali per soddisfare la propria esigenza di informazioni.

Le pagine pillar però non sono sempre la soluzione ideale. Pensiamo a tutti quei casi in cui le persone hanno bisogno di trovare una risposta rapida e precisa alle loro necessità pratiche.

Chi cerca di comprendere le differenze tra vari tipi di pitbull può ragionevolmente essere interessato a comprendere la storia delle varie specie, l’origine delle classificazioni, le numerose distinzioni fisiche che è necessario elencare per sviscerare l’argomento in maniera completa.

Chi cerca invece informazioni su come annotare la cravatta non cerca la storia dell’accessorio, ma una spiegazione puntuale in pochi step magari con immagini e video per comprendere meglio il tutto.

Alle pagine pilastro possono essere associate delle pagine sub-topic, per approfondire dei sotto argomenti pertinenti al business aziendale in pagine apposite collegate a quelle pillar ma distinte da esse.

Quando realizzare una pillar page

pillar page cose

Una pillar page costituisce un ottimo tassello della link building interna. Grazie alla propria esaustività e al suo sviluppo attorno a molte chiavi di ricerca di coda lunga, si possono linkare tranquillamente diverse pagine interne attinenti favorendo la costruzione di collegamenti tra le pagine del sito.

Per questa ragione è vantaggioso creare una pillar page ogni volta che ci si ritrova con molti contenuti (come gli articoli del blog) che si vuole rendere più facilmente rintracciabili.

 

Le pagine pillar possono essere anche più d’una, a seconda degli argomenti che si intende promuovere.

Ad esempio, una web agency può avere la convenienza a realizzare contenuti informativi per ognuna delle aree di business che si intende promuovere come:

  •         realizzazione siti web
  •         link building
  •         social media marketing
  •         annunci pubblicitari

in modo da offrire delle risposte particolareggiate in ogni ambito ai propri potenziali clienti.

La keyword research e il search intent nella pillar page

La pagina pillar non si basa – soltanto – sulla keyword research – ma abbraccia in senso più ampio la comprensione dell’intento di ricerca.

Per quanto le parole chiave siano importanti nella costruzione dei contenuti in ottica SEO, dobbiamo rivolgerci principalmente alle domande che muovono le persone.

Il copywriter SEO si occupa di comprendere nel modo migliore possibile tutti le richieste di informazioni che coinvolgono un certo argomento per rispondere a esse in maniera molto esaustiva.

Tool come Ubersuggest o Seozoom permettono di individuare le parole chiave connesse all’argomento principale e ai sotto argomenti da trattare, oltre a fornire indicazioni sulle ricerche correlate che possono essere importanti da sviscerare per offrire una risorsa davvero completa ai lettori.

Nel caso di una pagina pillar attorno alla link building, ad esempio, possiamo sviluppare l’argomento in ogni sua sfaccettatura, ad esempio:

  •         cos’è la link building
  •         a cosa serve la link building
  •         i vantaggi della link building
  •         differenze link building e public relation
  •         come scegliere siti per fare link building

e approfondire tutte quelle ricerche specifiche attinenti il tema di partenza, in modo da realizzare un contenuto estremamente utile ed esaustivo.

Come scrivere una pillar page

La pillar page deve essere concepita per offrire una risposta “una volta per tutte” a un certo argomento. Deve essere concepita come una guida autorevole che possa rispondere a tutti i quesiti importanti ed eventualmente integrare risorse aggiuntive in grado di espandere la portata informativa come immagini, audio, video, link a risorse esterne ecc.

Per realizzare una pillar page possiamo seguire questi passi:

  •         stabilire l’argomento generale e i sotto-argomenti da trattare
  •         raccogliere fonti e documentazioni per approfondire gli argomenti da trattare
  •         creare un sommario per riepilogare tutti i temi da sviscerare
  •         inserire immagini o embeddare video per spezzare il muro di testo
  •         inserire call to action in punti strategici per aumentare le possibilità di conversione
  •         rileggere 1 o 2 volte il contenuto per verificare che non ci siano errori grammaticali o ridondanze nelle esposizioni

Per prima cosa dobbiamo realizzare un profilo del nostro utente tipico, un modello di riferimento sulla base del quale sviluppare il contento.

Dobbiamo quindi immedesimarci nel nostro lettore medio (reader persona) per adottare il linguaggio più vicino al loro stile, coinvolgere le risorse (testuali, video, immagini…) che riscontrano maggiore gradimento.

Una volta scelto il tema principale passiamo a definire una scaletta di tutti i sotto-temi dei quali andremo a parlare. La scaletta potrà essere adeguatamente formattata per costituire l’indice del contenuto.

La pillar page non deve necessariamente trattare ogni genere di argomento connesso al tema scelto. Quello che dobbiamo fare invece è trattare ogni argomento connesso all’intento di ricerca, che può costituire una “costola” del tema di partenza.

Se prendiamo per esempio la pulizia dei denti, ragionevolmente le persone sono in cerca di informazioni relative a ciò che le riguarda come:

  •         ogni quanto tempo fare la pulizia dei denti
  •         la pulizia dei denti è dolorosa?
  •         quanto costa la pulizia dei denti

ovvero fornire al pubblico una pagina che costituisca una risorsa definitiva per tutto ciò che interessa loro in fatto di pulizia dei denti (escludendo eventualmente gli aspetti scientifici pertinenti ma al contempo non utili per le loro esigenze).

Una buona strategia consiste nel trattare gli argomenti correlati al tema principale, ma che non sono esattamente al centro dell’interesse, in articoli aggiuntivi dedicati a specifici sotto argomenti.

In questo modo eviteremo di realizzare contenuti chilometrici che risulterebbero indigesti e poco pratici, e al contempo potremo sviluppare ulteriori articoli che andranno ad arricchire il nostro blog.

Come condividere una pillar page

Un contenuto è utile solo quando qualcuno lo consulta e ne trae un beneficio.

Oggi le persone si aspettano di faticare il meno possibile per trovare ciò che può essere utile al loro ambito personale e professionale. Per questa ragione risulta utile far conoscere i nostri contenuti con tutti i mezzi appropriati, ad esempio tramite:

  •         condivisioni attraverso gli account social, anche per mezzo di annunci pubblicitari
  •         partecipazione alle community social degli appassionati a quel tema
  •         collaborazione con siti di esperti del settore, appassionati, colleghi
  •         newsletter aziendale

Le pagine dovrebbero essere condivise in particolare ogni qual volta si avverta un mutamento negli intenti di ricerca attinenti a quegli argomenti (ad esempio quando esce una news che promette di modificare l’ordinamento del settore) per portarle all’attenzione del pubblico e farle percepire come ancora più rilevanti.

Quando aggiornare una pillar page

Per mantenersi una risorsa sempre valida e autorevole, la pillar page deve restare aggiornata alle evoluzioni del proprio settore. Pensiamo ai contenuti finanziari o giuridici che vengono premiati soltanto se attinenti al periodo attuale, e che rischiano di perdere rapidamente posizionamento se vengono percepiti come obsoleti.

 

Strumenti come Google Trends ti permettono di monitorare il settore di riferimento per scoprire se vi sono dei picchi di interesse attorno a particolari argomenti: possiamo scoprire inoltre quali sono le ricerche correlate attorno ai temi di partenza per espandere i contenuti e renderli più pertinenti alle mutate esigenze informative.

 

Come vedi, una pillar page è uno strumento importante per costruire un’aura di autorevolezza attorno al brand e per ottenere traffico organico utile per le conversioni.

E tu che cosa ne pensi? Parliamone nei commenti.

 

Per convertire gli utenti di un sito web in potenziali clienti dobbiamo ragionare sulle loro esigenze e lavorare per soddisfarle in modo migliore di quanto non faccia la nostra concorrenza.

Per raggiungere questo obiettivo possiamo adottare sia delle tecniche SEO adatte al nostro settore che strumenti di marketing automation in grado di ridurre la distanza con il nostro target.

Presi singolarmente questi approcci sono utili, ma utilizzati insieme sono formidabili!

Cos’è la marketing automation?

I sistemi di automazione permettono di rendere più efficaci le attività di marketing personalizzando le informazioni trattate, rendendo più facile raggiungere le persone giuste con i propri messaggi commerciali.

Il principio della marketing automation consiste nell’utilizzare le tecnologie a nostra disposizione per svolgere delle attività ricorrenti in maniera più efficace, migliorarne lo svolgimento e liberare del tempo da utilizzare per altri compiti.

 

La marketing automation comprende una serie di attività finalizzate a:

  •         verificare chi visita il sito web e quali pagine vengono visitate
  •         memorizzare le risposte ai contatti commerciali
  •         gestire in modo automatizzata l’invio dei messaggi commerciali (lead nurturing) in relazione alle caratteristiche e all’azione del target
  •         creare e monitorare landing page e form di contatti
  •         condividere articoli in maniera automatizzata sui social network
  •         rispondere automaticamente ai contatti e ai commenti sui social media
  •         qualificare i contatti commerciali secondo una sorta di “punteggio” in base alla loro rispondenza a determinati parametri
  •         segmentare i contatti in particolari fasce in base alle proprie esigenze
  •         generare report esaustivi sulle attività svolte
  •         monitorare le interazioni sui social network
  •         consultare, esportare e lavorare sui dati del CRM

==> Per saperne di più leggi la guida sulla marketing automation che trovi qui

Quali sono i vantaggi della marketing automation

La marketing automation si svolge mediante una serie di tool tra i quali CRM, programmi per l’invio massivo di email e piattaforme per pianificare i post sui social. La marketing automation è generalmente associata all’inbound marketing e all’email marketing, ma le sue potenzialità possono essere sfruttate in sintonia con quelle dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, la SEO.

 

La search engine optimization, o SEO, permette di rendere rilevante un sito per i motori di ricerca e perciò di ottenere traffico organico, mentre la marketing automation consente di valorizzare i contatti ottenuti e di mettere a punto delle strategie automatizzate con cui sfruttare appieno  il potenziale di conversione dei contatti ottenuti.

 

Marketing automation e SEO possono operare insieme per aumentare le vendite e i ritorni sui costi sostenuti per ottenere i contatti.

Mentre la SEO punta a rendere un sito web più rilevante per un determinato pubblico e ad aumentare il numero di contatti che è in grado di generare, la marketing automation punta a valorizzare la redditività di quei lead attraverso l’esecuzione di attività operative in maniera automatizzata dal poco sforzo, con un basso rischio di errore e liberando risorse per altre attività.

 

Grazie ai software di marketing automation possiamo operare in maniera automatizzata sui contatti ottenuti per:

  •         inviare comunicazioni commerciali su misura
  •         dividere i contatti ottenuti in categorie alle quali rivolgere delle promozioni personalizzate
  •         estrarre statistiche e considerazioni sui contatti ottenuti
  •         aumentare il ROI delle attività commerciali intraprese

Quali sono i vantaggi della SEO

La SEO comprende le attività rivolte a rendere i contenuti più facilmente individuabili dai motori di ricerca e a ottenere visite in funzione della maggiore visibilità guadagnata.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca permette di ottenere traffico organico qualificato, di qualificarsi come fornitori autorevoli per il proprio pubblico attraverso contenuti unici e preziosi, di trasformare le visite in potenziali contatti commerciali attraverso le appropriate call to action.

 

La SEO comprende attività come:

  •         individuare le parole chiave che riassumono le necessità delle persone
  •         studiare il proprio pubblico per individuare un “profilo medio” al quale ricondurre la comunicazione e la realizzazione di contenuti
  •         analizzare le ricerche del settore per appurare gli interessi del pubblico
  •         valutare il comportamento delle persone nel nostro sito per appurare quali contenuti suscitano maggiore interesse e come migliorare gli altri
  •         testare i risultati di diverse varianti di contenuti per applicare quelle che portano migliori risultati in termini di conversioni
  •         ottimizzare il codice alla base del sito web per renderlo più funzionale e più facilmente navigabile
  •         creare contenuti ottimizzati per i motori di ricerca grazie a un uso vantaggioso delle keyword
  •         aumentare la reputazione attraverso attività di link building e di public relation
  •         sviluppare i contenuti più attinenti alle esigenze di utenti locali

 

Tuttavia il posizionamento non è automaticamente sinonimo di vendite. Anzi, il posizionamento stesso non deve essere un obiettivo, bensì un mezzo per ottenere risultati concreti come contatti commerciali, iscrizioni alla newsletter, download di prodotti di prova e vendite dirette.

Come la marketing automation aiuta la SEO

La marketing automation permette di massimizzare l’efficacia delle strategie commerciali e di avere una piena visione di tutte le informazioni che riguardano il business aziendale, al fine di ottenere clienti soddisfatti grazie ad azioni realizzate ad hoc.

 

La marketing automation e la SEO devono collaborare all’unisono per potenziare il valore dei contenuti e portarli a conoscenza di un maggior numero di persone interessate.

La marketing automation permette di sfruttare appieno la visibilità ottenuta sui motori di ricerca per massimizzare in maniera automatica le possibilità di portare a buon esito i messaggi commerciali e rendere più efficaci le strategie di promozione.

 

Riuscire a coniugare queste due discipline significa sfruttare appieno le potenzialità di miglioramento del ROI (ritorno sugli investimenti).

 

Il marketing automatico è una componente fondamentale di una strategia volta ad aumentare la notorietà e l’efficacia di un brand nel medio e lungo periodo.

 

Marketing automation e SEO possono rivelarsi una combo micidiale per aumentare la capacità di lead generation di un sito. Queste due discipline possono cooperare per raggiungere l’obiettivo di rendere i contenuti più importanti per il pubblico e aumentare la capacità di lead generation.

 

Integrare la marketing automation nella SEO permette di sfruttare appieno le possibilità di crescita di un sito e di portare a compimento gli obiettivi commerciali.

La marketing automation aiuta a filtrare i contatti ottenuti, a mettere a punto una gestione dei dati e una strategia di comunicazione più mirata, ad aumentare i ritorni sugli investimenti sostenuti per ottenere dei lead.

 

Ad esempio, con pratiche e tool di marketing automation possiamo pianificare una condivisione automatizzata sui social e ai nostri contatti via mail dei contenuti che vengono realizzati in accordo con le analisi SEO sui trend che interessano il nostro pubblico. In questo modo, a parità di sforzi, possiamo amplificare il rendimento dei nostri contenuti.

Le piattaforme di marketing automation che devi conoscere

La marketing automation si avvale di piattaforme software che consentono di ottimizzare le operazioni ripetitive, di sviluppare le campagne di email marketing e di verificare con maggiore efficacia il loro rendimento. Mentre la SEO permette di intercettare ricerche di prodotti e servizi attinenti al nostro business, la marketing automation rende più facile convertire i contatti ottenuti e raggiungere gli obiettivi commerciali.

 

Prima di tutto, devi munirti di un CRM efficace che offra la possibilità di memorizzare le informazioni dei tuoi contatti commerciali in maniera ordinata, evidenziando tutti i dati che ti permettono di mettere a punto attività promozionali personalizzate come:

  •         data di nascita (per regalare sconti in occasione del compleanno)
  •         come è venuto a conoscerci (per riconoscere dei bonus ai clienti che hanno svolto del passaparola)
  •         valore degli acquisti effettuati in un anno (per riconoscere offerte speciali fedeltà)

 

La memorizzazione ordinata dei dati permette di eseguire in maniera automatizzata attività promozionali senza possibilità di errore umano dovuto al loro svolgimento.

 

Sendinblue è una piattaforma fantastica per lo svolgimento di campagne di email marketing, in grado di massimizzare l’efficacia e di semplificare l’invio di mail promozionali. Lo strumento gestisce in maniera automatizzata tutte le funzioni legate all’email marketing, dalla costruzioni di email personalizzate all’invio verso apposite liste, dalla regolarizzazione delle disiscrizioni all’invio automatico di newsletter. È possibile inviare fino a 300 mail per giorno con l’account gratuito.

 

Customer.io consente di inviare messaggi targetizzati per finalizzare in modo più efficacia i contatti commerciali, attraverso delle mail personalizzate in modo intuitivo. Permette di visionare i dati in tempi reali e di attivare delle azioni al verificarsi di determinati eventi. Free fino a 200 persone e a 400 mail mensili.

 

Pardot è una suite per l’automazione del marketing piuttosto completa, che unisce email marketing, lead nurturing e rendicontazione del ritorno sugli investimenti. Contiene molte funzioni utili come testing delle landing page, integrazione con Google Adwords e gestione dinamica dei contenuti.

 

Bizible costituisce un ponte tra il marketing e le vendite. Puoi utilizzare questo software

Puoi valutare diverse metriche delle campagne e dei contenuti, di massimizzare il rendimento delle campagne Adwords, di eseguire integrazioni ed estrarre dati esaustivi sull’acquisizione lead.

 

Marketo è un tool che sostiene la creazione di relazioni con i clienti. È una soluzione di lead management e di B2B marketing che permette di ottimizzare i contenuti, creare esperienze personalizzate e misurare l’impatto del business su ogni canale. Grazie a questa piattaforma possiamo guidare i potenziali clienti durante le fasi di conversione con maggiore padronanza e di accelerare le possibilità di conversione. Viene offerta una trial free.

 

Ontraport è un tool per l’automatizzazione per imprese che unisce alle funzioni di CRM altre utili funzionalità legate alla generazione di landing page, email marketing, ecommerce e di report.

 

Hubspot è una suite che offre al proprio interno una serie di funzionalità che vanno oltre il semplice email marketing e che viene incontro alle necessità di diversi aspetti di marketing per piccoli business.

 

E tu che cosa ne pensi? Quali sono le strategie di ottimizzazione della SEO e della marketing automation che stai mettendo in atto? Parliamone qua sotto!

 

Di seguito la procedura che ti permetterà di dare accesso alla visualizzazione dei dati di una proprietà di Google Analytics senza dover condividere le informazioni confidenziali del tuo account personale Google.

Accedi a Google analytics con il tuo account amministratore

Clicca il simbolo dell’ingranaggio in basso a sinistra.

Google Analytics amministratore

Scegli se dare accesso all’account (ovvero a tutti i siti contenuti in quell’account), alla proprietà (al singolo sito ma a tutte le viste) o alla singola vista dei dati.

Google Analytics manager

Clicca il bottone blu per aggiungere un utente

Google Analytics permission

Seleziona il tipo di permesso e clicca su aggiungi. Se il tuo collaboratore ha solo necessita di analizzare i dati spunta la casella “Leggi e Analizza”.

Premi quindi aggiungi.

Google Analytics add permission

 

Recensione del libro SEO Per WordPress: Guida Pratica all’Ottimizzazione di un Sito Per i Motori di Ricerca

E’ da circa una settimana sulla mia scrivania. Ogni giorno rimando la lettura per impellenti attività che devono essere sbrigate, ma la curiosità è tanta e così questa mattina decido di affondare il colpo.

Mi accorgo guardando la quarta di copertina di qualche piccola imprecisazione. (Vedi descrizione dell’autore) ma ci do poco peso e inizio la lettura.

Da subito mi accorgo che nonostante le 224 pagine ed una carta molto compatta la quantità delle informazioni non è tantissima per via della dimensione del font utilizzato.

29 euro per una manciata di parole. Per te è un problema questo?

Per me no, alla fine non ho acquistato un libro di intrattenimento. Non concepisco e non concordo con chi giudica il valore di un prodotto in base alla quantità di contenuto.

A me interessa pagare per la qualità delle informazioni e non la quantità. Se poi posso anche risparmiare tempo, tanto di guadagnato.

Il libro è infatti ricco di spunti interessanti.

In circa mezz’ora mi trovo ad un terzo del libro e ho riconosciuto in esso importanti contributi di colleghi e fornitori come Claudio Marchetti e Stefano Schirru. Chissà chi troverò domani…

Estremamente interessante il contenuto a cura di Emanuele Tolomei.

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Giorno 2.

Nelle successive 80 pagine trovo i contributi di Stefano Schirru e Isan Hydi davvero preziosi per chi è alle prime armi con la SEO. Si tratta di contenuti in grado di dare un potente boost alle tue attività.

Troviamo contributi sulla tecnica della seo on page a cura di Fabrizio Leo.

Per chi non ne fosse al corrente è possibile trovare una guida sulla SEO ON PAGE anche qui su SEO Padova.com

 

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Ti è piaciuta questa recensione? Fammi sapere cosa ne pensi o esprimi le tue considerazioni su di Valerio Novelli.

 

LEGGI ANCHE LA GUIDA GRATIS COME POSIZIONARSI SU GOOGLE > http://seo-padova.com/guida-seo/come-posizionarsi-su-google/

 

Proseguando troviamo una guida all’uso dei redirect 301 e dei tag canonical e in successione una guida ai tool seo.

Si introducono in questo capitolo i seguenti Tool SEO:

  • Ahrefs
  • Majestic
  • SEMRush
  • SEOZoom

Ritengo che la scelta dei tools non dipenda propriamente da ciò con cui ci si trova meglio, ma dello strumento più efficace per quello che si desidera fare.

Ad esempio SEMRush è paragonabile a SEOZoom per tipologia di strumento ma non a Majestic.

Per svolgere un link profiler di un sito non userei SEOZoom ma mi affiderei unicamente a Majestic o a Ahrefs.

Diversamente per analizzare ranking, traffico e altre funzionalità, Majestic non è lo strumento ideale. Per progetti italiani consiglio di lavorare con SEOZoom, per progetti internazionali SEMRush è decisamente più completo.

Ottimo avere in questo libro una guida di screaming frog, (non è completa ma è sicuramente un inizio) e una guida di Majestic a cura di Claudio Fiorentino.

Estremamente gradita la presentazione di SEOZoom a cura del suo staff e di alcune delle nuove sue funzionalità quali l’Intent Gap, oppure, il suggerimento di usare la time machine per “spiare” i tuoi concorrenti.

E’ Tutto.

Se hai scritto un libro sulla SEO e desideri una recensione contattami via email dalla pagina dei contatti.

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Buon libro, utile anche anche a chi svolge la funzione di consulente.

recensione google seo marco ziero

C’è sempre da imparare leggendo buoni libri come quello di Marco Ziero – Google Seo: Strategie e tecniche mobile e desktop per siti ed e-commerce – anche se le tematiche trattate sono considerate dagli esperti del settore come già conosciute.

Il libro introduce la seo e ne fa una panoramica indicando alcune principali tematiche (fattori di posizionamrnto, penalizzazioni, internazionalizzazione, e-commerce)

Utile anche come strumento di consultazione si presenta come un libro facilmente leggibile.

Google Seo di Marco Ziero: Scopri il prezzo

 

Critiche Google Seo

Principalmente ho trovato due aspetti “negativi” del libro (penso ad un aggettivo meno potente senza trovarlo), si tratta comunque di aspetti non squalificanti.

Google Seo non è un evergreen

Come la maggiorparte dei libri tecnici anche Google Seo rischia di subire una veloce obsolescenza dovuta al mutamento del mondo e all’introduzione di nuove tecnologie, algoritmi e piattaforme.

Questo ovviamente è più un problema per l’autore che non per il lettore, visto l’importante lavoro di ricerca e revisione del materiale che si riscontra anche solamente leggendo il libro.

 

Girate alla larga da chi garantisce i risultati

“L’ultimo capitolo, la verità tutta la verità, nient’altro che la verità” è lo step finale del buyer jornay del lettore.

In questo capitolo, l’autore cerca di educare il lettore alla scelta di un partner (agenzia, freelance) anche attraverso un elenco puntato di caratteristiche discriminanti nella scelta del partner.

Il quarto punto recita:

Attenzione, se viene utilizzata la parola ‘Garanzia’, girate alla larga: nessuno, a casa di Google, può garantire per Google.

Il tutto viene corredato con le linee guida ufficiali di Google per la scelta di un SEO.

Personalmente ritengo che un imprenditore si possa assumere i rischi di successo della propria strategia, pur non avendo la certezza dei risultati, poichè come giustamente ricordato da Marco, nessuno può controllare Google o predire con certezza futuri aggiornamenti del motore di ricerca.

 

In conclusione

Libro consigliato sia a

  • clienti che potranno usarlo per aumentare la propria conoscenza e acquisire lessico e terminologie per comprendere meglio il lavoro del partner seo evitando spiacevoli misunderstanding;
  • consulenti per aggiornamento o per formazione individuale

Google Seo di Marco Ziero: Scopri il prezzo

Guida alla Google Search Console: Come aggiungere un utente

Talvolta si ha necessità di condividere l’accesso della Search Console con altri utenti in genere professionisti in grado di aiutarci a comprendere meglio cosa accade sul nostro sito web.

Nel mio caso, prima di affrontare un’analisi o una consulenza seo, chiedo al cliente l’accesso alla Google Search Console per valutare eventuali errori o messaggi che lo strumento ha riscontrato.

Ecco quindi una guida operativa  che ti spiega come aggiungere un utente alla Google Search Console!

come aggiungere un utente alla google search console

Aggiungere un utente alla Google Search Console – Guida Pratica

Per prima cosa, recupera l’account gmail specifico per poter accedere alla GSC (Google Search Console)

Vai su https://www.google.com/webmasters e accedi con le credenziali in tuo possesso.

Ti apparirà una schermata, simile all’immagine seguente, con la lista di tutte le tue proprietà, (termine che indica i siti web che hai in gestione o che possiedi).

come aggiungere un utente alla google search console

Clicca dunque sulla proprietà di cui vuoi condividere i dati.

Così facendo entri nel dettaglio della proprietà. Da qui hai accesso a tutte le funzionalità e i dati della proprietà di cui vuoi condividere l’accesso.

Clicca dunque l’icona a forma di ingranaggio che trovi sul lato destro della pagina e successivamente il link “Utenti e proprietari di proprietà”come aggiungere un utente alla google search console

Sei quindi rediretto alla pagina “Utenti e proprietari di proprietà” dove sul lato destro della pagina trovi il bottone rosso “AGGIUNGI UN NUOVO UTENTE” che dovrai cliccare.

come aggiungere un utente alla google search console

Ti si apre quindi una finestra modale, dove ti viene chiesto di aggiungere la mail della persona che desideri abilitare e il potere che desideri attribuirgli. Nella maggior parte dei casi è sufficiente una autorizzazione limitata.

come aggiungere un utente alla google search console

Dopo aver cliccato sul bottone blu aggiungi, ritroverai la pagina aggiornata con i dettagli del nuovo utente.

Ricorda che potrai eliminare o modificare i dettagli di controllo del tuo utente, sembra da questa pagina.

come aggiungere un utente alla google search console

Se hai necessità di supporto, lascia un commento a questa pagina oppure alla nostra pagina Facebook, oppure mandaci una mail.

 

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Posizionamento sui motori di ricerca

Chiunque abbia un sito web, spera che questo strumento sia utile per acquisire nuovi clienti per la propria azienda. La realtà nuda e cruda, è che non basta dotarsi di un sito per far si che questo accada. È  necessario che questo acquisisca anche un buon posizionamento sui motori di ricerca ed in particolare su Google.

consigli per posizionarsi sui motori di ricerca

Cosa significa “posizionarsi sui motori di ricerca”!

Prima di passare in rassegna le attività utili ad acquisire un buon posizionamento sui motori di ricerca, è necessario fare un brevissimo “cappello” chiarificatore.

Molte persone sono convinte che il proprio sito sia già posizionato perché è stato indicizzato da Google.

Ma allora perché non arriva nessuna email di richiesta preventivo? Forse questa faccenda di avere un sito per farsi pubblicità su Google non funziona?

La spiegazione sta tutta nella differenza che passa tra le parole indicizzazione e posizionamento. Un sito si dice indicizzato quando il motore di ricerca ha inserito le sue pagine nel suo indice. Quindi si…. a quel punto il sito web è presente nei risultati di ricerca di Google.

Ma per un sito web,  l’essere indicizzato non comporta necessariamente occupare posizioni in evidenza nei risultati di ricerca. Un sito indicizzato può stare tranquillamente in settantottesima posizione per una determinata parola chiave.

Affinché quella parola chiave porti traffico al sito e clienti all’azienda, bisogna fare in modo che quando un utente la digita su Google, il sito compaia tra primi dieci risultati. Bisogna in sostanza acquisire posizioni in classifica fino a raggiungere la prima pagina sui motori di ricerca.

Questa attività è appunto chiamata posizionamento nei motori di ricerca. La figura che si occupa di questa materia è lo specialista SEO, o SEO Specialist per chi ama utilizzare i termini anglofoni.

Se un sito lo si ha già e non è ben visibile su Google & Company, è necessario quindi andare ad ottimizzarlo per favorire il processo di posizionamento.

 

7 consigli pratici per posizionarsi sui motori di ricerca

Ecco un elenco delle attività da mettere in campo per posizionare un sito sui motori di ricerca.

1 Ricerca delle parole Chiave

Con quali parole chiave i vostri clienti vi possono trovare su Google? Non fate l’errore di scegliere parole chiave troppo tecniche relative al vostro settore. Quelle potete utilizzarle voi o le persone del ramo, ma non sempre i vostri potenziali clienti. Aiutatevi  con lo strumento di ricerca delle parole chiave presente su Google Adwords per scegliere quelle che fanno al caso vostro.

2 Analizzare la situazione attuale

La seconda cosa da fare è vedere, con le parole chiave scelte, quale posizione si occupa su Google e con quale pagina. Fate questa ricerca e annotate questa preziosissima informazione su un foglio excel.

3 Implementare ed ottimizzare le pagine con le parole chiave scelte

Ora che sapete quali sono le parole chiave con cui il vostro sito compare su Google, la posizione che occupa nella classifica e quali pagine vengono attivate dalla ricerca, bisogna andare ad ottimizzare la SEO di quelle pagine. Assicuratevi che la chiave compaia nel tag title, nel tag header 1 (h1), all’interno del testo (soprattutto nel primo paragrafo e nell’ultimo del testo). Fate in modo che vi sia del buon testo all’interno della pagina e che questo sia ottimizzato per la chiave da voi scelta. La chiave dovrebbe essere presente anche nella url ma  se poi non siete capaci di fare un redirect 301, lasciate tutto così com’è. Assicuratevi però, per le nuove pagine che creerete, di implementare la parola chiave scelta anche nelle rispettive url.

Se vi sono parole chiave interessanti per cui il sito non è posizionato affatto, create delle pagine ad hoc ottimizzate per quelle keywords.

4 Implementate le pagine con i dati strutturati

I dati strutturati sono diventati importantissimi per garantirsi l’estrazione delle informazioni presenti sulla pagina da parte dei motori di ricerca che le supportano ( e Google è tra questi). Fate in modo di implementare i dati strutturati sul vostro sito andando ad inserire almeno quelli per:

  • Persona
  • Azienda
  • Webpage
  • LocalBusiness
  • Articolo (se pagina di blog)

Ve ne sono moltissimi tipi. Utilizzate quelli più adatti al tipo di pagina o di attività. Potete trovarli tutti all’indirizzo https://support.google.com/webmasters/topic/4599161 e su schema.org.

5 Google Plus

Google Plus è il social network di casa Google. Questo strumento è di una potenza incredibile ma poco compresa da molti titolari di siti web.

Grazie all’attivazione del proprio profilo Google Plus, sarà possibile aumentare le visite al proprio sito perché influisce sulle ricerche private e sulle ricerche locali.

Le ricerche private sono così chiamate perché vengono effettuate da utenti che sono loggati sul proprio account Google. Ne avvengono a migliaia al giorno perché l’utente medio che utilizza Google, ha con molte probabilità un proprio account (gmail, youtube, G+, picasa, ecc….). Quando questi naviga, non pensare che deve sloggarsi da Google; semplicemente perché ignora questa differenza.

Se questi utenti vi hanno “accerchiato” (modalità di contatto che si può paragonare un pochino alle amicizie su facebook), con molta probabilità nel momento in cui effettuano una ricerca che riguarda un servizio presente sul vostro sito, vedrà comparire nella classifica il vostro sito web o i vostri post pubblicati su G+.

Per far si che questo accada, è importante utilizzare il proprio profilo Google plus per condividere le pagine e le news del vostro sito, ed utilizzare questo canale social per intrattenere relazioni con l’obiettivo di farsi accerchiare.

Si deve inoltre creare una “pagina azienda” all’interno di Google Plus. Questo tipo di pagina si deve creare in Google my Business.

La pagina Google my Business influisce sulle ricerche locali. Le ricerche locali sono quelle ricerche che l’utente effettua per trovare un servizio nella sua zona o vicino alla sua posizione geografica. Per questo è importante creare e compilare bene la tua pagina Google My Buisness, arricchendola di immagini, testo descrittivo in cui siano presenti le parole chiave di tuo interesse, indirizzo, orari di apertura, sito web e numero di telefono.

6 Blog, contenuti e link interni

Una volta terminata l’ottimizzazione delle pagine del sito, è necessario darsi da fare con i contenuti, perché la sola ottimizzazione delle pagine, quasi mai è sufficiente ad acquisire un buon posizionamento sui motori di ricerca.

Create quindi un blog interno al sito ed iniziate a produrre contenuti di interesse attorno agli argomenti attinenti la vostra attività.

In questi articoli, non abbiate paura a condividere piccoli trucchi del mestiere o soluzioni, perché anche se una percentuale di utenti grazie ai vostri consigli, risolverà il suo problema e non si rivolgerà alla tua azienda, una buona fetta degli altri lo affiderà ad un vero esperto (cioè te) .

Infatti, essere presente in rete con contenuti di valore, fa in  modo che ci si costruisca una reputazione online di rispetto, portando il pubblico a considerarvi una vera autorità nel settore di appartenenza.

In questa strategia, il consiglio è quello di non limitarsi alla mera pubblicazione degli articoli. Utilizzateli anche per costruire una rete di link interni da sfruttare a vantaggio delle pagine del sito che volete mettere in luce su Google.  Come fare? Si deve fare in modo che gli articoli contengano un link verso la pagina principale del sito che tratta quel determinato argomento. L’anchor text del link deve corrispondere alla parola chiave con cui si desidera migliorare il posizionamento su Google.

Non esagerate però con questo metodo. Non riempite gli articoli del blog di link a tutte le pagine e non utilizzate sempre la stessa parola chiave come anchor text. Ogni articolo che parla di qualcosa di specifico, deve riportare, a mo’ di approfondimento o di soluzione al problema, ad una pagina del sito che tratta lo stesso argomento o un argomento correlato.

7 Link esterni

Infine, dei buoni contenuti prodotti sul blog, possono indurre altri utenti che hanno letto il vostro articolo a linkarlo dal loro sito o a menzionare quest’ultimo sui propri canali social. Entrambe le cose fanno bene. Uno al posizionamento sui motori di ricerca e l’altro alla vostra reputazione online. Ogni link ricevuto, se di buona qualità, vi aiuterà nella conquista della prima pagina di Google.

Per cui non buttate quattro righe sugli articoli del vostro blog, tanto per scrivere qualcosa. Assicuratevi di scrivere articoli di vero valore e di sicuro interesse. Molto spesso, il posizionamento sui motori di ricerca, dipende proprio da questo.

Se non siete in grado di scrivere buoni articoli o di mettere in pratica questi consigli (per mancanza di tempo o di conoscenze specifiche), rivolgetevi con fiducia ad un’agenzia SEO e web marketing. La spesa vale l’impresa. Garantito.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi anche come posizionarsi su Google o scarica le Guide Seo Gratuite di Seo Padova.

 

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posizionarsi su google

Come posizionarsi su Google e cosa fare prima di mettersi a scrivere i contenuti.

Il traffico web qualificato è la risorsa più importante di cui hai bisogno se vuoi vendere o guadagnare attraverso il tuo blog o sito web.

Ho letto diverse guide su come raggiungere le prime posizioni sui motori di ricerca, in particolare su come posizionarsi su Google, ma a mio avviso nessuna ti spiega esattamente cosa fare per posizionare il tuo sito web in modo da ottenere dei risultati concreti e replicabili.

Ciò avviene per diversi motivi:

  1. Chi ha scritto la guida lo ha fatto semplicemente per attirare traffico sul suo sito e guadagnarci con la pubblicità (non ha lo scopo di vendere i propri servizi).
  2. Chi ha scritto la guida lo ha fatto per cercare di vendere i suoi servizi (non vuole che tu sappia realmente posizionare il tuo sito su Google).
  3. Chi ha scritto la guida sa la teoria, si è posizionato con le chiavi corrette ma non ha uno scopo preciso.

Se vuoi posizionarti su Google devi conoscere i principali fattori di posizionamento e soprattutto capire che:

Senza una Strategia Marketing, il traffico non ti servirà a nulla

 

La guida che segue ti spiegherà per filo e per segno non solo come posizionare una pagina web nelle prime pagine dei motori di ricerca, ma anche come fare in modo che tutto il tuo sito ottenga più traffico e ti permetta di guadagnare più soldi.

Si tratta di una guida completa che offre davvero tanto valore.

In altre parole questa è una guida avanzata, ma applicabile anche a chi non conosce nulla di marketing, e che per essere realizzata ha richiesto molti giorni di lavoro e di correzioni da parte mia e del mio staff.

Ti prometto, che se seguirai le mie indicazioni riuscirai ad ottenere dei risultati concreti.

 

 

Obiettivi di Marketing

Essere primi su Google non serve a niente se non hai un obiettivo marketing.

 

Forse non ti è ancora chiara questa cosa.

Senza degli obiettivi concreti, posizionare una pagina web su Google non ha alcun senso.
Otterrai traffico è vero, ma a cosa ti serve?

Devi comprendere che, nel mondo commerciale, ad uno sforzo deve risultare un beneficio.

Qui non stiamo giocando e non stiamo facendo esperimenti, per cui se hai deciso di essere primo su Google, o con meno ambizione, raggiungere le prime posizioni dei principali motori di ricerca, il tuo lavoro deve portare a un risultato commerciale.

Focalizzarti sull’obiettivo ti porta a un secondo livello: per ottenere dei risultati commerciali devi in realtà focalizzarti sul tipo di “utente” che usa i tuoi contenuti e su quello che TU hai da offrire per soddisfare i suoi bisogni.

Attraverso i motori di ricerca le persone possono trovare te e i tuoi contenuti, ma ciò rappresenta solamente il primo importantissimo livello di interazione con loro.

  • Cosa hai da offrire?
  • Qual è la tua attività?

 

In altre parole come ci guadagni?

Ti faccio un esempio per capire meglio di cosa parliamo..

Nel mondo di internet ci sono 5 principali obiettivi di business che possono comunque essere combinati tra loro:

  • E-commerce
  • Lead generation
  • Gestori di Contenuti
  • Supporto Online
  • Branding

 

Vediamoli in dettaglio..

 

Definire lo scopo è il punto di partenza di ogni risultato
Clement Stone

Siti E-commerce

Devi pensare secondo questo obiettivo se i tuoi utenti acquistano prodotti sul tuo sito. Il tuo scopo sarà quello di posizionarti nelle primissime posizioni di Google per chiavi di ricerca specifiche come ad esempio “Scarpe Converse rosse taglia 44”, supponendo che tu venda scarpe di quel tipo.

Questo tipo di ricerca non porterà moltissimi visitatori sul tuo sito e-commerce, ma le persone che vi arrivano sono realmente interessate al tuo prodotto e molto probabilmente sono disposte ad acquistarlo se la tua offerta soddisfa le loro aspettative di prezzo e qualità. Inoltre il volume generato dall’insieme di tutte le possibili ricerche sarà importante. (Strategia della Long Tail)

 

Lead generation

Se vendi consulenze o prodotto che difficilmente si prestano alla logica dell’e-commerce, il tuo obiettivo potrebbe essere semplicemente quello di raccogliere nominativi di persone che desiderano essere ricontattate e a cui poi, in un secondo momento, potrai vendere i tuoi servizi.

Una chiave che potrebbe funzionare per fare lead generation potrebbe essere: “avvocato divorzista Milano”. Questa chiave è cercata da una persona che cerca in un determinato momento e in una determinata città una figura specifica e quindi ha maggiori possibilità di conversione rispetto alla chiave più generica “Avvocato Milano”.

 

Gestori di Contenuti

Stiamo parlando di attività basate sulla pubblicazione di contenuti. Per farti capire facilmente puoi pensare ad Aranzulla. Sicuramente ti sarà capitato di imbatterti sul suo sito facendo una ricerca su Google. Il suo scopo non è vendere consulenze, non è vendere attraverso un e-commerce bensì quello di guadagnarci dai click sui banner e altri annunci a pagamento che agli utenti capita di fare volontariamente o involontariamente quando stanno navigando sul suo sito.

Si tratta di un modello di business molto difficile poiché prima di iniziare a farti uno stipendio, dovrai aver scritto tanti, tanti contenuti e soprattutto aver capito come fare per posizionarli su Google. Che poi è il motivo per cui stai leggendo questa guida. Giusto?

 

Supporto Online

Il modello di business che utilizza questo tipo di obiettivo è un po’ più complesso da spiegare e probabilmente non è realmente di tuo interesse. Lo scopo delle aziende che vogliono monitorare questi obiettivi lo fanno per diverse ragioni come migliorare la customer experience, permettere ai propri clienti di trovare ciò di cui hanno bisogno più velocemente e con meno frustrazione o semplicemente aumentare le possibilità di acquisto dei loro prodotti o di fidelizzazione.

 

Branding

Si tratta dell’attività volta a creare nella mente degli acquirenti un nome unico e un’immagine specifica dei propri prodotti o del proprio marchio. Attraverso il tuo blog puoi contribuire a rendere il tuo nome importante.

Adesso che conosci i principali obiettivi di business hai molto probabilmente capito qual è il tipo di obiettivo che si addice al tuo modello di business.

Quindi se sei un consulente probabilmente userai un obiettivo basato sul modello della lead generation mentre se sei un blogger che vuole guadagnare con le pubblicità seguirai gli obiettivi dei gestori di contenuti.

 

E qui viene il bello…

…gli obiettivi ti permettono di focalizzarti sulla tua attività e scegliere le chiavi più corrette per raggiungere i tuoi scopi.

Se vendi consulenze in qualità di “psicologo del lavoro a Milano” inutile sforzarsi di raggiungere una chiave complessa come “psicologia del lavoro” perché ha un intento di ricerca diverso, produrrebbe meno conversioni poiché la chiave è generica, di tipo informazionale e se ciò non bastasse, richiederebbe sforzi maggiori per via di una concorrenza più elevata.

Quindi a chi dice che il traffico è tutto possiamo rispondergli che si sbaglia. L’importante è il focus.

Se invece sei un docente di psicologia del lavoro affermato, che ha scritto decine di volumi e hai un sito che ti serve per consolidare il tuo nome (personal branding) allora posizionarsi con una chiave così generica permette di ottenere visibilità e contribuire alla vendita dei tuoi libri e indirettamente anche fare consulenze che possono esserti richieste su tutto il territorio nazionale.

Dagli Obiettivi al Traffico attraverso le Chiavi di Ricerca

Bene, adesso che hai definito gli obiettivi dobbiamo cercare le chiavi che i nostri potenziali utenti potrebbero essere interessati a ricercare.

Il nostro studio per imparare a posizionarsi su Google prosegue e in questo modulo avremo modo di approfondire il più possibile l’argomento “chiavi di ricerca”.

Per farlo dovrei spiegarti come funziona un motore di ricerca ma sono convinto che tu, molto probabilmente, hai più voglia di sporcarti le mani con la pratica.

Allora l’unica cosa che devi sapere è che:

Per soddisfare i tuoi obiettivi di business hai bisogno di traffico qualificato, che arriva sul tuo sito tramite i risultati che i motori restituiscono all’inserimento di parole chiave.

Ergo, la scelta delle giuste parole chiave è fondamentale.

Per svolgere questa attività è importante che tu abbia un’idea di chi sia il tuo cliente ideale.

All’interno di questa guida sul posizionamento su Google, non ne parlo…

Prenditi comunque un po’ di tempo per descrivere su carta almeno 3 tipi di clienti ideali identificando:

  • Il genere sessuale;
  • L’età;
  • Gli interessi;
  • I bisogni.

Fare questo esercizio ti permetterà di essere più obiettivo nella selezione delle chiavi. In particolare quello che ti chiedo di fare successivamente è di metterti nei panni dei buyer personas (si chiamano così i tuoi clienti ideali) e ragionare sulle chiavi così come ti aspetti farebbero loro.

Ma torniamo a noi..

 

Come Posizionarsi su Google per fare Lead Generation: 3 strumenti utili per la ricerca delle parole chiave.

In questo primo esempio, ipotizziamo che tu sia uno psicologo del lavoro, residente a Milano, una città metropolitana con 2 milioni di abitanti. Il tuo scopo è quello di guadagnare con la consulenza.

Per fare ciò devi creare delle pagine che descrivono i tuoi servizi e che intercettino i clienti che ne hanno necessità.

Hai diversi modi per procedere in questa attività:

  1. Partendo dall’analisi dei dati di cui sei già in possesso (Google Analytics, Search Console etc..)
  2. Oppure se il tuo sito è nuovo, analizzando i siti dei tuoi competitors.

Poniamo il caso più complesso, quello che tu parta senza dati da analizzare. Dobbiamo cercare una fonte per studiare la concorrenza. Ma attenzione, ho 3 buone news per aiutarti in questa attività.

 

Il primo tool che vorrei mostrarti si chiama SEOZoom. A mio avviso è un ottimo strumento con un rapporto qualità prezzo molto elevato.

SEOZoom è una power suite italiana che ti permette di approfondire diversi aspetti della presenza online:

  • traffico mensile,
  • parole chiave posizionate,
  • ultimi back link ricevuti,
  • sottodomini,
  • distribuzione del traffico dei domini di terzo livello,
  • e molto altro ancora..

 

Con SEOZoom potrai iniziare a studiare la “concorrenza”, comparare il tuo traffico con quello dei maggiori competitors e scoprire nuove keyword per ampliare la tua lista e creare un contenuto perfetto conquistare un ottimo posizionamento sui motori di ricerca.

Se non sei sicuro di voler investire in questo strumento di web marketing non devi preoccuparti. Puoi provarlo gratuitamente e usarlo per un numero limitato di ricerche.

posizionarsi su google

Ok, sei entrato adesso metti la tua chiave dentro nella casella di ricerca e premi analizza.

Lo strumento ti restituisce una serie di risultati.

Nella prima parte alta della pagina hai un cruscotto con degli indicatori in cui vengono evidenziati:

  1. La difficoltà della chiave in una scala che arriva fino a 100;
  2. Il volume medio di ricerche mensile ;
  3. Le pagine posizionate per quella chiave (rappresentano un po’ i tuoi concorrenti);
  4. Il costo per click medio per posizionare la stessa parola su Google Adwords.

 

Con queste informazioni siamo già in grado di capire che abbiamo a che fare con una chiave non estremamente complessa ma neppure estremamente facile, ma soprattutto, con una chiave che porterà poche visite al nostro sito.

Infatti se ci sono 20 ricerche mensili non possiamo aspettarci 20 persone che fanno ricerche poiché mediamente tutti noi quando cerchiamo qualcosa su Google ripetiamo la ricerca più volte, quanto meno per rivedere i primi risultati che appaiono.

Inoltre devi sapere che secondo uno studio di Advance Web Ranking del 2014, la prima posizione prende il 30% del traffico, la seconda il 15% e la terza il 10%. Stiamo parlando del 55% del traffico che viene assorbito dai primi 3 siti web.

posizionarsi su google

La seconda porzione della pagina di analisi di SEOZoom, ci mostra sulla parte di sinistra il posizionamento dei primi 50 competitor e sulla parte di destra l’andamento degli stessi nell’arco di sei mesi.

posizionarsi su google

Come puoi notare cliccando l’icona che ti ho evidenziato  hai la possibilità di esportare i dati.

Esportandoli otterrai indicazioni anche riguardanti il volume di traffico dei singoli siti per la chiave ricercata e il punteggio di autorevolezza che SEOZoom ha assegnato al sito, un numero da prendere con le pinze, ma comunque utile per avere un dato di sintesi della qualità del sito valutata dallo strumento.

 

ATTENZIONE: nessuno strumento conosce la ricetta segreta di Google, per cui ogni stima è da assumere con moderazione.

 

Ma torniamo a noi..

La lista dei primi 10 competitor ci è molto utile.

In primo luogo perché sappiamo chi andare a copiare nella ricerca delle parole chiave e in secondo luogo perché ci permette di farci un’idea della qualità dei testi posizionati per la chiave di nostro interesse.

 

Ma veniamo a noi..

Una volta scelto il competitor che si intende analizzare (prendine uno tra quelli posizionati su Google con la stessa chiave), eseguiamo una nuova ricerca questa volta utilizzando il dominio del competitor.

Ecco cosa ne esce..

posizionarsi su google

 

Sulla sinistra abbiamo un cruscotto che da una stima del traffico mensile che questo sito raggiunge. (Attenzione si tratta di stime calcolate in base al numero di chiavi, alla posizione e alla stima del volume di ricerca per la determinata posizione, per tanto in molti casi si discostano molto dalla realtà).

Fornisce inoltre il numero di chiavi per il quale questo sito è posizionato e il valore di autorevolezza del sito secondo lo strumento.

 

Da questo screenshot ci rendiamo conto che:

  • Sembrerebbero esserci un numero consistente di chiavi con cui posizionarci su Google;
  • La difficoltà non dovrebbe essere elevata perché il valore di autorevolezza del sito non è altissimo.

posizionarsi su google

A questo punto, cliccando il simbolo della chiave in alto, ci facciamo restituire l’elenco completo delle chiavi con il quale il sito è posizionato e iniziamo a valutare se fanno al caso nostro oppure no.

Possiamo ripetere questa procedura con tutti i siti competitor che ci erano apparsi quando abbiamo fatto la prima ricerca con la parola chiave specifica per la nostra attività al fine di poter aumentare il nostro bouquet di chiavi.

Analogo a SEOZoom, SEMrush è l’altro tool che dovresti provare per ricercare le parole chiave per la tua attività.

Anche se SEMrush è stato pensato per un mercato internazionale, puoi comunque utilizzarlo per capire se esistono delle nuove parole chiave che ti interessano.

Nella schermata principale potrai:

  • visualizzare l’indice di difficoltà di posizionamento su Google per determinate keyword,
  • studiare un sito concorrente (dalle parole chiave ai link in entrata),
  • tracciare i cambiamenti della SERP rispetto al tuo sito,
  • monitorare i competitors sulla griglia delle parole chiave.

Ora puoi muoverti nello stesso modo di SEOZoom ovvero inserendo il termine di tuo interesse, in questo caso “psicologo del lavoro Milano” e selezionando la base di ricerca “Italia”.

posizionarsi su google

 

Ecco che il cruscotto ti mostra l’andamento del volume di ricerca di questa chiave, il numero dei risultati dei competitors che cercano di posizionarsi su Google per la stessa chiave, gli eventuali valori per la ricerca a pagamento e il trend di ricerca di questa chiave nei vari mesi.

posizionarsi su google

Se guardi nella parte sottostante potrai accedere a info su keyword di corrispondenza alla parola chiave impostata e keyword correlate all’argomento di tuo interesse, oltre ai risultati che rappresentano le prime due pagine del motore di ricerca, un po’ abbiamo visto con SEOZoom.

 

Potrai valutare ogni competitor a seconda dei parametri:

  • ricerca organica mensile,
  • keyword selezionate,
  • ricerca a pagamento.

posizionarsi su google

Nella seconda pagina potrai vedere le keyword di ricerca organica principali e valutare il volume di ricerca in base alla posizione all’interno delle SERP.

posizionarsi su google

 

Come puoi notare dallo screenshot, il volume di ricerca espresso per “psicologi del lavoro” ha 260 ricerche mensili ma si colloca in 84esima posizione. Questo significa che non puoi aspettarti che le 260 volte in cui si è cercato “psicologo del lavoro Milano” portino risultati in quella posizione!

La ricerca organica ti svela l’elenco delle parole chiave per le quali appare il dominio ricercato e il livello della concorrenza e i competitors diretti.

SEMrush ti aiuta a capire come sta funzionando il tuo sito su Google rispetto ai tuoi competitors e come riuscire a posizionarsi su Google tramite le parole chiave che il tuo buyer personas potrebbe cercare in rete.

Forse non sai che se loro funzionano meglio di te significa che ti stanno sottraendo clienti.

Ovviamente vorrei precisare che SEMrush è solo uno strumento nelle tue mani e per questo spetta solo a te fare tesoro delle informazioni su quello che succede su Google per mettere in piedi un piano strategico che ti faccia primeggiare sui tuoi concorrenti.

 

Ma veniamo a noi…

È il momento di mostrarti un ulteriore strumento per la ricerca di parole chiave interessanti per il posizionamento su Google e sviluppare la tua attività.

Google keyword planner è uno strumento messo a disposizione da Google Adwords.

Se non possiedi un account Google dovrai crearlo, semplicemente compilando tutti i campi del form messo a disposizione su google.com/gmail

È ora di entrare nel vivo dell’operazione. Inserisci nella barra di ricerca di Google la stringa “google adwords” o connettiti direttamente al sito www.google.it/adwords/

posizionarsi su google adwords

Ok, una volta dentro la schermata del keyword planner devi cliccare su “strumenti”, selezionare la prima stringa del menù a tendina “Cerca nuove parole chiave utilizzando una frase, un sito web o una categoria”, inserire la parola chiave di riferimento (la solita che oramai abbiamo visto) e procedere cliccando il pulsante “azzurro”.

posizionarsi su google

 

Come avrai notato esiste un’incongruenza con i dati forniti dagli atri strumenti, in quanto keyword planner ti indica che il volume medio delle ricerche mensili sul mercato italiano va da 10 a 100, mentre per esempio SEOZoom aveva segnalato 30 unità mensili. Perché? Non puoi avere dei dati precisi e completi finché che non attivi una campagna Adwords. Considera però questo investimento pubblicitario come un modo interessante per testare in anticipo la tua strategia SEO.

Nel frattempo, puoi cercare di analizzare le chiavi prodotte dal Keyword Planner di Google (magari estrapolandole in un foglio di lavoro) e valutando anche le idee per gruppi di annunci ovvero parole chiave già raggruppate con caratteristiche e similitudini reciproche.

posizionarsi su google

A questo punto puoi scaricare tutti i dati delle chiavi che ti interessano  e copiarle su un foglio Excel, magari filtrando le chiavi meno interessanti, per lasciare solo quelle su cui ha senso lavorare in linea con gli obiettivi prefissati e il tuo modello visto precedentemente (Lead Generation, E-commerce…).

posizionarsi su google

La scrematura dell’elenco delle chiavi generate ti permette di definire le chiavi più semplici da posizionare e quelle chiavi che portano più volume in termini di traffico e quindi conversione.

E se hai individuato il tuo maggior competitor, quello che è riuscito a posizionarsi meglio su Google, puoi cercare di studiare le parole chiavi che emergono dal suo sito. Come? Anziché partire dalla ricerca del keyword planner puoi partire con la ricerca di chiavi basata su quel particolare competitor, inserendo il sito del concorrente nella seconda opzione “Cerca nuove parole chiave utilizzando una frase, un sito web  una categoria”, in questo caso inserisci il l’url del sito da cui vuoi prendere informazioni.

posizionarsi su google

Il risultato ti rivelerà le parole chiave su cui il tuo maggior concorrente ha puntato per posizionarsi su Google, una serie di keyword che non avevi considerato con la precedente modalità di ricerca “psicologo del lavoro”.

come posizionarsi su google

Stai attento a valutare la pertinenza delle chiavi con la tua attività!

  • Sei sicuro che la parola chiave “depressione” origini traffico specifico?
  • Cosa sta cercando l’utente con questa parola generica?

Quello che ti serve è un pool di parole chiave articolate come “psicologo del lavoro Milano” che intercetti un utenza qualificata a caccia di un servizio simile a quello che vuoi offrire.

Ti conviene preparare una serie di fogli con tutte le chiavi con cui ti vuoi posizionare su Google e sulla base di queste keyword potrai lavorare ai contenuti oppure ottimizzare quelli che hai già a disposizione.

Classificare le parole chiave per una migliore conversione

Bene, adesso che hai la lista completa delle parole chiave è giunto il momento di iniziare a suddividere la tua selezione secondo le intenzioni dei tuoi potenziali clienti.

Ogni volta che un utente fa una determina ricerca e arriva su un sito è mosso da un intento:

  • necessità di acquisire informazioni,
  • necessità di fare qualcosa,
  • intento di acquistare un prodotto/servizio,
  • necessità di raggiungere un luogo

Questi punti elencati sopra sono definiti da Google i 4 momenti chiave e possono esserti di aiuto per raggruppare le chiavi di ricerca che hai trovato precedentemente per focalizzare bene cosa sta realmente cercando un utente.

Lo scopo di questa attività non è quello di fornire la formula magica per imparare a posizionarsi sui motori di ricerca, piuttosto di aumentare la probabilità che un utente arrivato sul tuo sito, compia un’azione.

 

Ricorda che l’azione dell’utente è il tuo vero obiettivo. Non te ne fai nulla di traffico che non produce azioni concrete nei tuoi confronti. Tu hai bisogno di azioni che soddisfano gli obiettivi che ti eri prefissato.

 

Ma veniamo a noi …

Quello che devi fare è capire come classificare le chiavi che hai trovato, partendo dalla comprensione di quel processo che porta un cliente dalla ricerca di un annuncio all’azione.

 

posizionarsi su google

 

Nel Marketing questo concetto si esprime con l’acronimo A.I.D.A.:

  • Attenzione
  • Interesse
  • Desiderio
  • Azione

 

Il modello descrive gli step che gli utenti affrontano dalla prima esposizione al prodotto, marchio o servizio fino all’azione (acquisto, sottoscrizione, etc).

Come puoi immaginare la grande parte del traffico risiede nella componete “Attenzione”, vale a dire tutte le informazioni utili per catturare l’attenzione e influenzare positivamente il consumatore interessato (annunci, contenuti, messaggi e simili).

C’è da dire che solo una piccola parte della “campagna promozionale” accende l’interesse del consumatore, instillando in lui un senso di identificazione con la situazione che viene descritta e il desiderio di avere quello che viene proposto. La fase finale del messaggio deve condurre all’azione o meglio deve permettere di concretizzare l’acquisto del servizio o del prodotto.

Se il tuo scopo è quello di usare la SEO per ottenere risultati migliori, allora dovrai intercettare lo step del processo di marketing A.I.D.A. in cui l’utente si trova.

Quello che devi fare è mappare le tue keyword non soltanto in base al volume di ricerca e concorrenza, ma anche in base al tipo di chiavi che i tuoi buyer personas potrebbero utilizzare nelle loro ricerche e che corrisponderanno alla ripartizione del suddetto modello:

 

  • Attenzione – Si tratta di chiavi di tipo informazionale e poco articolate che sviluppano la consapevolezza del marchio da parte dell’utente a caccia di informazioni generiche (“informazioni su”, “dove”, “funziona?”, “vantaggi” e così via).
  • Interesse – Si tratta di chiavi di tipo navigazionale di coda media che intercettano l’interesse degli utenti alla ricerca di informazioni più specifiche riguardanti i vantaggi generati da un prodotto o servizio (“nome prodotto”, “nome azienda produttrice”, “caratteristiche proprie” e simili).
  • Desiderio – Si tratta di chiavi di tipo commerciale a coda lunga volte a creare una “connessione emotiva” con l’utente che sta maturando l’idea di acquistare il prodotto o affidarsi al servizio proposto (“offerte”, “migliori prezzi”, “opinioni”, eccetera).
  • Azione – Si tratta di chiavi di tipo transazionale in grado di spingere all’azione quelle persone che sono sul punto di decidere se affidarsi al servizio o acquistare il prodotto (“preventivi”, “acquisto” o “saldi”).

 

Il modello A.I.D.A. viene spesso associato al processo di inbound marketing, con cui condivide l’obiettivo di tracciare la Customer Journey dell’utente, l’itinerario che il potenziale cliente percorre dalla conoscenza del prodotto/servizio all’acquisto vero e proprio.

 

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Nel modello inbound, il primo step Attrazione corrisponde allo step Interesse del processo AIDA.

Per entrambi i modelli in questa fase è necessario arrivare al cliente attraverso campagne pubblicitarie oppure, per rimanere in tema di seo utilizzando contenuti generici o laterali.


Attrarre traffico con la SEO

Facciamo un esempio: L’obiettivo dell’azienda ACME è quello di vendere un “corso di email marketing”.

Da un punto di vista prettamente SEO orientato al posizionamento nei motori di ricerca attraverso l’uso dei modelli sopra spiegati avremo:

1) Acquisizione di traffico potenzialmente interessato al problema (marketers, liberi professionisti, imprenditori..)

Come? Attraverso forum, gruppi di discussione, articoli posizionati con chiavi generiche come “software email marketing” o chiavi civetta – come le definisce Francesco Margherita – es.: “corsi di webmarketing”

Fase del Modello: Attenzione, Interesse / Attrazione

 

2) Acquisizione di traffico sensibile

Come? Attraverso contenuti ottimizzati per chiavi che permettono all’utente di diventare familiare con quello che stanno cercando (ripensando all’esempio avremo chiavi arrichite con termini quali: durata, relatori, luogo, data del corso etc.)

Fase del Modello: Desiderio / Convertire

 

3) Acquisizione di traffico caldo e pronto ad agire

Come? Attraverso contenuti ottimizzati per chiavi di tipo transazionale (acquisto, vendita, sconti..)

Fase del Modello:  Azione / Convertire


Realizzare contenuti ottimizzati per i motori di ricerca

Bene, adesso che hai completato la ricerca delle parole chiave e le hai suddivise in base al volume di ricerca e la concorrenza è ora di realizzare contenuti efficaci all’occhio di Google.

Iniziamo a distinguere i 3 tipi di contenuti maggiormente utilizzati:

 

  • contenuti epici
  • contenuti Long Tail
  • gruppi di contenuti

 

Contenuti epici

Si tratta di contenuti di grande valore che soddisfano un bisogno specifico del tuo utente. Cosa vuol dire? L’utente, spinto da un bisogno, compie una ricerca sul motore di ricerca e trova un articolo che soddisfa il suo bisogno con informazioni in linea con l’argomento e il brand, punti di vista personali e pochi tecnicismi, insomma un contenuto non referenziale e riconosciuto come il “migliore della categoria” che soddisfi il suo bisogno.
Sono articoli in genere molto lunghi che sviscerano il problema dell’utente in modo completo ed esaustivo.

 

Contenuti Long Tail

Sono contenuti fondati sul principio della Long Tail. Di cosa si tratta? Una Long Tail è una chiave di ricerca che viene specificata con riferimenti precisi.

Un esempio di long tail può essere “sconti scarpe adidas rosse taglia 42”.

Si tratta di una chiave che porterà sul tuo sito pochissimo traffico tutavia il traffico che arriva è molto caldo perchè è già nella fase di “Azione” del modello A.I.D.A.

Inoltre se ottimizzerai il tuo sito per molte chiavi long tail riuscirai a portare tanto traffico caldo e pronto ad acquistare i tuoi servizi.

 

Gruppi di contenuti

Invece di creare un singolo contenuto pensa a come potrebbe essere più semplice posizionarsi con una serie di articoli che entrano nel dettaglio di un unico aspetto del medesimo problema.

Tante pagine per sviscerare un argomento attraverso sezioni specifiche o in coda lunga. In questo modo sarai percepito come una fonte più autorevole e pertinente per quel dato argomento.

Ti faccio un esempio. Se il tuo scopo è posizionarti per la parola chiave “oro” potresti creare un mini sito sull’argomento in cui affronti l’argomento da diversi punti di vista: “storico”, “chimico/scientifico”, “economico”, “geografico” etc. Le pagine potrebbero poi essere collegate tra loro attraverso una struttura dei link interni.

 

Scrivere per il web in ottica SEO

Bene. È  ora di capire come creare i contenuti del tuo sito o per meglio dire qualsiasi risorsa utile al tuo scopo (pagina sito, articolo, video, eccetera).

Ho scritto 2 guide sull’argomento che in caso puoi utilizzare per approfondire i concetti di questo articolo:

 

In ogni caso, l’ottimizzazione di un contenuto dipende sempre da determinati aspetti:

  • Titolo o meta Title – Si tratta del titolo della pagina web che compare nei risultati dei motori di ricerca in blu e sottolineato. Non dovrebbe superare i 70 caratteri di lunghezza e in ogni caso deve contenere la chiave principale con la quale intendi posizionarti su Google.
  • Meta Description – È una descrizione breve (max 140 caratteri) che serve a consolidare gli argomenti trattati nella pagina web e può non contenere la parola chiave. Una buona descrizione aumenta le possibilità di click da parte dell’utente quindi è opportuno realizzare una meta description che contenga una CALL TO ACTION efficace. La Call to Action potrebbe essere del tipo. “leggi l’articolo per saperne di più“.
  • URL sito – Si tratta dell’indirizzo internet al quale è allocata la risorsa (pagina web). L’url è bene che contenga le parole chiave per le quali si cerca di posizionarsi su Google.

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Passiamo ora agli headings (Intestazioni). Gli heading sono elementi HTML (il linguaggio di markup con cui è realizzata una pagina internet) che permettono attribuire a porzioni di testo una rilevanza maggiore (di intestazione appunto).

Si tratta di titoli e sono riconosciuti come tali anche dai motori di ricerca. Ne consegue che l’introduzione della tua parola chiave all’interno di un heading ha più efficacia rispetto all’introduzione di un heading all’interno di un paragrafo di testo.

Ci sono 6 variazioni di Heading che vanno dall’H1 all’ H6.

Più piccolo è il numero, più importante è l’intestazione.

Sebbene non ci siano regole specifiche, è consigliabile utilizzare laddove possibile un solo H1 per pagina e più H2 e H3. Difficilmente vedrai un utilizzo eccessivo dei tag H4, H5 e H6 per cui anche in questa guida non ne parlerò.
Nota Bene: Gli heading corrispondono ai vari “TITOLI” di Microsoft Word (Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3 etc). Se usi WordPress e non conosci l’HTML, il mio consiglio è quello di usare Microsoft Word per scrivere i contenuti e successivamente copiarli e incollarli nel tuo WordPress.

  • Titolo H1 – Il titolo serve a chiarire subito l’argomento trattato e a rendere piacevole la lettura dell’articolo. La stringa dovrebbe contenere la parola chiave su cui intendi posizionarti ma questo non è sempre possibili per ragioni di copywriting.
  • Titoli H2 – Sono sottotitoli che possono essere usati per sviluppare dei focus su argomenti precisi o semplicemente a spiegare alcuni concetti importanti per l’argomento trattato.
  • Titoli H3 – Si tratta di un ulteriore strumento di suddivisione del contenuto estremamente utile per utilizzare altre parole chiave rilevanti.

 

Passiamo adesso al contenuto del tuo documento…

  • Chiavi all’interno del contenuto – E’ difficile scrivere testi ottimizzati per i motori di ricerca e che siano anche piacevoli da leggere. Per questo motivo tutti consigliano di scrivere senza pensare ai motori di ricerca, bensì, focalizzandoti sul lettore.
    I contenuti saranno sempre più importanti. Essendo gratuiti gli utenti possono navigare e trovarne una quantità immensa in rete. Come puoi catturare gli utenti se i tuoi contenuti non sono sufficientemente belli ed interessanti? Capisci che non puoi. Non è un problema solamente di quante volte ripeti la chiave per la quale intendi posizionarti. Se anche arrivi ad essere il primo per una determinata chiave ma il tuo testo è illeggibile non riuscirai a trattenere l’utente sul tuo sito e portarlo a compiere l’azione che desideri.
    Detto ciò, con un po’ di esperienza sarai in grado di scrivere dei testi via via migliori sia in termini di forma sia di ottimizzazione, sfruttando al meglio anche sinonimi e termini correlati alla chiave che intendi posizionare.
    Senza entrare nello specifico della seo semantica, delle correlazioni, delle co-occorenze e delle ontologie laterali che magari puoi approfondire in un secondo momento – concentrati per scrivere testi semplici, chiari, efficaci ma soprattutto utili utilizzando le chiavi che hai selezionato e molti sinonimi per descrivere quello che la chiave rappresenta, orientandoti il più possibile verso i tuoi buyer personas.

 

  • Link interni – Puoi inserire dei link interni per reindirizzare il traffico su altri contenuti all’interno del sito che ha senso posizionare. Questo ti permetterà di trattenere la Link Juice all’interno del tuo sito..
    Non abusare con i link interni perchè possono distrarre il tuo utente e allontanarlo dal tuo obiettivo di azione.

 

  • Link esterni –  Chiavi e Link sono allo stato attuale della SEO i due più importanti fattori di posizionamento. (punto). Il tuo obiettivo è cercare di fare in modo che il tuo articolo/contenuto riceva più link possibile e preferibilmente da fonti autorevoli che trattano tematiche inerenti o uguali a quelle sviluppate da te.
    Viceversa, sai che quando crei un link verso il sito esterno, sei tu che contribuisci al suo posizionamento. Il mio consiglio è quello di non essere avido e comunque sempre puntare verso quei siti che hanno contribuito a realizzare il tuo contenuto.

Nella figura che trovi qui sotto, riconoscerai uno schema semplice da attuare per posizionare i tuoi contenuti su Google. Provalo e lascia nei commenti di questo articolo le tue considerazioni. Se sarà necessario, ti risponderò con ulteriori suggerimenti.

ottimizzazione articolo in ottica seo

Calendario Editoriale

Un obiettivo senza un piano è solo un desiderio
Antoine de Saint-Exupéry

Il Calendario Editoriale è un piano di pubblicazione necessario nell’economia di una strategia SEO basata sui contenuti. La definizione dei contenuti che verranno pubblicati e le tempistiche di pubblicazione deve essere declinata al pubblico con cui vuoi accorciare le distanze ovvero i tuoi buyer personas: temi trattati, titoli specifici, linguaggio, contenuti e così via. Tutto deve cercare di coinvolgere il tuo pubblico e spingerlo all’azione.

Si tratta di un metodo chiaro per organizzare i contenuti del tuo sito o del tuo blog che aiuta a gestire le tempistiche e gli argomenti delle pubblicazioni. Il Calendario Editoriale non è un argomento specifico del posizionamento di una pagina su Google, ma assume un’importanza rilevante all’interno di un progetto più ampio e nel quale sono spesso coinvolte più figure.

Per questo motivo, sebbene il calendario editoriale sia estremamente utile, se non indispensabile, in una strategia di posizionamento nei motori di ricerca rivolta ad un progetto web, perde di rilevanza in un contesto nel quale ci si focalizza sul posizionamento seo di una specifica risorsa come in questo caso.

 

Indicizzare un sito web su Google

Ma di cosa abbiamo parlato fino adesso?

Di posizionamento sui motori di ricerca ed in particolare con riferimento a Google. Ma non basta.
Non vorrei che ti mettessi a fare un gran lavoro di ricerca dei buyer personas, ricerca delle chiavi, preparazione del calendario editoriale e sviluppo dei contenuti per poi dimenticarti di indicizzare il tuo sito web…

Ti sei chiesto come potresti riuscire a posizionare il tuo sito se Google non sa che esisti?

Semplice, devi fare in modo che il motore di ricerca rilevi la tua presenza online.

Facciamo prima un piccolo passo indietro e capiamo come funziona Google e qualsiasi altro motore di ricerca. Il serach engine opera fondamentalmente attraverso 3 processi principali:

 

  1. Crawling
  2. Indexing
  3. Serving

 

Crawling

Il Crawling è il processo con cui il motore di ricerca trova pagine nuove o visita pagine aggiornate da aggiungere al suo indice di ricerca. Pensa a una specie di enciclopedia sempre aggiornata!

Ogni serach engine possiede un algoritmo che scandaglia tutte le pagine di un sito, seguendo i link che conducono da una pagina all’altra, raccogliendo i contenuti e identificando parole, immagine e qualsiasi altra risorsa. Una volta terminato questo processo, il software automatico fa una mappatura della struttura di ogni documento all’interno di un sito e crea una sorta di archivio della struttura delle pagine rilevate, constandone il livello di priorità.

 

Indexing

Indexing è l’attività di trasferimento di tutte le informazioni acquisite in un grande “archivio”. Il software automatico classifica le pagine e crea un indice relativo allo stato aggiornato di tutti i dati rilevati:

  • Segnalano le parole viste e le pagine di riferimento
  • Processano tutte le info descritte da meta title e meta description

La risorsa può essere archiviata in modo permanente o temporaneo oppure può essere inclusa in indici secondari (es. l’indice riservato esclusivamente alle immagini). È per questo che search engine riesce a rispondere con risultati pertinenti in tempi rapidissimi.

 

Serving

Serving è l’attività che i motori di ricerca compiono nel momento in cui un utente esegue una ricerca.

In sostanza, a seguito di un input di ricerca, Google e gli altri motori di ricerca prelevano dall’archivio tutti quei contenuti pertinenti e rilevanti rispetto alla specifica richiesta.

Ok, ora ti è chiaro come funziona il motore di ricerca. Ma arriviamo al dunque …

Come puoi fare a indicizzare una determinata risorsa? Il modo più semplice è quello di sottoporre una sitemap al motore di ricerca, un documento in formato XML (eXtensible Markup Language) che fornisce le indicazioni su URL della pagina, periodo di aggiornamento e priorità all’interno del sito.

 

Quello che devi fare è dare indicazioni precise ai software di Google.

Ma non preoccuparti! Per costruire la tua sitemap XML puoi affidarti ad alcuni plugin gratuiti o a tutorial che spiegano passo dopo passo come realizzarla in pochi passaggi.

Dopo aver creato la tua sitemap è giunto il momento di segnalarla a Google attraverso la Google Search Console (ex Google WebMaster Tools), si tratta di una serie di applicativi messi a disposizione da Google per monitorare, analizzare migliorare e risolvere aspetti del tuo sito web legati alla ricerca e posizionamento su Google. (e non solo)

Ma approfondiamo l’argomento …

 

Google Search Console è un servizio gratuito offerto da Google che ti consente di monitorare e  gestire le performance del tuo sito.

Una volta entrato nella homepage di Serach Console, potrai cliccare sul pulsante rosso a sinistra “Aggiungi una proprietà” e inserire il sito che desideri gestire.

posizionarsi su google

Ti verrà chiesto di verificare la proprietà del tuo sito web. Questo passaggio è necessario, altrimenti chiunque potrebbe avere informazioni confidenziali riguardanti i siti web di altri soggetti.

Attualmente puoi verificare la proprietà del tuo sito in 5 modi tra cui caricando un file sul tuo hosting (dove risiede il tuo sito) oppure modificando un tag meta delle pagine del tuo sito web.

Non preoccuparti eccessivamente, se usi wordpress ci sono un sacco di plugin che possono aiutarti per questo scopo come ad esempio “All in One Webmaster”.

come posizionarsi su google

Per aggiungere la sitemap devi andare su “Scansione”, cliccare su “SiteMap” e inserire l’URL in cui risiede la tua sitemap xml.

posizionamento su google sitemap

A distanza di 10/15 giorni, Google avrà probabilmente indicizzato gran parte dei tuoi contenuti.

Google Search Console ti permette di monitorare e ottimizzare il posizionamento su Google del tuo sito web, spingendoti a prendere decisioni consapevoli relative al sito web.

Analisi e Ottimizzazione un processo senza fine

 

Bene, ci siamo hai fatto tutto e adesso? Già nel giro di 10 15 giorni potresti avere i primi feedback dei tuoi risultati.
Che ne dici di condividerli con noi?

Forse non saranno subito meravigliosi ma la buona notizia è che analizzando il tuo lavoro e quello dei tuoi competitor puoi cercare di migliorare sempre più il tuo posizionamento.

 

Per farlo, oltre agli strumenti già descritti in precedenza puoi utilizzare Google Analytics.

Il processo di analisi ti mostrerà l’impatto delle tue risorse sui buyer personas di riferimento, i punti critici su cui lavorare per migliorare la tua reputazione online e ottenere performance più elevate e la lista dei requisiti che sei riuscito a sviluppare in maniera ottimale per quel posizionamento sui motori di ricerca.

È un processo che non può avere finire. Ti ricordi quando avevo detto che nessuno strumento conosce la ricetta segreta di Google? Ebbene alla luce di quello spiegato fin ora, avrai capito che ogni ricerca e stima realizzata precedentemente deve essere contestualizzata e assunta con moderazione.

C’è da dire anche che Google cambia di tanto in tanto le carte in gioco, modificando e raffinando il suo algoritmo per fornire agli utenti risultati più pertinenti per una data ricerca.

Il motore di ricerca cerca di restituire risposte più precise al significato della query cercando di superare l’uso meccanico delle keyword come mero strumento di valutazione.

Ma torniamo a noi …

Questi cambiamenti non devono spaventarti ma stimolarti a fare meglio. Come abbiamo già detto non puoi pensare di creare un contenuto costruito sulla successione delle parole chiave cercate e pensare di aver fatto tutto il possibile per ottenere un ottimo posizionamento su Google.

Solo se riuscirai a fletterti alla necessità di nuovi interventi e alle novità di Google potrai capire come garantirti un ottimo posizionamento sui motori di ricerca e godere di un’ottima visibilità on-line e un aumento del traffico qualificato.

 

Conclusione

È fatta! Hai appena terminato la mia guida al posizionamento su Google.

Siamo entrati in dettaglio del processo di studio delle parole chiave e realizzazione dei contenuti mantenendo il focus sui tuoi obiettivi aziendali, e alle fasi di acquisto dei clienti.

Ormai l’avrai capito. Non c’è nessuna strategia di posizionamento sui motori di ricerca valida senza un ragionamento accurato circa l’utenza di riferimento, gli obiettivi concreti da raggiungere e gli algoritmi di Google.

Adesso è il momento di mettersi al lavoro!

Non ti resta che mettere in pratica tutto quello che hai imparato. E mi raccomando, non dimenticarti di aggiornarmi lasciando un commento su questa pagina!

Che cos’è la link juice

La link juice è uno dei fattori seo determinanti per l’importanza di un sito internet e il suo posizionamento organico sui motori di ricerca.

Sostanzialmente la link juice indica la quantità di link o meglio il potere di ranking che viene passata da un sito a un altro, grazie per l’appunto ai link. I collegamenti ipertestuali di fatto permettono di stimare la rilevanza e la ‘forza’ del sito stesso in relazione ai siti linkati.

link juice

Consideriamo un sito A e un sito B che trattano lo stesso argomento e vogliono posizionarsi per le stesse keyword. Google e gli altri motori di ricerca, dopo aver fatto una prima analisi sul contenuto del sito, esamineranno i backlinks per determinare quale sito merita un miglior posizionamento nei risultati della SERP. Il sito più ‘appetibile’ agli occhi dei search engine sarà quello più linkato dalla maggiorparte dei siti.

 

Un sito costruito secondo le regole SEO con contenuti originali e grafica accattivante infatti non è detto che avanzi nei risultati dei motori di ricerca. La ragione? Diciamo che probabilmente è stato trascurato l’elemento autorevolezza del dominio o Domain Authority, un fattore che i motori di ricerca utilizzano per ‘capire’ l’affidabilità e l’autorevolezza di un sito in base a:

  1. Età – il tempo in cui si è online diventa il mezzo per stimare il tipo di informazioni fornite agli utenti;
  2. Dimensione – la grandezza del sito diventa sinonimo della quantità di informazioni messe a disposizione;
  3. Popolarità – la quantità dei link di siti ‘giudicati’ autorevoli che puntano verso il sito in questione diventa determinante per la sua validità.

 

Per incrementare l’autorevolezza di un dominio è necessario guadagnare un page rank migliore, che a sua volta comporta  un aumento di traffico e una maggiore autorevolezza del sito.

Link Juice, Page Rank e Link Popularity

Veniamo al page rank. Possiamo definirlo come il metodo utilizzato dai motori di ricerca per assegnare un valore qualitativo alle pagine web, costruito su qualità dei backlinks e contenuto della pagina: più alto sarà il suo valore e più il sito riuscirà a guadagnare posizioni sui search engine.

 

Curiosamente, il page rank si basa a sua volta essenzialmente sul concetto di link popularity ovvero il numero di siti internet che si collegano a una pagina web. Bisogna pensare al link come a una specie di ‘voto’ di importanza e utilità per la pagina in questione.

Un sito web è autorevole quando viene riconosciuto spontaneamente come una authority da altri siti altrettanto autorevoli (es. directory internazionale o un sito ad altro ranking).  L’autorevolezza guadagnata si estende poi automaticamente anche a tutte le altre pagine web interne del sito.

 

Il link è quindi un collegamento ipertestuale che rimanda l’utente su un’altra risorsa informativa ritenuta autorevole in materia. Tutte le pagine web vengono costruite con un linguaggio di formattazione chiamato HTML che indica al browser (lo strumento che usi per navigare in internet come Internet explorer o google chrome) come visualizzare la pagina web.

 

Il codice HTML per definire un link è il seguente:

<a href="http://rai.it" title="Il sito della rai"> sito rai</a>

Analizziamo insieme questo codice:

  • “<a” è l’elemento che definisce il link;
  • “Href” è un attributo dell’elemento “A” e identifica la risorsa di destinazione;
  • il testo contenuto tra i segni > <  si chiama anchor text, ed è la parte cliccabile del collegamento ipertestuale che permette ai motori di ricerca di identificare il tema delle pagine di destinazione (una target keyword specifica è più utile di un generico ‘Clicca qui’ per salire nel ranking dei search engine);
  • </a> è il tag di chiusura.
anatomia di un link

anatomia di un link

Il link indica una certa ‘vicinanza’ alla pagina linkata. Per evitare di essere contestualizzati con  siti penalizzati, siti off-topic o siti ritenuti spam è necessario armarsi di un parametro ‘precauzionale’ come l’attributo rel=”nofollow” del tag <a>. Utilizzando nofollow si comunica a Google e gli altri motori di ricerca che si sta inserendo quel link perché si ‘crede’ rilevante per l’argomento trattato, ma che tale link non deve passare link juice e page rank alla pagina alla quale si sta linkando.

 

L’organizzazione e la posizione dei backlink determinano in modo inequivocabile il modo con cui i motori di ricerca guardano all’intero sito. Un ragionamento sensato che tiene conto di aree strategiche legate al contesto argomentativo e importanza delle pagine del sito è un’ottima strategia d’insieme.

I motori di ricerca, infatti, premiano i link che si trovano in una zona visibile della pagina o all’interno del contenuto principale dell’articolo (possibilmente all’inizio), proprio lì dove possono attirare l’attenzione dell’utente.

È inutile quindi posizionare i link nelle zone più scontate o meno a vista come:

  • footer o piè di pagina, perché contiene informazioni già inserite in altre sezioni, privacy policy, copyright e altro;
  • header o parte alta, perché contiene gli elementi distintivi del sito (nome e logo, elementi grafici, menù di navigazione, social correlati e banner di conversione o interazione);
  • sidebar o barra laterale, perché può aiutare l’utente nella navigazione, ospitare i contenuti più disparati o mostrare banner, annunci e pubblicità di ogni genere ;
  • widgets o interfaccia utente, perché aiutano a gestire diverse funzionalità all’interno del sito web.

 

Non resta che fare tesoro di queste preziose informazioni e soprattutto fare attenzione alla link juice che spostate!

Crediti immagine > https://webmarketsonline.com/Blog/ArticleID/20/The-Power-of-Link-Juice